Tipi strani in congregazione: peones e cowboy

peones

Il peone svolge incarichi per i quali basta ubbidire e tacere. Il cowboy si crede John Wayne, il Grinta.

Cowboy è il guardiano a cavallo del bestiame.  Peones è un lavoratore agricolo a giornata, non qualificato.

Nel linguaggio politico e giornalistico e con intenzione polemica, il termine peone, indica quei militanti di grandi partiti che, privi di peso politico e senza cariche importanti, vengono esclusi dalle scelte più rilevanti e destinati a eseguire le decisioni degli organi superiori (Enciclopedia Treccani). Sono gli yesman, coloro che svolgono gli incarichi per i quali basta ubbidire e tacere. Fedeli alla luce del sole, sono sempre pronti a una rivolta nascosta nell’oscurità dell’urna. Minoranze che piegano la testa agli ordini, franchi tiratori quando è necessario colpire. Figure indefinite e paradossali, a metà tra il chiaro e lo scuro, tra la luce e l’oscurità.

In un partito, in un’organizzazione, in una religione, uno ci sta o non ci sta. Se ci sta, allora deve rispettare le direttive, anche se non è d’accordo. Se non ci sta, esce, se ne va e fa come gli pare. Se invece vuole fare come gli pare restando dentro, allora è un ginepraio neuropsichiatrico, oltre che una furbata. Tranquilli, il peone non abbandonerà mai lo scranno. Come il manovale ubbidisce al capomastro, pena il licenziamento, così il peone, per paura di perdere i privilegi si sottomette: «Caggia fa, tengo famiglia».

Siamo governati da incapaci e ignoranti. Molti di questi politici vivono fuori dalla realtà e sono sconosciuti ai più: «Ma questo chi l’ha mai votato?» «Ma chi l’ha messo lì». Non è chiaro come questa gente si trovi a occupare un posto in Parlamento o perlomeno si sa, ma è il segreto di Pulcinella, nel senso che qualcuno le ha nominate con il solo scopo di fare quello che viene loro richiesto, di firmare ciò che viene loro ordinato, di dire quello che viene loro suggerito. La ricompensa è la salvaguardia della poltrona. Ed è questo che vogliono i peones: la poltrona a vita. E se gli altri ne subiscono le conseguenze, chissenefrega. L’importante che il peone sia più insignificante di chi l’ha messo lì e quando sarà diventato più furbo, anche lui nominerà uno più idiota di lui, che a sua volta non gli farà ombra. (Vivere Veneto 27/10/2014)

cowboy

Essere pastori nelle congregazioni comporta un duro lavoro. A volte questi fratelli trascorrono notti insonni a pregare per il gregge di Dio o a prestare aiuto ai compagni di fede. Si spendono e assolvono le loro responsabilità fino in fondo a costo di tanti sacrifici e rinunce. Noi amiamo questi premurosi servitori di Dio e siamo felici di averli con noi. Tuttavia, non possiamo fare a meno di notare le molte analogie tra i peones politici e quelli «religiosi» che bazzicano le Sale della Torre. La loro originalità, priva di contenuti spirituali, è un’arma finta per far colpo sugli altri ed è imbracciata da molti mediocri per impressionare. Basta ascoltare i loro discorsi da saputelli quando pontificano sulle scelte personali di ogni cristiano.

«Gli opposti non sempre sono contrari»

E quando il sorvegliante di turno (sorveglia cosa?) arriva in congregazione con il suo cappello a falda larga, gli stivaloni con gli speroni appuntiti, i pantaloni stretti e il lazo in mano per accalappiare i recalcitranti, i peones sono i primi ad attenderlo e a riempire i giorni della visita. Sentono aria di nomina e di altri privilegi. Ecco rifarsi in fretta il maquillage spirituale, pronti a entrare in scena armati e lesti a sparare ebetaggini al minimo cenno del loro capo mandriano a cavallo. A seguire, lanciati anch’essi nella corsa a cavallo, i cowboy d’oltreoceano, che si credono di essere come John Wayne nel film Il Grinta. Disprezzatori dell’istruzione universitaria e intolleranti al senso critico, usano le parole nei loro discorsi come uno strumento per prevaricare chi la pensa diversamente. Cowboy travestiti da pastori che non riescono a stimolare un pensiero critico positivo, né a essere persuasivi e convincenti. Non capiscono che gli opposti non sempre sono contrari. I più contenti di ascoltare i deliri dei cowboy e ansiosi di entrare in osmosi con essi, sono i peones, che hanno perso la sinderesi dopo aver mandato in soffitta la loro scatola cranica. Prima che crolli la Torre, mai più peones e cowboy nelle congregazioni. Con il dovuto rispetto per i contadini e gli armenti, peones e cowboy andate a zappare la terra e a custodire le vostre mandrie e non le pecore di Geova. Scendete dal cavallo perché non vi appartiene. (Ecclesiaste 10:7). Lasciate servire in pace le pecore e i legittimi sotto pastori di Cristo.

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