Posts Taggati ‘testimoni di Geova’

Perché piace parlare più di aspetti negativi e meno di quelli positivi?

Abbiamo tutti una mente negativa che memorizza di più gli eventi traumatici e le debolezze altrui rispetto alle cose positive, condizionando il nostro giudizio e le nostre scelte.

Sin da piccoli impariamo quando una cosa è male e quando è bene. E quando bene e male si equivalgono, siamo spinti a scegliere il male. Le esperienze negative hanno il potere di plasmare la nostra mente e di ricordarle più delle esperienze felici. Si ricordano di più i problemi e i dissidi tra fratelli che le cose buone vissute insieme. Basta stare un po’ di tempo sui social per rendersi conto quante considerazioni negative sono fatte sulla nostra religione. Questo succede perché, oltre ad avere un impatto maggiore sugli altri, le informazioni negative sono elaborate in modo più approfondito.

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E’ LA TUA BATTAGLIA NON ABBANDONARLA

Nel gergo militare, il fronte è il punto d’incontro con il nemico, dove una delle due parti schierate tenta di prendere possesso della posizione del fronte dell’avversario. Il “fronte” non è soltanto un termine bellico. Ogni cristiano, nella vita di ogni giorno, ha il suo fronte di battaglia. E’ il luogo dove incontra la paura, dove arranca, soffre e si misura con le avversità.  Il nemico è potente e invisibile, si serve di uomini malvagi e delle debolezze umane per attuare le strategie di vittoria e per spezzare le resistenze del cristiano. 

In ogni strategia bellica, per la vittoria sono fondamentali diversi fattori: la sorpresa, la preparazione, l’addestramento, la dotazione di armi efficaci, il coraggio e la resistenza. E’ nella battaglia che il cristiano si sente vivo. E’ sul fronte della vita che impara a soffrire, a stringere amicizie fraterne, a conoscere i suoi commilitoni cristiani, a compiere gesti sensati. Qui si scopre, oltre alla durezza della guerra, anche il vero amore e il senso della battaglia. Inoltre i migliori amici, quelli che si sostengono a vicenda e si fanno forza, si trovano in prima linea.

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«DISSIDENTI»

I fanatici religiosi sono più intolleranti dell’intolleranza stessa. Al tempo di Gesù regnava l’odio tra ebrei e samaritani e i capi religiosi disprezzavano il popolo in generale. Non parliamo poi delle donne, considerate esseri inferiori. Ciò che generalmente rende intolleranti le persone sono i difetti altrui e le caratteristiche a loro sgradevoli. Anche se Gesù fu un esempio di tolleranza non condonò l’indecenza, l’ipocrisia o qualsiasi altro comportamento malvagio. Al contrario condannò con coraggio tali atteggiamenti (Matteo 23:13). Come comportarsi allora con un compagno di fede che la pensa diversamente dalla maggioranza e diverge dalla direttiva, ma che non è ipocrita, indecente, malvagio? Anzi è un fratello che ama Dio, i suoi simili e fa di tutto per compiere la volontà di Geova?

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Non trascurate le riunioni

“E interessiamoci gli uni degli altri per spronarci all’amore e alle opere eccellenti, non trascurando di riunirci insieme, come invece alcuni fanno abitualmente, ma incoraggiandoci a vicenda, tanto più che vedete avvicinarsi il giorno. – Ebrei 10:24,25.

Nel I secolo i cristiani erano organizzati in congregazioni e si riunivano per adorare Dio, studiare le Scritture e incoraggiarsi a vicenda (Ebrei 10:24, 25). Pronunciavano preghiere, cantavano lodi a Geova e si sottolineava l’importanza di far conoscere la volontà di Dio. Radunàti in un’atmosfera calorosa, dove si impartiva istruzione edificante, si sentivano tra loro veri fratelli spirituali. (2 Tessalonicesi 1:3;). Noi seguiamo il loro esempio e proviamo una gioia simile.

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Inattivo.info è un sito aperto nel 2014 ed è rivolto ai testimoni di Geova non più attivi come un tempo e ai responsabili delle congregazioni.

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