Posts Taggati ‘pecore’

«Io sono il pastore eccellente»

In un’occasione, Gesù usa con i suoi ascoltatori un linguaggio figurato: pastore, pecore e ovili. Gesù deve spiegare ciò che sta dicendo perché non capiscono. “E’ un indemoniato” commentano alcuni. Altri lo ascoltano con interesse. I vangeli danno diversi titoli a Gesù, ma lui non li dichiara quasi mai apertamente. Invece, in questa circostanza lo fa direttamente. (Giovanni 10:1-21)

E’ un appellativo disarmante. Gesù è il pastore autentico, forte e combattivo, che ha il coraggio per lottare e difendere le sue pecore dai lupi. “Io sono il Pastore bello” si legge in altre traduzioni della Bibbia. E’ una bellezza non esteriore, ma attrattiva, frutto del suo amore altruistico.

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CLONAMI

 Ian Wilmut del Roslin Institute, uno dei “padri” di Dolly   

Dolly è la prima pecora clonata e ha vissuto circa sette anni. L’esperimento è avvenuto in Scozia presso dei laboratori scientifici. E’ il primo mammifero clonato da una cellula adulta, prelevata da una ghiandola mammaria di pecora. Dolly è perciò diventata una “gemella” più giovane della pecora da cui era stata prelevata la cellula. Venne abbattuta nel 2003 a causa di un’infezione polmonare che le causava forti sofferenze. La clonazione, fatta attraverso processi cellulari, ha aperto la strada ad altri esperimenti su animali fotocopia.

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Sentirsi addosso la puzza dell’odore delle pecore di Cristo

La frase più famosa ed emblematica detta da papa Francesco sui pastori della sua chiesa e ripresa dai media di tutto il mondo è questa: «Voglio pastori con ‘l’odore delle pecore’ e con il sorriso di papà». E’ un monito per tutti i sacerdoti, i cardinali e lo stesso papa: i pastori non solo non devono pretendere di vestirsi con la lana delle pecore, ma devono mostrare passione nel servirle. Una frase che si legge, papale papale. Cioè, come è stata detta, che va soltanto «annusata» e che rimanda alla vera immagine dei pastori che hanno a cuore le pecore.

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VIGILATE SU TUTTO IL GREGGE

Il pastore che trascura se stesso non è idoneo a curare il gregge, perché non è di utilità a nessuno.

 E’ volontà di Dio che ogni congregazione abbia i suoi pastori per faticare, per sovrintendere e per ammonire (1 Tes 5:12). Quando un fratello viene nominato anziano è implicito che il gregge non debba essere più grande delle proprie capacità di sorvegliante. Geova non mette sulle spalle di un pastore impegni e responsabilità che non riesce a soddisfare. Il numero di coloro che vegliano deve essere proporzionato al numero di pecore dell’intera congregazione. Molti problemi sorgono a causa di un numero insufficiente di pastori. Non è una novità che molti nominati non riescono a stare dietro ai bisogni della congregazione. Ci chiediamo anche come può un singolo sorvegliante badare a un’intera circoscrizione formata da decine di corpi di anziani e qualche migliaio di proclamatori e “positivamente conoscere l’aspetto del tuo gregge”? (Prov. 27:23) Ci vogliono anni e non una settimana “mordi e fuggi” per conoscere l’aspetto di ogni singolo fratello di ogni congregazione assegnata.

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