Testimoni di Geova MATURI si DIVENTA

La persona matura sa convivere in modo pacifico ed equilibrato con tutto ciò che non può cambiare.

Il TdG sbaglia se pensa che la maturità si raggiunga automaticamente con il passare degli anni. Si diventa maturi quando si comincia ad avere le idee chiare sulla realtà che si sta vivendo, in particolare su quella realtà che è spesso contraria ai propri desideri e aspettative.

Si tratta di avere una comprensione di un mondo diverso, complesso e inaspettato. Un mondo che mette alla prova, che può spezzare le proprie aspettative. Il TdG maturo non si distingue per le battaglie fatte per migliorare la situazione. Non vede mali ovunque, persone da cambiare o da plasmare, torti da raddrizzare secondo le sue ragioni. Lui accetta i fratelli così come sono.

Perciò, essere un cristiano maturo non vuol dire adattarsi mestamente a ciò che lo circonda e rassegnarsi a situazioni inaccettabili. Fare questo è contrario alla maturità psicologica, etica, morale e soprattutto spirituale. Il cristiano maturo trova il modo di essere autentico tenendo conto di tutto ciò in cui vive ed opera. Il TdG maturo non nega la realtà ma l’affronta e si adatta in base ai principi cristiani del quieto e sano vivere.

Molte cose, belle e brutte succedono anche nelle congregazioni dei testimoni di Geova. E’ dannoso negare una certa realtà o illudersi che il problema non esista. Non è da persone mature ragionare in questo modo. La verità vera non nega la realtà, semmai la tira fuori. Negare i fatti non ha mai reso maturo nessuno.

Il TdG maturo accetta la realtà con giudizio e intelligenza, mai con rassegnazione. Chi è maturo non evita una situazione difficile, ma la prende di petto, l’affronta con coraggio e assennatezza. La maturità impedisce di farsi ingannare da sé stessi. Vede la realtà con occhi diversi, la studia e cerca di capire quali passi fare per trovare la soluzione più pacifica.

Se è impossibile cambiare una certa realtà, il TdG maturo non ne fa un dramma, tantomeno inizia a battagliare sui social. Il maturo cambia la sua prospettiva, non quella di chi non vuole o non può cambiare. Non è schiavo dell’ottusità, ma si adegua a una realtà che è impossibile al momento cambiare.

“Ormai dovreste essere maestri, e invece avete bisogno che qualcuno vi insegni da capo le basi delle sacre dichiarazioni di Dio, e dovete ancora nutrirvi di latte anziché di cibo solido. Infatti, chi continua a nutrirsi di latte non conosce la parola della giustizia, perché è bambino. Ma il cibo solido è per le persone mature, per coloro che con l’uso hanno allenato la propria facoltà di giudizio a distinguere il bene dal male”. (Ebrei 5:12-14)

La maturità è uno stato interiore, intellettivo e in particolare spirituale, che si raggiunge attraverso un cammino lento, consapevole e arduo. Un cammino che deve portare alla verità. Maturità e verità sono legate l’una con l’altra.

Maturus, è chi è pronto, che ha raggiunto il momento giusto. Implica anche il favore del tempo, il momento appropriato per agire. Non vi è legame con l’età della persona. La maturità non ha un punto di arrivo. Ci sono sempre mete e obiettivi da porsi e da raggiungere. Costa una fatica immane raggiungere la maturità.

Non è la nomina di anziano o servitore di ministero a rendere maturo il TdG. Ma lo è il raggiungimento di obiettivi spirituale e qualità cristiane. Semmai la nomina è l’inizio di un lungo percorso che una volta intrapreso non è automatico che si raggiunga il fine.

Il cristiano maturo accetta la piena portata della verità, sforzandosi di vivere conformemente (Ebrei 5:11-6:2). Sa che sono i principi cristiani a guidarlo, non le sue intuizioni, le sue impressioni o il suo modo di vedere.

Una caratteristica della maturità è la varietà con la quale essa viene manifestata tra i cristiani maturi. Non tutti i maturi sono uguali, ognuno opera in maniera diversa. C’è chi eccelle in generosità o in ospitalità, chi è paziente e mite. Essere diversi in qualità e misura non è segno di immaturità. Ciò che conta è quanto e in che modo l’operare influisce positivamente nella congregazione, in famiglia e sul lavoro. E anche sui social, aggiungiamo noi.

Anche se in qualche occasione, il cristiano maturo mostra scarso giudizio non significa che è divenuto immaturo. Pietro, in più occasioni sbagliò giudizio, anzi fu oggetto di riprensione, ma non divenne immaturo. Il TdG maturo non diventa immaturo, ma se pecca o persiste in una condotta sbagliata diventa malvagio. Il frutto maturo se marcisce non diventa immaturo, ma è andato a male.

Non fidatevi di coloro che erano conosciuti come cristiani maturi e che poi hanno scelto di seguire altre strade. Da maturi non si ritorna più in uno stato di immaturità. Solo chi è disposto ad abbandonare la fase narcisistica che lo tiene prigioniero e vive nella consapevolezza che non è l’accumulo di conoscenza, di esperienza e di capacità a renderlo maturo, ma solo quando questi aspetti vengono interiorizzati e spingono ad assumersi le responsabilità con umiltà, con l’obiettivo di edificare il prossimo e non di abbatterlo.

«L’uomo immaturo vuole morire per una causa nobile, l’uomo maturo vuole vivere per essa». (J.D. Salinger, Il giovane Olden). 

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