Posts Taggati ‘paura’

Il coraggio, la chiave per superare il problema della lontananza

Il coraggio è lo strumento che ci permette di affrontare serenamente gli ostacoli della lontananza ed essere in pace con noi stessi.

Di lui si dice che da giovane pascolava il gregge di suo padre e quando un leone o un orso cercava di aggredire le sue pecore, lui li rincorreva, li colpiva e gli strappava dalle fauci la preda. E se gli animali feroci si rivoltavano contro di lui, li afferrava per le mascelle e li ammazzava con coraggio. (1 Samuele 17:34-36)

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Fratello Otello

Otello è una tragedia di William Shakespeare che ruota attorno alla gelosia di Otello, un moro, condottiero militare della Repubblica di Venezia, per l’amata Desdemona, che, a causa delle insinuazioni di Iago, viene sospettata di avere una relazione con Cassio.

La vicenda si concentra sui tormenti interiori e sui processi psicologici di Otello, che sfociano in fraintendimenti e incomprensioni con Desdemona e che preludono all’omicidio-suicidio finale. Otello è così diventato il prototipo della passione amorosa che, sviata dalla gelosia, conduce all’autodistruzione.

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“FATEVI CORAGGIO”

Nel mondo avete tribolazione, ma fatevi coraggio! Io ho vinto il mondo”. (Giov. 16:33)

Il coraggio è forza spirituale, emotiva e morale che permette di parlare e agire senza timore malgrado gli ostacoli e i pericoli. E’ il contrario della paura, del timore e della codardia. Chi è coraggioso è disposto a soffrire per ciò in cui crede (2 Tim. 1:7). Una certa dose di coraggio è necessaria per essere franchi nel parlare e per comportarsi in modo giusto anche nelle cose semplici della vita quotidiana.

La franchezza non va confusa con l’insolenza. (Col 4:6) Parlare con coraggio non significa essere critici, intransigenti o dogmatici.

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Nel deserto della vita impari a fidarti di Dio

A volte è nel deserto che l’uomo perso ritrova la sua anima

Nella Bibbia si trovano due scenari simili e contrapposti: il giardino di Eden e il deserto di Gesù. In entrambi è presente il tentatore. La prima coppia è perfetta come lo è Gesù. In Eden c’è abbondanza di cibo tra gli alberi, tranne uno l’albero della conoscenza. Nel deserto Gesù viene tentato col cibo. In entrambi i casi, la tentazione implica gli organi di senso. Il tentatore cerca di manipolare la facoltà di ricevere informazioni dal mondo esterno. Eva “vide che l’albero era buono come cibo e che era qualcosa che metteva voglia agli occhi, sì, l’albero era desiderabile da guardare”. (Gen 3:6)

A Gesù, che ebbe fame, poiché non toccava cibo da quaranta giorni, il tentatore lo prova dicendogli di trasformare le pietre in pani. (Mat 4:3) Con Eva ci riesce, con Gesù no, perché lui stesso è “il pane della vita”, infatti, in un’occasione moltiplicò i pani per sfamare la folla. Visto il contesto dove furono provati, era più facile a Eva resistere che a Gesù. Invece avvenne il contrario.

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