Posts Taggati ‘viandante’

L’errore. L’errare. L’errante

viandanteIl Cielo sembra prediligere certe storie proprio sul limitare, quando ormai di prossimo c’è solo il baratro della disperazione.

L’errore può essere arido come il deserto, ma può divenire luogo d’incontro, di redenzione. L’amore di Dio non si stanca mai nel dare la caccia a chi s’è andato smarrendo. Il Cielo sembra prediligere certe storie proprio sul limitare, quando ormai di prossimo c’è solo il baratro della disperazione. Storie di cui non sempre è facile comprendere e decifrare in esse l’agire di Dio. Non è Amorevole Benignità a basso costo venir preso per i capelli quando la campana della vita ha già suonato il requiem. Eppure di fronte a ciò che sembra perduto, lassù c’è Qualcuno che riserva sempre delle sorprese. Ogni uomo porta con sé grandezza e debolezza. Spesso è quest’ultima a caratterizzare la sua esistenza, a lambire l’assurdo. “Laddove ha abbondato il peccato, ha sovrabbondato l’immeritata benignità” (Romani 5:20). Dio non necessita del peccato per raccontarsi. Eppure nelle pagine della Bibbia il perdere e il perdersi, sovente inducono alla riflessione, alla rilettura delle proprie scelte, dei propri errori. Nelle rotaie delle Sacre Scritture ci sono treni che deragliano e poi riprendono la corsa. L’errore, che la Bibbia chiama peccato, forse, induce a meditare, magari dopo l’amarezza di essere stati preda delle sue fauci. L’errore può trasformare la sventura in avventura. Dall’errore all’errare.

Leggi Tutto Nessun Commento

Il viandante

Friedrich-Viandante_mare_nebbiaCaspar David Friedrich, Il viandante su un mare di nebbia, Hamburger Kunsthalle, Amburgo

E’ il tipico lupo solitario. Non ha rapporti confidenziali con nessuno, vive da solo e conta soltanto sulle sue forze. Rifiuta ogni legame e respinge gli aiuti.

Nell’iconografia cristiana, il viandante simboleggia la transitorietà dell’esistenza terrena e l’appartenenza dell’uomo a una sfera spirituale. E’ meraviglioso spaziare con lo sguardo su uno sconfinato mare di nebbia, ricoperto da un cielo fosco, in cima alla montagna e sentire la voce della vita nello spirare del vento e nel movimento delle nubi. La vista dell’infinito dell’aria e del mare di nubi, desta un senso di tranquilla malinconia. Si ha la sensazione di perdersi. Lo spazio infinito che il viandante contempla non ha relazione con la gioia né con l’animo sereno, ma con la nostalgia e la speranza.  E’ come se dicesse: una volta fiorì la vera vita e la conoscenza con essa; noi passiamo in fretta e moriamo. Lo sguardo del viandante, rivolto verso l’infinito, è un addio alla vecchia vita, ma è anche la speranza di un ritorno a una nuova vita. Siamo granelli di polvere nell’immensità dell’universo di Dio.

Leggi Tutto Nessun Commento

inattivo.info

Inattivo.info è un sito aperto nel 2014 ed è rivolto ai testimoni di Geova non più attivi come un tempo e ai responsabili delle congregazioni.

Built by TANOMA