Posts Taggati ‘torre di guardia’

Quando si finisce per trovare da ridire su tutto e su tutti

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Continuate a fare ogni cosa senza mormorii e discussioni, affinché siate irriprovevoli e innocenti, figli di Dio senza macchia in mezzo a una generazione perversa e storta, fra la quale risplendete come illuminatori nel mondo. – Filippesi 2:14,15.

Di tanto in tanto leggiamo reprimende degli articolisti della Torre di Guardia, indirizzate a chi è ipercritico nei confronti dei responsabili delle comunità. Ultimamente stanno diventando sempre di più le raccomandazioni a non prestare attenzione a tutto quello che si legge su Internet, citando come avvertimento Proverbi 14:15:

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Si diedero alla fuga. Premiati!

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C’è un episodio nei Vangeli che ci aiuta a capire quale sia la maniera migliore per aiutare gli inattivi e i deboli.

Chi ama gli inattivi prova un profondo dolore non vedendoli più associarsi con la congregazione. Come possono gli anziani e i proclamatori contribuire attivamente affinché ritornino tra di loro? C’è un episodio nei Vangeli che ci aiuta a capire quale sia la maniera migliore per farlo.

Poco prima della morte di Gesù, Marco e Giovanni raccontano che gli apostoli lo “abbandonarono e fuggirono” e in seguito “si dispersero ciascuno alla propria casa”. (Marco 14:50; Giovanni 16:32) La Torre di Guardia del 1 luglio 2004 spiega la maniera con la quale Gesù trattò la questione. Vediamo la descrizione che viene fatta nelle pagine 18 e 19.

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“Obbligati a cercare”

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Se vogliamo aiutare l’inattivo dobbiamo essere (come persona) qualcosa di diverso dal solito rapporto formale: “Io sono l’anziano e tu l’inattivo”. Conosciamo la Bibbia, ma non l’inattivo.

La congregazione non rimane semplicemente seduta in attesa di dare loro il benvenuto, se e quando decideranno di ‘tornare a casa’. Nell’illustrazione di Gesù, il padre corse incontro al figlio “mentre era lontano”. In modo simile, i testimoni di Geova si considerano personalmente obbligati a cercare quelli che un tempo erano associati con loro, per aiutarli a tornare nell’organizzazione di Geova. (La Torre di Guardia 15/1/1988 p.23)

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‘Afferrate il significato’?

w_I_2014121Il figlio prodigo e il suo significato.

IL FIGLIO PRODIGO

13 Qual è il significato della parabola del figlio prodigo? Il padre compassionevole di questa parabola raffigura il nostro amorevole Padre celeste Geova. Il figlio che richiede la sua parte di eredità e poi la sperpera rappresenta coloro che si sono allontanati dalla congregazione. In tal modo è come se andassero “in un paese lontano”, il mondo di Satana che è molto distante da Geova (Efes. 4:18; Col. 1:21). In seguito, però, alcuni tornano in sé e decidono di intraprendere il difficile viaggio di ritorno verso l’organizzazione di Geova. Dal momento che sono umili e pentiti vengono riaccolti con gioia dal nostro Padre celeste, che è pronto a perdonare (Isa. 44:22;1 Piet. 2:25).

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inattivo.info

Inattivo.info è un sito aperto nel 2014 ed è rivolto ai testimoni di Geova non più attivi come un tempo e ai responsabili delle congregazioni.

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