Posts Taggati ‘seneca’

Maschere che si smascherano da sole

“Non mi sono seduto con uomini di falsità; e non entro con quelli che nascondono ciò che sono”. (Salmo 26:4)

In tutta la storia l’uomo ha sempre sentito il bisogno di mascherare il suo volto. Sin dagli albori della storia umana, le maschere servivano a combattere l’oblio della morte. Gli egiziani ricoprivano le mummie di defunti con maschere di gesso. Le feste furono sempre occasione per grandi mascherate, famose tutt’ora sono le maschere veneziane. E’ per colpa dei Padri della Chiesa, che detestavano il teatro greco e il suo corollario di maschere, che esse assunsero un simbolo negativo. Dal Cinquecento in poi, le maschere diventano simboli della frode e dell’inganno. Famose le maschere della commedia italiana. Nell’era moderna troviamo i bizzarri autoritratti di Picasso e le tele di Ensor, che per mezzo delle sue maschera rivela la doppiezza dell’animo umano.

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Conosco inattivi che…

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Sanno svolgere attività artistiche, scrivere, suonare strumenti, sono esperti in informatica, in grafica, in scienze delle comunicazioni e in tante altre attività.

Ci sarà capitato di conoscere alcuni di questi inattivi o di averli frequentati in passato. Forse li abbiamo conosciuti in Sala del Regno o durante un’assemblea. Siamo usciti in predicazione con qualcuno di loro e non abbiamo dimenticato quanto erano bravi nel parlare alle persone del territorio. Fratelli da far invidia ai pionieri speciali e ai sorveglianti. Altri erano bravi insegnanti ed era nota la qualità dei commenti e dei loro discorsi. Oggi sono in pochi a ricordarli: una ristretta cerchia di fratelli anziani di età, qualche amico o parente. Le loro opere sono sconosciute quanto loro stessi. Vivono nell’ombra, in un anonimato impenetrabile.

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DE OTIO – DE TRANQUILLITATE ANIMI

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Lucio Anneo Seneca, un miscuglio di idealità e realismo.

Due caratteristiche degli “inattivi” di Geova.

“Un albero non diventa solido e robusto se non è continuamente investito dal vento e sono queste raffiche che ne fanno il fusto compatto e ne rinsaldano le radici che si abbarbicano con maggior forza al terreno; fragili sono invece  quegli alberi che crescono in una valle tranquilla”.

l De otio (contemplazione) e il De tranquillitate animi (serenità) sono due opere di Lucio Anneo Seneca e fanno parte di una serie di dialoghi. Secondo il filosofo, la contemplazione – otium per i Romani – cioè il riposo dalle pratiche consuete, non è assenza di attività, così come la serenità non è assenza di emozioni ma equilibrio armonico tra di esse. Ci sono parecchie analogie tra quello che Seneca scrive e gli

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