Ti ricordi quando camminavi con Geova?

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Anche se la stanchezza ti può appesantire il cuore e non percepire più chi sei diventato e chi eri un tempo, Dio conosce la tua fatica, i tuoi pensieri, le cadute. Non devi spiegargli nulla, lui conosce la tua storia. Sei tu che devi fermarti e guardarti fuori e dentro. Che storia stai vivendo oggi?

La nostra fede, nonostante sia proiettata nel futuro, si basa sul ricordo, sulla memoria di chi siamo stati. Questi ricordi risvegliano il nostro passato e ci motivano nel presente. Le parole di Mosè, pronunciate sopra, riguardo alla storia passata dal popolo d’Israele nel deserto, vogliono trasmettere forza e fiducia ora che si trovano di fronte alla terra promessa. E’ un ricordo che fa riaffiorare alla mente la fame, la manna, la sete e l’acqua, tanto girovagare nel deserto in mezzo a serpenti e scorpioni, senza che i vestiti e i sandali si logorassero. Tutto ciò ha messo alla prova la fede degli israeliti.

La mancanza di memoria può avere gravi conseguenze, può inorgoglire e paralizzare. Può far piombare nello sconforto e non permettere di capire ciò che accade. Ricordare è opera dello spirito santo (Giovanni 14:26). Nelle parole di Mosè non c’è solo il ricordo del passato, ma anche quello delle promesse. Le promesse future sono legate agli avvenimenti del passato, del tuo passato. Ricordare chi eri fa rinascere la speranza. Devi rileggere la tua storia se vuoi risvegliare la tua fede e mantenerla viva. Non puoi essere soltanto spettatore della tua vita, che passa e non ritorna più.

Ti ricordi quante volte hai consolato e quante volte sei stato confortato ripetendo solamente alcune cose del passato? I ricordi, se vissuti con fede, hanno forza di incoraggiare e rafforzare. Se dimenticassi chi sei stato, ciò significherebbe che hai vissuto da estraneo la fede che hai conosciuto e predicato. Parleresti di perdono senza ricordare il perdono ricevuto. Oggi ti senti più giusto rispetto a prima?

Ti ricordi quando la Parola di Dio ti ha liberato da paure e falsità? Ti ricordi il fascino e la forza che essa esercitava su di te? Ripercorrere la storia della propria vita come tdG, come sei giunto ad avere fede e conoscenza in Geova e nelle sue promesse, è il fondamento per un ritorno a Dio. E’ importante che non rigetti il tuo passato, ma lo devi accogliere come storia incancellabile della tua vita. Inoltre, devi cercare di fare pace con gli altri e soprattutto con te stesso, riconoscendo i propri limiti. Devi cercare di riscoprire le promesse e le attese, devi sentire di nuovo il tuo cuore battere velocemente come una volta e riconoscere che il tuo passato è ancora presente e futuro agli occhi di Geova. La tua storia non è stata cancellata. Rimane ancora nel libro delle sue memorie. Sì, perché anche Geova ricorda il passato scrivendo ogni cosa nel libro della memoria. Non dimenticarti di ricordare chi eri.

 

Ricordare non è inutile, non è un peso che schiaccia. Siamo tutti figli del ricordo, indecisi e sospesi tra quanto esisteva prima e quanto desideriamo ancora identificarci con quel passato. Quanto si è consapevoli della forza di un’esperienza indelebile e quanto invece si è indifferenti non volendo serbare memoria alcuna, addirittura rimuovendola o trasformandola, mistificandola facendola diventare una ricostruzione di comodo. Nessuno si lasci sopraffare dall’Amalec moderno, se non per ricordarlo di quello che lui (e non Geova) ci ha fatto.

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