Teocrazia o Mediocrazia?

conformismo

Da cosa si distinguono gli uomini teocratici da quelli mediocratici?

Il termine Teocrazia non compare nella Bibbia. La parola teocrazia è attribuita a Giuseppe Flavio che per primo la coniò Contro Apione. Secondo il libro Proclamatori (jw p.217) “teocrazia” significa “il dominio di Dio”. Fino al 1938 le congregazioni seguivano un metodo democratico per eleggere i sorveglianti delle adunanze e del servizio di campo. Fino a quell’anno c’era stata confusione riguardo ad Atti 14:23 tra “alzata di mano” e “imposizione delle mani”. “Un versetto mal compreso”, ricorda jw a pagina 218. Da questa ammissione si potrebbe dedurre che fino ad allora il concetto di nomine non era teocratico. Dal 1939 sarebbe stata la classe dello “schiavo fedele e discreto” a determinare chi era qualificato per ricevere incarichi di sorveglianza.

Lo stesso libro ammette che ci furono alcune congregazioni che non accettarono questa disposizione e che smisero di predicare e di essere Testimoni di Geova. Il timore dello “schiavo” era “che se gli insegnamenti, le norme di condotta e le procedure da seguire nell’organizzazione o nella testimonianza si fossero stabiliti localmente, ben presto l’organizzazione avrebbe perso la sua identità e unità. Il pericolo di una mancanza di guida centrale era che i fratelli potevano dividersi in controversie sociali, culturali e nazionali” (jw p.220). Il libro rileva anche le varie perplessità che ci furono riguardo a questa concentrazione di poteri nelle mani di un solo uomo, quelle di J.F. Rutheford, presidente della Società Watch Tower.

Con il passare degli anni queste procedure “teocratiche” furono seguite con gioia da parte delle congregazioni mondiali, secondo quanto riporta jw. L’organizzazione applicò sé Isaia 60:17 con l’approvazione delle congregazioni. Per farla breve, fino a oggi, si seguono con giubilo queste disposizioni del Corpo Direttivo all’interno dei Testimoni di Geova. Almeno, questo è ciò che traspare dalle varie pubblicazioni e congressi. E’ un punto già ribadito da jw p.221, dove si legge: E prevaleva un generale senso di rinvigorimento, una prontezza a spingere a fondo un attacco ben mirato. Mentre aumentava la tensione mondiale nella teocrazia abbondava la gioia”. Alleluia!

Ma è realmente così anche oggi? I testimoni di Geova sono tutti gioiosi delle direttive dello “schiavo” e dei suoi rappresentanti? Se così fosse non dovrebbero esserci problemi nelle congregazioni né fratelli inattivi (ci riferiamo agli inattivi e agli anziani di congregazione perché il nostro sito si occupa principalmente di loro). Se il dominio tra i testimoni di Geova è teocratico, come mai ci sono milioni di inattivi? Che Dio trasferisca il suo dominio in mani umane ci sembra una contraddizione con Ecclesiaste 8:9 “l’uomo ha dominato l’uomo a suo danno”. I fatti ben documentati dimostrano che coloro che hanno incarichi direttivi hanno causato tanto danno agli inattivi. Questo genere ibrido di “teocrazia” (anziani umani-dominio di Dio) si è rivelato per certi versi un fallimento. Non tanto per la disposizione scritturale degli anziani, quanto per la scelta di uomini incapaci a svolgere questo delicato incarico. Se provate a chiedere agli inattivi quali siano state le cause del loro allontanamento, quasi tutti vi risponderanno che una fra queste è colpa degli anziani.

pecore-mediocrita

Noi di Inattivopuntoinfo non entriamo in merito a disquisizioni dottrinali. Siamo d’accordo che in ogni organizzazione deve esserci qualcuno che eserciti autorità o prenda la direttiva. (1 Corinti 11:3) Perciò ognuno si assuma le sue responsabilità riguardo all’applicazione personale dei passi biblici. La nostra riflessione vira su un altro campo: Gli uomini della teocrazia sono teocratici? Oppure questi uomini sono i veri mediocri della mediocrazia? I veri requisiti per essere cristiani teocratici nominati sono in linea di massima quelli riportati in 1 Timoteo 3:1-7; Tito 1:5-9; Efes. 4:11, 12; 1 Piet. 5:3; Atti 20:28. Chi non soddisfa questi requisiti non può essere considerato un anziano. Chi sono allora i veri teocratici, secondo la Torre di Guardia del 15/1/ e dell’1/7/1994?

A parte la solita tiritera della sottomissione allo “schiavo” che si è autoproclamato “il centro della teocrazia sulla terra” e ai suoi rappresentanti, l’articolo della W del 15/1/94 ribadisce che tutti gli anziani devono soddisfare i requisiti esposti nella Bibbia. Riportiamo alcuni passaggi dell’articolo Pastori e pecore in una teocrazia:

1. […] gli anziani capaci conoscono a fondo la volontà di Dio. (Non è un caso che qui si parli di anziani capaci. Ciò non esclude, quindi, che ci siano anche anziani incapaci).

2. Anche se è importante che un anziano conosca e segua le istruzioni contenute nelle pubblicazioni della WT, egli deve conoscere a fondo i principi scritturali su cui esse si basano. Allora sarà in grado di applicare le norme scritturali con discernimento e compassione. Confronta Michea 6:8. 

3. Anziani o no, tutti i cristiani dovrebbero avere di sé un’opinione conforme alle parole di Gesù: “Siamo schiavi buoni a nulla” (Luca 17:10). Qualunque altra opinione non è teocratica. 

4. Seguire un uomo non è teocratico. Ma di sicuro è saggio imitare la provata fede di un anziano che è attivo nell’opera di evangelizzazione, frequenta regolarmente le adunanze e tratta la congregazione con umiltà e amore. A parte il fatto che “la provata fede” non è un’esclusiva degli anziani, ma lo è anche di molti altri fratelli e sorelle che pur non essendo nominati continuano a manifestare grande fede nella loro vita. Il punto è se questi anziani sono o non sono un esempio per altri cristiani e quindi da imitare o meno. E quando questi non trattano il gregge di Dio con umiltà e amore perché non vengono rimossi?

Inoltre, la Torre di Guardia dell’1/7/94, p.26, dice:

1. Per essere veramente teocratico, l’individuo deve fare più che semplicemente sottomettersi all’autorità in modo formale. Deve imitare le vie e le qualità di Geova. Deve farsi guidare in ogni cosa da Geova. 

2. Un anziano potrebbe pensare che per essere teocratici i fratelli devono ubbidire a ogni sorta di regole. Alcuni anziani hanno trasformato in regole i suggerimenti dati a volte dallo “schiavo fedele e discreto […] l’anziano è egli stesso realmente teocratico? Per essere teocratici ‘fate tutte le vostre cose con amore’. – 1 Corinti 16:14.

3. Quelli che insistono con pignoleria sull’osservanza delle regole dovrebbero ricordare che fra i regolamenti che Israele doveva “aver cura di eseguire” c’era questo: “Ti devi rallegrare dinanzi a Geova tuo Dio in ogni tua impresa”. (Deut. 12:1,18) Se non stanno attenti, gli anziani possono privare alcuni fratelli della gioia. (Per esempio, prosegue la stessa W, se fanno paragoni con la media delle ore, lodando questo e criticando l’altro, ecc.).

anziani pastori

Se un anziano tratta le pecore con umiltà e amore, eserciterà sempre un’influenza benefica.

Lasciamo perdere altri punti riportati in altre pubblicazioni che riguardano l’essere teocratici. Anche se gli anziani rileggono queste informazioni, dopo cinque minuti le hanno già dimenticate.

E’ innegabile che in ogni organizzazione religiosa ci siano i cosiddetti “pecoroni eccellenti” di persone che hanno incarichi importanti. Un gregge di conformisti, preparato e competente per quanto riguarda le direttive e le istruzioni che ricevono dall’alto, ma spesso incapace di coraggio o di andare controcorrente. Incapace di conoscere i reali problemi delle comunità, al di fuori di quelli economici. Ai vertici, in genere, piacciono questi “pecoroni eccellenti” che non sanno dire di no, che non hanno genialità né creatività. La loro organizzazione li vuole così: conformisti vincenti, in altre parole normali. E proprio per questo assimilabili, grigi, anonimi. Facili da cooptare nei posti decisionali, non tanto per le loro capacità, quanto perché leali e affidabili, esperti burocrati ma noiosi. Individui che si copiano nel vestire, nei modi di parlare, negli atteggiamenti e nel modo di pensare, spesso facendolo in modo automatico, senza “pensarci”. “Pecoroni” che non sono in grado di formulare un giudizio personale, di fare corrette valutazioni critiche, che usano i giudizi di altri più autorevoli di loro come punti di riferimento. “Pecoroni eccellenti” in grado di far funzionare gli ingranaggi meglio di altri, magari più capaci e talentuosi, ma fuori dagli schemi prefissati e dunque inaccettabili. A dire il vero, molti sono convinti che conformisti e anti conformisti siano facce della stessa medaglia.

 

I mediocri provano uno smodato desiderio di ricevere lodi che vanno al di là dei loro meriti e se altri non li glorificano ci pensano loro a incensarsi

 

Quando un’organizzazione è gestita da gerarchie è facile per un nominato raggiungere posti per cui è incompetente e non qualificato. Questo modello mediocre prima o poi porterà allo sfascio l’intera organizzazione. Sfornare nominati mediocri addestrandoli alla burocrazia piuttosto che alla soluzione scritturale dei problemi è un gravissimo errore di valutazione da parte dei vertici, che a lungo andare ne vedranno le conseguenze sotto forma di malumori, di mancanza di progresso e defezioni. Nel caso dei testimoni di Geova, diversi sorveglianti di circoscrizione hanno le loro colpe, non sempre nominano i fratelli migliori per guidare le congregazioni e se questi operano già nelle congregazioni, sono spesso ostacolati, perfino osteggiati, creando in loro frustrazione e isolamento. Sono sempre più numerosi i casi di anziani spirituali e capaci che rassegnano le dimissioni dal loro incarico.

E’ vero che una struttura organizzativa come quella dei testimoni di Geova deve pur funzionare a prescindere da chi occupa i posti direttivi. Ma non si deve dimenticare che tale struttura ha più di otto milioni di membri da guidare. E molti di questi sono tutt’altro che mediocri. Sono consapevoli che ai vertici ci sono uomini che di teocratico hanno ben poco e risulta difficile per loro accettare di essere guidati da inesperti e da normali mediocri. Gli inattivi stanno diventando troppi e spesso per colpa di questa mediocrità. Oggi molti problemi sono il risultato di questa mediocrità.  Per fortuna che c’é ancora una minoranza teocratica tra i nominati, forse anche tra lo stesso Corpo Direttivo… troppo esigua, troppo stanca, poco apprezzata.

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Commenti (1)

  • Silvio Pellico

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    Dici che sono sempre più gli anziani che rassegnano le dimissioni……..Ma dimmi come fai a non farlo?
    Come fai a servire spalla a spalla con dei mediocri che mirano soltanto alla carriera?
    Il cui fine ultimo è quello di avere una parte al prossimo congresso?
    Mi spiace io a questi giochetti dopo trentatre anni di nomina, non ci sto!

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