Testimoni di Geova abusati spiritualmente

Il problema degli abusi spirituali da parte degli anziani di congregazione

 Altro che abusi sui minori che vengono contestati ai tdG in Australia. Se esistesse un tribunale umano per giudicare gli abusi spirituali che quotidianamente accadono tra i tdG, le denunce si moltiplicherebbero di giorno in giorno e le aule dei tribunali sarebbero piene zeppe di processi a molti di coloro che esercitano l’autorità nelle congregazioni.

Diamo inizio a una serie di articoli che approfondiranno il tema degli abusi spirituali nelle congregazioni dei tdG. Precisiamo subito che non si tratta di una caccia alle streghe ma di un richiamo scritturale con l’obiettivo di smuovere il CD a prendere posizione in merito, come sta facendo con gli abusi sui minori. L’abuso è sempre un abuso, in tutti i sensi, poiché riguarda una violazione, cioè un uso illecito o arbitrario di chi esercita in maniera indebita i poteri che gli derivano dal suo incarico.

Gli abusi spirituali non sono una novità, perché sin da subito Gesù mise in guardia i suoi discepoli dal cattivo esercizio del potere. (Matteo 20:25) Gesù conosce bene la natura umana riguardo al potere (Satana docet), poiché il cristiano che non ha potere è in genere una persona amorevole, sensibile e avvicinabile. Nel momento in cui alcuni cristiani vengono investiti di autorità trasformano completamente la loro personalità, commettendo abusi, che per la loro natura spirituale, sono più subdoli e dannosi di qualsiasi altro tipo di abuso, simili se non peggio di quelli sessuali.

Cosa fare quando uno o più anziani della stessa congregazione commettono abusi spirituali? In genere, è difficile che un fratello si rivolga a chi sta commettendo un abuso per farglielo notare. La maggior parte di questi anziani reagiscono male, non riconoscendo l’abuso. Se ci si rivolge al sorvegliante in visita, peggio che andar di notte. Se poi si decide di scrivere alla Betel, sono più i casini che vengono fuori che la soluzione del caso. Insomma, il proclamatore, si trova spesso da solo e in serie difficoltà. Per ritorsione si può ritrovare più isolato di prima, col fucile spirituale puntato e senza più  privilegi in congregazione.

Alcuni, per tutelare se stessi cambiano congregazione, ma il danno derivante dall’abuso resterà per anni nella loro mente. Altri, presi dallo scoraggiamento e dalla delusione per quanto subìto, decidono di fuoriuscire dalla congregazione, con relativo e puntuale comitato giudiziario. Paradossalmente, l’abusato passa ora dalla parte del torto con buona pace degli abusatori, che continueranno imperterriti con i loro soprusi. Le ferite inferte da pastori dispotici e autoritari, insensibili ai bisogni delle pecore, possono essere estremamente profonde e dolorose. Alcune devastanti. A prescindere se si rimane o si va via dalla congregazione, si può guarire da un abuso spirituale? E’ questo l’obiettivo principale dei nostri futuri articoli.

Siamo consapevoli che molti nostri lettori troveranno conferme di quanto scriveremo. Altri invece avranno reazioni diverse, e di questi non ce ne frega un tubo. Ci teniamo a precisare che non siamo giustizialisti con le bende agli occhi. Chi ha perpetrato un abuso ha diritto di redimersi, se pentito sinceramente. Fare del male a un anziano abusante non serve a nulla né sarà utile alla causa. Si deve avere il coraggio di rispondere ma non di reagire in malo modo. Nella maggior parte dei casi una reazione senza averci riflettuto sopra, non edifica, danneggia la credibilità, e a volte espone a ulteriori abusi. E’ un campo pieno di insidie, dove il potere non sta dalla parte di chi viene abusato, nemmeno quando si forma il comitato giudiziario. Anzi, a rimetterci è spesso la vittima. La cosa più importante è quella di prendervi tutto il tempo necessario per guarire dall’abuso.

Non sempre è possibile fare un confronto tra le parti in causa. Nel frattempo, cercate di rafforzarvi spiritualmente, alla fine ciò che conta è la pace interiore che solo Geova può trasmettervi per rinnovare il vostro cuore nello spirito dell’amore autentico. Geova sa bene che in molti casi chi è vittima dell’abuso ha paura di rivolgersi a un anziano, non tanto per la persona che è anziano, quanto per ciò che quell’incarico rappresenta. Ecco perché molte vittime trovano difficile rivolgersi persino a un anziano di fiducia, anzi alcuni sono terrorizzati da un’eventuale reazione degli anziani in questione. Altri invece trovano imbarazzante parlare di abusi commessi da parte di “un uomo di Dio”.

Gesù disse che la verità avrebbe reso “libero” il cristiano. Purtroppo alcuni anziani rendono schiavi con la Bibbia (travisandola) fratelli e sorelle. Più che “una buona notizia” diventa una sciagura. In genere, gli anziani che abusano se la prendono con chi (secondo loro) è disubbidiente e non mostra sottomissione. In pratica, un proclamatore “ribelle” che non accetta né i consigli né la “disciplina” impartita. Il problema è che alcuni sono talmente impauriti di questa disciplina e del modo di fare di questi anziani, che fanno di tutto per mettere in pratica quanto gli viene richiesto (per non dire imposto) di fare. Alla fine sono così esasperati e logorati che hanno timore persino a chiedere aiuto per paura di essere nuovamente condannati. Per questi la verità diventa una prigione, un luogo dove ammalarsi in tutti i sensi. Si sentono così soffocati spiritualmente al punto di perdere la gioia e la voglia di servire Geova.

Il Corpo Direttivo sarà in grado di prendere provvedimenti riguardo a coloro che usano l’autorità in maniera malsana? Invece di prendersela con chi ha bisogno di aiuto, perché questi anziani non si fanno un esame di coscienza per vedere dove stanno sbagliando, invece di trovare giustificazioni o scaricare le colpe ad altri? Non è il caso che il CD scriva lettere su questo problema ai corpi degli anziani? Il sorvegliante, invece di visitare una congregazione come se stesse visitando l’ufficio delle imposte dirette, perché non si rende avvicinabile con i proclamatori mettendoli nelle condizioni di parlargli di cose serie e imbarazzanti? O è troppo “impegnato” nel disbrigo delle pratiche burocratiche? Semmai, trova il tempo per ascoltare, deve avere le orecchie di Cristo e non il catarro nelle orecchie.

Per molti tdG può sembrare eccessivo parlare di “abuso spirituale” nelle congregazioni. Come se questa espressione fosse tabù o una bestemmia. Altri potranno sminuire il problema come inesistente o relativamente marginale. Non ce ne può fregare niente. Dalle esperienze che riceviamo, il problema degli abusi spirituali è più diffuso di quanto si pensi. Togliamoci le scorie dagli occhi, non siamo migliori più di quanto sembriamo o diamo intendere. Il problema esiste ed è più grave di quanto si immagini. A presto!

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