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Non c’è cosa peggiore di compiere un abuso usando in modo scorretto la Bibbia

La Bibbia è la Parola di Dio non dell’uomo. Commettere un abuso umano facendo credere che si tratti di una cosa giusta e approvata da Dio, è peggiore dello stesso abuso.

Li sentite dal podio quando leggono le Scritture più per condannare che per salvare? Chi usa la Bibbia per evidenziare in continuazione aspetti negativi, correzioni, ammonimenti e giudizi gravi, finirà per scambiare la Parola di Dio per un codice di procedura civile e penale. Altro che “lampada che illumina il sentiero dei giusti”, questi “ammazza pecore” sono riusciti a trasformare la Bibbia nel martello di Thor.

Certi pastori sanno solo martellare. Le mazzate morali, emotive, spirituali non sono anch’esse abusi spirituali? Forse, tali percotitori, hanno preso tante di quelle randellate nella loro vita da rimanere rintronati, al punto di aver perso gran parte della loro lucidità mentale. Hanno i neuroni a pezzi.

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Esprimere forza e intensità spirituale pur non essendo attivi o approvati

Alcuni sono convinti che chi non è un membro attivo nella propria religione o è stato allontanato o che vive in maniera contraria all’etica morale, non possa esprimere un maggiore sentimento spirituale di chi è invece un attivo cristiano.

L’arte ci insegna molto al riguardo. Artisti famosi hanno lasciato opere di grande impatto religioso, nonostante non fossero persone rette o approvate dalla Chiesa. Uno di questi è Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio, una vita costruita sugli eccessi e sulla sregolatezza. Dotato di una forte personalità e di una “vocazione” quasi naturale per i guai, animo inquieto, morto giovane.

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«Il miglior oratore è colui che sa trasformare le orecchie di chi ascolta in occhi»

Proverbio arabo

Insegnamento e predicazione devono essere contraddistinte da una notevole capacità descrittiva. I nominati cristiani devono avere un’abilità particolare nel descrivere eventi e situazioni. Devono essere così capaci da rendere reale e “visibile” le cose che insegnano. Inoltre, devono mostrare grande fervore. Chi ascolta deve riconoscere che chi insegna ci crede per davvero, con tutto il cuore e la sua anima. I discorsi devono essere vita e fuoco, dall’introduzione alla conclusione.

Per la loro profondità e incisività non devono far dormire la notte. Chi ascolta deve essere colpito nella sua debolezza. L’energia di certi discorsi è meglio che scuoti l’animo piuttosto che faccia dormire il cervello. Spesso la differenza si nota non in ciò che si dice ma nel modo come lo si dice.

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Docendo discitur

Insegnando s’impara

Raccontare storie significative e riflettere su di esse accresce la nostra esperienza e si colmano lacune e, quindi, s’impara sempre di più. La conoscenza che educa deve essere stabile e proiettata nel futuro in conformità alle nuove esigenze di un mondo che cambia sempre più rapidamente. Lo scopo della conoscenza biblica ha sempre avuto di mira, sia nel passato come nel presente lo scopo di conseguire e accrescere i principi morali e rafforzare una spiritualità che sia in grado di dare un senso alla propria vita.

Un buon maestro dona il suo tempo, la sua presenza, il suo respiro, la sua fatica, le sue energie. In cambio chiede solo attenzione e apprezzamento. Il vero insegnante sa estrarre dalla mente dei suoi discepoli i semi della verità per farli crescere. Il maestro che insegna, alla fine impara anche lui.

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