Tornare indietro. Da chi?

emmaus due discepoli

“Corriamo decisamente la corsa che Dio ci propone”. – Ebrei 12:1. (PS)

Il premio per i vincitori è guardare avanti, ambire alla meta e non fermarsi di fronte a nulla. Chi cade deve rialzarsi, deve proseguire, anche se arriva ultimo. Quello che conta è il traguardo. Per il cristiano, se va avanti, il premio è la vita eterna, se torna indietro il premio è la sconfitta, che sa di frustrazione, rabbia, amarezza, rimpianto. Ci sono cristiani che nella loro vita vanno avanti lo stesso, non perché stanno progredendo, ma perché si sono smarriti e nonostante ciò continuano ad andare avanti per la loro strada. Per alcuni è una fuga in avanti verso un futuro migliore, per altri un posto per nascondersi dal proprio passato. Tornare indietro non sempre è sinonimo di fallimento. A volte, il premio degli sconfitti che tornano indietro ha lo stesso valore di quello dei vincitori.

COSA SIGNIFICA TORNARE INDIETRO?

Significa perdonare! Perdonare chi siamo stati, i nostri fratelli, i nostri amici, i torti ricevuti, i tradimenti, gli errori, i peccati nostri e altrui. Dobbiamo perdonare chi non ci ha amati come Geova. Tornare indietro significa lasciare il rancore, la rabbia, l’indignazione, la tristezza, la depressione e ogni altra cosa che produce morte. Ci sono ancora tracce importanti dentro ognuno di noi e la conoscenza di Geova ci aiuta a volerci bene, a dirci la verità su noi stessi.

I discepoli di Emmaus, erano andati via e soltanto dopo l’incontro con Gesù tornarono nel luogo da cui erano partiti. (Luca 24:13-35) E’ compito dello Spirito Santo condurci a casa, ma prima che esso proceda dobbiamo iniziare la fase del ritorno. Non c’è buio, né tenebre che tengano quando si è in compagnia di Gesù.

“CONVERSAVANO E RAGIONAVANO INSIEME”

I due discepoli non si limitarono a camminare in silenzio l’uno accanto all’altro, ma “conversavano e ragionavano insieme”. Sanno degli avvenimenti che riguardano la morte di Gesù, ma non ne hanno compreso il senso. Hanno vissuto quell’esperienza, ma ora stanno tornando indietro delusi. Mentre i discepoli parlano, Gesù li ascolta cercando di capire cosa hanno nel cuore. Delusi e afflitti per la morte del loro Maestro, la locanda dove si fermano è soltanto un punto di appoggio, una sosta. Non si sono resi ancora conto che lo sconosciuto compagno di viaggio è nientemeno che Gesù. Lo riconoscono, in seguito, dal modo come spezza il pane. Gesù è sempre a fianco di coloro che si stanno allontanando dalla congregazione e lo fa senza che essi se ne accorgano. Anche se è notte fonda, Gesù è presente nella ricerca dei suoi discepoli, li accompagna, anche se si dirigono nella direzione opposta.

“RESTA CON NOI POICHE’ SI FA SERA E IL GIORNO VOLGE GIA’ AL DECLINO”

Cleopa e il suo compagno capirono che quel viandante era speciale, ma non compresero subito che si trattava di Gesù. Succede anche a coloro che decidono di andare via dalla casa di Geova. Gesù si farà vivo in ogni caso, cercando di parlarci e aiutandoci a capire quanto sia importante tornare indietro. Forse, incontriamo per caso un fratello sconosciuto che ci parla in modo incoraggiante e ne siamo attratti. All’inizio facciamo fatica a identificarlo. Però, ci piacciono i modi attraenti e le parole garbate. Lo invitiamo a stare un po’ con noi, forse per approfondire la questione con lui. Ci sono cose che forse non ci sono chiare e per questo motivo siamo amareggiati.

emmaus-gerloff

Siamo seduti tutt’e tre a tavola, ma è diversa da quella cui siamo abituati a cibarci. Non è la solita, quelladelle adunanze, delle assemblee, della Sala del Regno. E’ un posto non convenzionale. E’ una tavola privata, più intima. Ogni tavola è utile a Gesù per parlarci. In questa tavola Gesù “prese il pane, lo benedisse, lo spezzò e lo porgeva loro”. Quel pane “spezzato”, spezzò ogni ragionamento, ogni tristezza, ogni amarezza, ogni ostacolo. Trasformò lo sconforto in conforto, la paura in coraggio, la tristezza in felicità, la morte in vita.

“NON ARDEVANO I NOSTRI CUORI MENTRE CI PARLAVA?”

Dalla straordinarietà di queste parole, si comprende che la fede non è mai una storia chiusa. La fede è un cammino, a volte anche in senso opposto da quello indicato dalle Scritture. Nell’episodio di Emmaus, si capisce che le cose vengono raccontate non con gli occhi di un Gesù facilmente riconoscibile, ma con gli occhi di uno sconosciuto. Anche gli “sconosciuti” sono capaci di ristorare le anime stanche e riscaldare i cuori stanchi, traditi e disperati. Anche gli sconosciuti sono in grado di far ragionare chi sta andando lontano.

Cristo ci ha insegnato a vivere il cristianesimo, a cibarci delle sue parole. Il cristianesimo è un ritorno per tutti a essere profondamente umani. E’ tipico degli uomini ammalarsi. Solo i malati possono guarire. I “giusti” non guariscono, non si considerano malati. Sono troppo impegnati a convincersi giusti. Invece, le delusioni e le sconfitte della vita, hanno il pregio di indicarci qual è la via del ritorno. Gesù ha scelto di essere provato sotto ogni aspetto ed è in grado di capire le nostre debolezze. Diede l’esempio nell’essere profondamente umano sotto tutti gli aspetti. (Ebrei 4: 15,16). Il vero ritorno è tornare prima con se stessi, con ciò che si è stati.

Dopo questa esperienza, i due discepoli non si lasciarono scoraggiare dalla notte fonda, si fecero coraggio e tornarono indietro a Gerusalemme, dove lo Spirito li condusse affinché raccontassero ai loro fratelli, questa straordinaria manifestazione della resurrezione di Cristo. Essi tornarono nel luogo da dove erano partiti, da dove si erano allontanati.  (Luca 24:33) Non si è mai soli nel nostro cammino cristiano, anche quando camminiamo in una direzione opposta. C’è sempre una presenza invisibile al nostro fianco, spetta a noi riconoscerla e accettare la strada che ci indica da seguire. Una cosa è certa, Gesù parlò solo di una porta stretta e di due strade, una larga e di tanti che vi entrano verso la distruzione e di una angusta che porta alla vita e di pochi che la trovano. Se ti sei allontanato, che è diverso dallo smarrirsi, sai bene qual è la strada del ritorno, perché l’hai percorsa a ritroso. E’ la stessa strada che avevi trovato in passato. Tu l’avevi trovata perché non gli uomini, ma Gesù te l’aveva indicata. Anche se non c’è nessuno con te nella fase del ritorno, non abbatterti. Gesù, come lo è stato tempo fa e come  lo fu a Emmaus, sarà sempre al tuo fianco. (Matteo 7:13, 14). Vinci il male col bene.

 

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Commenti (4)

  • Alan Bianchi

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    Grazie per l’ottimo articolo. Quello che scrivete è sempre scritturale.
    Non sono però daccordo circa il significato di allontanarsi: non frequentare le attività teocratiche organizzate non è necessariamente sinonimo di allontanamento da Geova, il quale conosce chi gli appartiene, secondo 2 Timoteo 2:19, per non menzionare il concetto espresso da Matteo 18:20. Lo affermo senza spirito polemico: essere affiliati ad un’organizzazione non è un intendimento biblico, del resto Geova in passato ha trattato più con i singoli suoi adoratori che con un gruppo numeroso.
    Un’altra cosa: neppure il termine inattivo è scritturale, lo trovo anzi di una connotazione negativa. Ci sono inattivi, secondo la Watchtower, che sono molto più attivi e genuini di molti Testimoni allineati.
    Grazie per il vostro eccellente lavoro e buona continuazione.

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  • gina rossi

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    Sono d’accordo con Alan Bianchi. Le organizzazioni riescono solo ad imbrigliare le persone senza peraltro tirarne fuori il meglio. Purtroppo è una cosa fisiologica, indipendentemente dalle buone intenzioni iniziali. Allontanarsi da un’organizzazione spesso é solo consapevolezza che x essere vicini al creatore sono necessarie altre cose spesso assolutamente personali.

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  • Lude

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    Bellissimo articolo, ritornare dal luogo in cui eravamo partiti perchè Gesù ci aveva toccato il cuore, indicato la strada e soprattutto non ci ha mai abbandonato, anche se coloro che ti dovrebbero ricondurre a momenti non si ricordano più dove abiti…pur essendo la porta vicina ad un tuo zelante fratello impegnato a tempo pieno nel cercare le pecore di questo mondo… chi pur non essendosi allontanato è tenuto comunque lontano… pur senza peccato alcuno… ma si sa… non c’è cartamoneta per le visite ai fratelli, non c’è cifra sul rapporto, moneta internazionale per il tesoro spirituale

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