Tipi strani in congregazione: lo scrupoloso

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E’ importante capire chi ci sta intorno, soprattutto a livello direttivo. Un modo efficace è quello di individuare nei nominati i tratti più controversi della loro personalità. Cominciamo dallo scrupoloso.

Una delle penne di Inattivo.info ci accompagnerà sulle pagine di questo sito in un breve viaggio fra i tipi più strani che operano a livello direttivo nelle congregazioni dei testimoni di Geova. Cercheremo di conoscere chi ci guida osservandone lo «stile», cioè il modo di pensare, di percepire il mondo, di provare emozioni e di vivere la verità cristiana. Si cercherà di capire quando gli aspetti di una personalità segnano un distacco incolmabile tra il nominato e la realtà spirituale che lo circonda.

L’APPARTENENZA a una religione non garantisce il «possesso» di Dio e di Cristo. Dio appartiene all’umanità. L’umanità appartiene a Dio. Dio è di tutta l’umanità. Il Cristianesimo non si basa su norme esterne a esso, ma trova fondamento in una relazione d’amore tra il singolo credente e il Cristo. Questa intima relazione con Geova e Gesù garantisce una fede viva, gioiosa e serena. Quando questa relazione è vissuta in modo distorto la fede in Dio, diventa un’ossessione. Ogni credente ha una spiritualità personale, perciò, non è facile tracciare una «maturità» religiosa, perché essa non è mai statica, ma dinamica, in movimento. Per tale ragione l’uomo maturo cerca altre forme per realizzarsi e per soddisfare i nuovi bisogni spirituali. L’uomo è per natura un essere «in divenire», perciò la crescita spirituale implica rinunciare alle vecchie abitudini religiose per acquisire nuove certezze, anche a costo di conflitti che possono avere conseguenze travagliate. Queste crisi sono segnali positivi per mantenere e rafforzare il proprio credo. Diffidate di quelli che affermano di credere in Dio senza aver mai avuto dubbi. Non esiste un religioso di tal sorta. Comunque, i dubbi e le critiche non annullano la vera fede, così come un artista messo in «discussione» non perde la sua capacità creativa. La fede autentica non ha nulla da temere. Quando non è più genuina le probabilità di perdere la ragione aumentano.

goya-ben-fattoBravissimo, Francisco Goya, Museo del Prado, Madrid

Quando non si è adatti a ricoprire certi incarichi e si è convinti di essere “maestri” … Un asino e una scimmia si improvvisano musici e ricevono l’applauso compiacente e adulatorio di due esseri apparentemente normali, ma ammiccanti e complici.

AUTORITA’ AUTOREVOLI O AUTORITARIE? Ci sono nominati, convinti che il loro modo di pensare e di agire abbia l’approvazione di Dio. Costoro rivendicano sia il diritto di Leader sia quello di aver una «linea diretta» con il Creatore. Arroccati su una posizione di fede privilegiata, manifestano una certa intolleranza verso chi la pensa diversamente e adottano di solito un atteggiamento intransigente nei confronti di chi contesta la loro linea di pensiero. Ciò è dovuto alla convinzione di sentirsi «inviati» da Dio o «scelti» dallo Spirito Santo per eseguire i piani divini in questo mondo governato dal Diavolo. Si aspettano quindi che il loro impegno e la loro abnegazione siano ricompensati, come se Geova tenesse un punteggio per una graduatoria a premi. E se il premio non arriva, si amareggiano e diventano un pericolo per il gregge. Non avendo filtro mentale scaricano le loro frustrazioni su altri cristiani. La distorsione cognitiva di cui sono affetti li costringe a soffermarsi a lungo intorno a dettagli insignificanti fino al punto di non vedere più le cose buone dei fratelli. Per loro la vita è bianca o nera, senza tonalità. Inoltre, insistono su certe scelte facendo valutazioni estreme. Dal podio, in predicazione e in altre occasioni insegnano in maniera negativa, come se da un momento all’altro si dovesse abbattere una catastrofe planetaria sul genere umano. Non si rendono conto che ciò che fanno e pensano è in contrasto con i valori descritti nella Bibbia. Tale comportamento non sempre è sinonimo di malvagità, piuttosto potrebbe dipendere da un mancato controllo delle loro ansie compulsive. E’ molto difficile pensare che questi nominati siano un vero aiuto per rafforzare i proclamatori attivi e inattivi. Semmai, sono loro che hanno bisogno di assistenza per una corretta connessione con Geova e Gesù.

QUANDO LA SCRUPOLOSITA’ ECCESSIVA FA PERDERE LA RAGIONE. Tra le varie spiegazioni, la scrupolosità è anche definita: «Detto di chi attribuisce troppa importanza ai particolari o si attiene ciecamente alle norme procedurali o alle istruzioni ricevute». «E’ l’uomo che adempie i suoi doveri minuziosamente; s’inquieta e si da pena per cose da nulla». Alcuni scrupolosi vedono il male dappertutto, anche in loro stessi. Tale visione distorta della realtà cristiana li spinge a fare i pionieri e a impegnarsi faticosamente in altre attività teocratiche, come se questi «sacrifici» fossero un rituale di purificazione. Per fugare ogni sospetto aderiscono in modo scrupoloso a un rigoroso codice di comportamento pretendendo che anche altri vivano la verità all’interno di tali regole. Arrivano a «pesare» persino le singole parole pronunciate in ogni conversazione. Alla fine, se non risolta, questa paura può diventare una vera ossessione.

In genere, le direttive hanno lo scopo di rendere efficiente e ordinato il modo di raggiungere obiettivi comuni, nel rispetto dei diritti e della dignità di ogni proclamatore. I nominati che hanno sempre in bocca le circolari, sono poi quelli che compiono i maggiori arbitrii. Questo succede perché più un sistema è normato, più si presta agli abusi di chi esercita il potere. Quando si verificano imprevisti, il meticoloso va in confusione perché non è in grado di prendere decisioni immediate e per uscire dal ginepraio mentale in cui si è cacciato, cerca disperatamente una circolare che gli consenta di trasformare la natura umana di un problema in una questione «tecnica», in modo da individuare la circolare prestabilita. L’inchiostro stampato su un foglio di carta ha più valore del suo cervello. Dio ce ne scampi, se in una congregazione operano due nominati scrupolosi. Prima o poi scoppierà una guerra talmente logorante da sfibrare finanche personalità come Pumping Iron.

“Il mondo degli affetti lo disturba”

In momenti di turbolenza, un individuo del genere, specie se occupa posizioni di vertice, è molto pericoloso, perché rischia di bloccare il progresso dei fratelli e può condurre alla rovina spirituale della congregazione. Non aspettatevi da lui una delega. Non lo farà mai. Crede di essere l’unico in grado di fare le cose in modo perfetto. Per di più, gode di un’abilità così perversa da tarpare le ali a qualsiasi cristiano promettente, trasformandolo in poco tempo in un grigio burocrate della teocrazia. Per lui l’interesse formale vale più di quello sostanziale. Egli è schiavo di una «disciplina autoimposta» e obbedisce a essa come a un ordine superiore. Cambiare qualcosa (specie se questa è diventata un’abitudine) è per lui sconvolgente e provoca irritazione e risentimento verso chi rivoluziona la sua esistenza. Inserirsi nei suoi discorsi, offrire un suggerimento, presentargli una richiesta, interrompere una sua attività, sono tutte situazioni che rifiuta, perché ai suoi occhi, rappresentano un’ingerenza che può fargli perdere il controllo di tutto e di tutti, che per lui rappresentano una irrinunciabile fonte di sicurezza. La sua presenza nell’ambiente teocratico è talmente «pesante» che per gli altri nominati non rimane altro che inserirsi nella sua logica, sperando di riportarlo a una linea più «morbida».

Evitate di confidargli le vostre emozioni, non li sopporta. Il mondo degli affetti lo disturba. Vorrebbe avere attorno a sé cristiani imperturbabili come lui e quando sorgono problemi che richiedono qualità come la misericordia, l’empatia, la sensibilità, la giustizia, è il meno adatto a trattarli. Evitate di adoperare uomini di questo genere affinché non combinino altri danni. E’ meglio adibirli solo a compiti che richiedono ordine e precisione, e sempre sotto la direttiva di uomini dotati di giusto equilibrio, sana spiritualità e che hanno a cuore gli interessi altrui. Soprattutto pregate Geova di non avere tipi così nelle vostre congregazioni. Ne sanno qualcosa, a loro spese, anche gli inattivi.

(continua)

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