Tendi a rimuginare i torti subiti?

Quando il cervello non si spegne a causa dei pensieri negativi, le martellate in testa della sofferenza si intensificano causando così seri disturbi psicologici.

RIMUGINIO E RUMINAZIONE

Il rimuginio è una forma di pensiero negativo e ripetitivo che si concentra maggiormente sulle ingiustizie subite in passato, ed è causa di sofferenza emotiva. La ruminazione è costituita da pensieri ricorrenti sulla depressione e sulle circostanze che l’hanno prodotta. Di solito ha relazione con i propri fallimenti ed è rivolta ad eventi futuri.

Pur essendo pessime abitudini, cui il tratto comune è un’iperattivazione delle facoltà cognitive, entrambe, si possono controllare azionando regolarmente buone abitudini e sforzandosi di vivere al presente. Qualora si verificassero seri danni emotivi sarebbe il caso di consultare un professionista di igiene mentale.

Un esempio di ruminazione è quello del lutto. Ci impantaniamo nel nostro dolore, non accettiamo la perdita della persona cara e non riusciamo più a elaborare il lutto. Invece, il classico caso di rimuginio tra i Testimoni di Geova è quello di pensare a un torto subito in congregazione. Invece di dimenticare o di passarci sopra, il rimuginio diventa nel tempo un chiodo fisso conficcato saldamente nel cervello. E fa male.

RIMUGINARE TRA FRATELLI

Se non stiamo attenti all’orgoglio, potremmo iniziare a “pensare di [noi stessi] più di quanto sia necessario pensare”, forse arrivando al punto di respingere i consigli biblici (Rom. 12:3; Prov. 29:1). Jim, un anziano cristiano, si trovò in disaccordo con gli altri anziani su una questione relativa alla congregazione. “Dissi a quei fratelli che non stavano mostrando amore – racconta Jim – e me ne andai dall’adunanza”. Dopo circa sei mesi si trasferì in una congregazione vicina e lì non fu nominato anziano. “Ero a pezzi – ammette Jim – mi ritenevo più giusto degli altri, e questa presunzione mi portò ad allontanarmi dalla verità”.

Nei successivi 10 anni rimase spiritualmente inattivo. Ora riconosce: “Ero ferito nell’orgoglio e iniziai a incolpare Geova per quello che stava succedendo. Nel corso degli anni alcuni fratelli mi fecero visita e cercarono di farmi ragionare, ma io rifiutai il loro aiuto”. Spesso l’orgoglio può farci trovare delle scuse per le nostre azioni e renderci tutt’altro che malleabili (Ger. 17:9). “Non riuscivo proprio a smettere di rimuginare sugli errori che secondo me gli altri avevano fatto”, spiega Jim.

Invece di rimuginare sul passato dobbiamo considerare il valore di ciò che abbiamo ora: una preziosa relazione con Geova e una reputazione di persone fedeli ai suoi occhi. (Ebr. 6:10)

Per andare avanti dobbiamo dimenticare le cose che ci siamo lasciati alle spalle, non sprecando energie e tempo preziosi a pensare continuamente a tali cose. Poi, come un corridore sul traguardo, dobbiamo protenderci in avanti e concentrarci sulle benedizioni future. (Filip. 3:13)

E se in congregazione si è verificato un problema per cui ci è difficile andare alle adunanze? A furia di rimuginare sui torti, presunti o tali, possiamo pensare che non vale più la pena servire Dio.

Forse ci sentiamo come Asaf, il cui cuore era esacerbato e nei reni sentiva dolori acuti. Fu sul punto di smettere di servire Geova. Egli riacquistò il suo equilibrio non mancando di andare nel grande santuario di Dio. Lì, in mezzo ad altri adoratori di Geova, vide di nuovo le cose nella giusta prospettiva. (Sal. 73:2, 13-22)

Geova usa alcuni suoi servitori per venire incontro ai bisogni degli inattivi. Jim, il fratello inattivo descritto prima, cambiò atteggiamento quando un anziano cominciò a interessarsi di lui. Egli racconta: “Non mi criticò mai e non mi diede mai la colpa di quello che mi era successo. Al contrario, era sempre positivo e dimostrò che desiderava aiutarmi davvero”.

Dopo circa tre mesi, questo anziano invitò Jim a un’adunanza dove la congregazione lo accolse con affetto. Lì si rese conto che il suo modo di pensare era sbagliato, ricevette l’incoraggiamento necessario e pian piano ricominciò a servire Geova. Ora è diventato di nuovo anziano di congregazione e il suo obiettivo principale è quello di aiutare i fratelli inattivi o altri che hanno avuto il suo stesso problema. (1 Corinti 10:12)

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Per approfondire:

Guardarsi con gli specchietti retrovisori. Uno sguardo rapido allo specchietto retrovisore è utile per la corretta guida. Il pericolo di guardare troppo indietro e poco davanti è pericoloso, c’è il rischio di causare un incidente.

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