Posts Taggati ‘preghiera’

E la chiamavano DEDICAZIONE!

La dedicazione a Dio è la rinuncia volontaria ad avere possesso di sé stessi. Da quel momento in poi Dio diventa il proprietario della propria vita. È una promessa solenne fatta a Geova in preghiera una sola volta nella vita, rinunciando a qualsiasi cosa possa anteporsi fra la propria volontà e quella di Dio.

Non si può essere Testimoni di Geova senza prima fare questo passo e poi il battesimo, cioè una dimostrazione pubblica fatta agli altri di tale dedicazione. Detto in poche parole: “La mia vita appartiene più a te che a me. Quando c’è diversità di desiderio tra me e te, prevale il tuo” (Giovanni 6:38).

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Dal cantico 44: «Mi aiuterai, mi rialzerai / e il cuore mio tu fascerai».

La preghiera di chi è afflitto è il titolo del cantico 44, tratto dal Salmo 4:1 “Quando ti invoco, rispondimi, o mio Dio giusto. Procurami una via di fuga dalle mie angosce. Concedimi il tuo favore e ascolta la mia preghiera”.

Il salmista si rivolge a Geova in preghiera chiedendogli di procurargli una via di fuga, non dalla congregazione, ma dalle angosce che lo affliggono. Capita che qualcuno ci offenda, in questo caso il salmo 4:4 ci consiglia: “Adiratevi, ma non peccate. Sfogatevi nel vostro cuore, nel vostro letto, ma tacete”.

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Solo con i soli

La solitudine di Gesù nella sera del ricordo della sua morte

Da solo, su e giù per i monti dove la vetta è più vicina al cielo, là dove si posano i piedi di Dio; nei deserti, luoghi di penitenza e digiuni e nei luoghi solitari dove la presenza invisibile di Dio si fa ombra; congedava le folle rumorose per pregare liberamente il suo Dio nel silenzio del suono. Di buon’ora, nel buio, senza rumori e distrazioni.

Lui da solo, nella sala delle udienze di Geova, là dove è necessario il silenzio, intimità e rispetto, in confidenza con “Abba, Padre”. Là dove la preghiera penetra nel cuore di Dio, dove il dolore e il buio sono la piaga di Dio, dove il volto umano cambia aspetto; il luogo «dove chi volge lo sguardo diviene raggiante e il volto non arrossisce mai per la vergogna».

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Un vuoto spirituale

Si può servire Dio ed essere nello stesso tempo spiritualmente vuoti?

Sì, forse si tratta di una spiritualità intellettuale, dottrinale o di una conoscenza che non basta a dare un senso alla vita. Oppure, può trattarsi di una spiritualità basata su norme morali o su opere che Dio può richiedere. La spiritualità è una “particolare sensibilità e profonda adesione ai valori spirituali”. (Treccani) In pratica, è la caratteristica di chi attribuisce un particolare valore alle cose spirituali e religiose.

Per la persona spirituale Dio occupa il centro della sua vita. Egli desidera Dio, sente il bisogno della sua cura, della sua pace e del suo amore. L’uomo spirituale tiene sempre aperta la porta dello Spirito. Senza il nostro consenso Dio non può entrare in noi. Solo con l’amore l’uomo riesce a “toccare” il cuore di Dio.

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inattivo.info

Inattivo.info è un sito aperto nel 2014 ed è rivolto ai testimoni di Geova non più attivi come un tempo e ai responsabili delle congregazioni.

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