Posts Taggati ‘ubbidienza’

“Prestate attenzione a come ascoltate”. – Luca 8:18.

Il non saper ascoltare è alla base di molti problemi nelle congregazioni

 Tutti abbiamo bisogno di parlare con altri in congregazione delle nostre difficoltà, di esternare le nostre preoccupazioni, di sentire che c’è qualcuno che è disposto ad ascoltarci e in grado di capirci. Per questo motivo “ogni uomo dev’essere pronto a udire, lento a parlare”, dice Giacomo 1:19. In congregazione gli anziani se vogliono aiutare gli affaticati devono essere ascoltatori compassionevoli. In certi casi alcuni componenti della congregazione possono aver bisogno non tanto di una soluzione del loro problema, quanto di un buon ascoltatore, qualcuno che non dica loro come dovrebbero sentirsi, ma che li ascolti senza esprimere giudizi. Prima di giungere alle conclusioni e dare consigli, ascoltate! (Proverbi 18:13) Se come anziano sei disposto ad ascoltare il fratello, per lui sarà più facile esprimersi. La mancanza di ascolto ha fatto allontanare alcuni dalla congregazione.

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Una bevanda che non disseta

La rassegnazione può essere vissuta più per impotenza che per scelta

‘Ubbidiamo a Dio anziché agli uomini’. –  (Atti 5:29)

Rassegniamoci a ubbidire agli uomini anziché a Dio. E’ quello che succede in alcune congregazioni, dove la scrittura di Atti è interpretata all’incontrario. Il termine rassegnazione è ambiguo perché ha in sé sfumature positive e negative. Un po’ come l’ubbidienza: si ubbidisce perché obbligati o per scelta volontaria, così c’è chi si rassegna per accettazione e chi lo fa per un senso di impotenza.

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I doveri cristiani ci scoraggiano da considerarli un giogo pesante?

Il cuore umano brama la libertà e l’indipendenza e si sottomette al giogo del dovere con grande riluttanza.

Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete su di voi il mio giogo… Poiché il mio giogo è piacevole e il mio carico è leggero”. – (Matteo 11:28-30)

Sembra strano, ma Dio trae vantaggio dalla riluttanza che nutriamo verso i doveri, compiacendosi di usarla per manifestare la sua opera e per glorificarsi. Quando il dovere diventa tutt’altro che un piacere e nonostante le difficoltà lo portiamo a termine, anche in modo imperfetto, Geova lo accetta volentieri perché è il frutto dell’ubbidienza. In questi casi, se lo Spirito lo decide, può soffiare in noi quando vuole (Gv 3:8). A proposito della “pausa” riportata nella W/1/2018: si spende del tempo per pulire o riparare un attrezzo perché funzioni meglio, non per rovinarlo. Allo stesso modo può essere necessaria un’interruzione nell’adempimento dei nostri doveri, affinché riacquistiamo le forze.

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Volontà o intelligenza? Sottomissione o adesione?

schopenhauer

Una riflessione sul concetto di ubbidienza e sottomissione tra i tdG.

Tutti, tranne Geova, sono sottoposti ad autorità. (1 Cor 11:3) Un campo in cui i tdG manifestano sottomissione è in seno alla congregazione cristiana. «La santa sottomissione nella congregazione ci spingerà a ubbidire alla Parola di Dio in ogni aspetto dell’adorazione. Questo include il ministero, la frequenza e la partecipazione alle adunanze, i rapporti con gli anziani e la cooperazione con le disposizioni organizzative». (od p. 161) Secondo quanto scritto nel libro Organizzati per compiere la volontà di Geova, testo che tratta informazioni generali sui proclamatori, i nominati e i vari aspetti organizzativi, chi non frequenta le adunanze e non vi partecipa non mostra santa sottomissione. Tantomeno chi non predica, chi non collabora con gli anziani e non coopera con le disposizioni. «Siate ubbidienti e sottomessi a quelli che prendono la direttiva», comanda la Bibbia in Ebrei 13:7. L’ubbidienza e la sottomissione hanno quindi relazione con i sorveglianti delle congregazioni.  

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