Posts Taggati ‘peccato’

Il peccato è nel cervello?

Perché persistiamo in un comportamento peccaminoso anche quando ce ne pentiremo? Il peccato nasce nel cervello?

Le moderne neuroscienze affermano che nel cervello umano ci sono meccanismi e inclinazioni che inducono al peccato. Altri, invece, sostengono che non esiste nessuna relazione tra peccati e cervello. Tuttavia, con l’avvento delle moderne tecniche di imaging che sbirciano nel cervello, si possono ottenere alcune informazioni sulle nostre cattive abitudini. Le ultime ricerche cognitive sostengono che quando l’impulso di peccare è forte, le reti di controllo cerebrali, che coinvolgono la parte anteriore del cervello, si attivano per soffocare l’impulso mitigandone la seduzione. È come se due schieramenti si sfidassero per spingere l’essere umano a seguire determinati comportamenti: da una parte il diabolico seduttore che spinge al peccato e dall’altra l’angelo protettivo.

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Scambiare la malattia per una debolezza spirituale

Sostituirsi al medico è uno degli abusi spirituali più dannosi

Ci sono anziani che spiritualizzano certe malattie come se fossero dei peccati o debolezze. Invece di indirizzare i tdG da uno specialista si sostituiscono al medico “prescrivendo” come rimedio versetti biblici come se fossero medicine. In alcuni casi, gli anziani, non hanno tenuto conto degli effetti che una malattia può avere sulla psiche di un tdG, sul suo rapporto con Dio e le varie attività di congregazione. Di fronte al peggiorare della situazione, gli anziani sono sicuri che il problema se non si risolve è perché il fedele non mette in pratica i consigli ricevuti. Un fratello, la cui depressione era stata scambiata dagli anziani come un atteggiamento ribelle, gli fu riconosciuta in seguito come disabilità mentale da una commissione medica. Non è raro prendere lucciole per lanterne, scambiare cioè un serio problema di salute con un atto di disubbidienza.

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Bada che anche tu non sia tentato

Siamo figli del peccato che è un frutto della tentazione. (Giacomo 1:14,15)

Talvolta gli uomini non se ne accorgono di essere tentati, con loro grave danno. Quando se ne accorgono si pentono ma non si preparano per la successiva prova. Ben presto cadono nella stessa trappola. Succede perché non prendono in considerazione la tentazione che è la radice del peccato, riconoscono le loro colpe ma non le proprie tentazioni. Vi sono diversi gradi di tentazione, di cui alcune potenti. Ad esempio, una di queste è quando il cuore comincia a dilettarsi segretamente della tentazione e la “coccola” pur senza peccare apertamente. In casi come questi si può pensare – erroneamente – che la dedizione alle attività di congregazione e al ministero sia sufficiente a proteggerli. Ci si dimentica che si è già caduti in tentazione pur non peccando ancora. Come disse Gesù: “Se un uomo continua a guardare una donna in modo da provare passione ha già commesso adulterio nel suo cuore”. (Matteo 5:28)

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Il ravvedimento è necessario anche ai proclamatori “attivi”

Il ravvedimento è necessario anche al popolo di Dio. Sì, anche per coloro che hanno conosciuto le benedizioni di Geova. Anche loro sbagliano continuamente a causa dell’imperfezione.

“Fatemi capire lo sbaglio che ho commesso”.Giobbe 6:24

Giobbe non capiva i presunti sbagli che gli venivano attribuiti dai suoi amici. Chiede che lo aiutino a capire dove ha sbagliato in modo da potersi ravvedere. Il ravvedimento continuerà fin quando non saremo liberati dal peccato adamico.

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