Tornare o non tornare?

TORNARE

C’è chi sceglie di tornare a Geova e chi decide di rimanere fuori. Come comportarsi di fronte a tali scelte?

Tra qualche giorno i corpi degli anziani organizzeranno le visite agli inattivi e ai disassociati per invitarli alla Celebrazione del Pasto Serale di Gesù e al discorso speciale. L’obiettivo delle visite è di consegnare a queste persone una copia dell’opuscolo Ritorna a Geova. E’ ragionevole che i fratelli si preparino alle reazioni (positive o negative) quando contatteranno gli inattivi e i disassociati.

Noi di Inattivopuntoinfo, abbiamo saputo che non tutti reagiranno in modo favorevole a questa iniziativa. Alcuni non si faranno trovare a casa, altri non apriranno nemmeno la porta, altri ancora troncheranno sul nascere qualsiasi approccio. Alcuni sono talmente arrabbiati con gli anziani che sono intenzionati a trattare male chiunque li avvicinerà. Per avere un’idea sulle reazioni estreme a questa iniziativa, riportiamo di seguito quanto ci ha scritto un inattivo:

Chiamatemi pure Cora, Ianne, Iambres, Absalom, scegliete voi. Non me ne frega niente. Ricominciare da cosa? Da capo? Dovrei fare scelte differenti da quelle fatte fino adesso? Impossibile, non sono più quello di prima. Adesso sono differente. Se dovessi ricominciare, sarei un altro che farebbe le cose di prima. Oggi sono diverso da quello che ero in passato. Adesso che sto bene dovrei ritornare a star male in mezzo a una struttura per metà svalvolata?

Mi si propone ora, a distanza di tanti anni, di cambiare la vita di oggi per ritornare a quella di un tempo? E in tutti questi anni dov’erano quelli che oggi mi dicono di cambiare? Erano alla sinistra o alla destra di Gesù? In questi anni ebbi fame, ma non mi avete dato da mangiare nemmeno una briciola di pane, ebbi sete, ma non mi avete dato nemmeno una goccia d’acqua. Non mi avete mai mostrato ospitalità, anzi mi avete trattato come un lebbroso. Avevo bisogno di voi quando stavo male, ma non avete avuto cura di me. Perciò vi dico: andatevene via da me, voi che siete stati maledetti nel fuoco eterno (Matteo 25:41-46).

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[…] Non mi fido del “fratello demone” che nei momenti di stanchezza mi offre il suo aiuto portandomi in spalla. Non mi convincono più le espressioni verbali ricche di buoni propositi e di belle parole. Questo tipo di aiuto è per me una trappola per essere asservito. Troppe parole vuote imbevute di amore, tolleranza, libertà, uguaglianza, giustizia, pace, zittiscono la propria coscienza.

Troppi belano come tanti pecoroni che tentano di farmi credere che questo suono rimbombante di parole finte sia un aiuto genuino. Non ci casco: queste parole mistificano la realtà. Non vi piace quello che sto dicendo? Chissenefrega. Non è un problema mio. Io non devo convincere nessuno, se non me stesso. […]

“Siate attivi predicatori”, è soltanto uno slogan per ebeti. Pensare che basti soltanto predicare per risolvere ogni problema personale è da idioti. “Non guardare i problemi, impegnati nella predicazione e vedrai che starai meglio” – mi dicevano.  Diteglielo a tutti gli sbalzati di sella a tempo pieno, ai cavalieri senza cavallo, che sono stati mandati a casa in questo periodo dall’organizzazione. Come minimo vi manderanno “a ciapà i ratt”. […]

Quando un attivo verrà a trovarmi e comincerà a parlarmi di amore nell’organizzazione e di ritornare in essa, non potrò che rispondergli così: ‘Caro fratello tu mi parli di amore e di attività, ma sai cosa sono per me questo tipo di amore e questo genere di attività? Una supposta di glicerina che gente come te prende per andare di corpo così da sentirsi meglio’.

Questa lettera, così dura nei toni, dimostra quale sia il pensiero di alcuni a questa iniziativa. Pur comprendendo le motivazioni che spesso corrispondono alla realtà che ci viene descritta da inattivi e disassociati, ci auguriamo che i toni e i modi di approcciarsi siano cristiani e all’insegna della buona educazione.

Si può essere non d’accordo e farlo comunque nel rispetto reciproco. La nostra speranza è che molte di queste persone apprezzino questa iniziativa e ritornino a Geova. Da parte nostra, occupandoci soprattutto di inattivi, non possiamo esimerci di far conoscere la volontà di chi la pensa in maniera decisamente opposta.

Sia il vero pastore che Geova non vogliono che ‘nessuno di questi piccoli perisca’. Fin dove, il pastore dovrebbe impiegare tempo ed energie per occuparsi delle pecore che si sono allontanate volontariamente e forse più volte? E se queste, una volta trovate non vogliono più tornare al gregge di prima? E’giusto trascurare le altre novantanove?

Le persone hanno la capacità di autodeterminarsi, cioè di scegliere in maniera autonoma e indipendente cosa fare della loro vita. Perciò, dopo avere fatto molti sforzi, sacrifici, tentativi e passato notti insonni a pregare per aiutare queste persone che purtroppo vogliono deliberatamente e in maniera consapevole non tornare più, allora è giusto rispettare la loro decisione e lasciar perdere.

E’ inutile trascinare con la forza una pecora che non vuole più tornare all’ovile.

Nessun uomo può leggere il cuore di queste persone né può capire cosa passi per la loro testa. E’ molto difficile giudicare tali scelte, anzi è meglio non giudicarle. Inattivopuntoinfo non si schiera da nessuna parte: riporta e fa conoscere per cercare di comprendere. La cosa che a volte ci intristisce è dover costatare che, da una parte si sminuiscono questi fatti o si scartano a priori perché considerati racconti apostati e dall’altra si cerca di giustificare in maniera alquanto bizzarra queste scelte.

In molti casi pur avendo ragione per come sono stati trattati dagli anziani, alcuni hanno la tendenza a snaturare la realtà dei fatti, facendo passare se stessi come vittime innocenti e gli altri come carnefici spietati. Raccontano i fatti a modo loro e danno un’interpretazione a volte del tutto pregiudizievole, seminando dubbi e sospetti. Pur avendo abbandonato il popolo di Geova continuano a raccontare di tutto e di più contro l’organizzazione (c’è chi lo fa anche dall’interno classificandosi ancora come un Testimone attivo). In casi di questo genere è inutile sperare in un cambiamento miracoloso. Queste persone dopo averle ricercate più volte, non potranno dire ‘siamo stati abbandonati, nessuno ci ha cercato’.

Quando si è fatto più del dovuto [il grassetto è per rimarcare lo sforzo notevole] allora è il caso di lasciar andare. Il discorso è diverso con chi non si cura della pecora smarrita e continua a trascurare le altre novantanove pecore. E’ meglio per lui ‘mettersi al collo una macina da mulino e gettarsi in fondo al mare’. Inattivopuntoinfo si augura che tutti quelli che si sono allontanati deliberatamente o perché vessati o perché le circostanze della vita  li hanno indotti a farlo, possano un giorno ravvedersi. Il tempo lo dirà.

Asia, Mongolia. In the photo, 29-year-old Erdene Tuya hauls a sheep lost for the dzud to a small burial ground close to their yurt (gher). In Mongolia's Arkhangai province, the Tsamba family lives on the edge, struggling through harsh winters alongside their herd of sheep. Severe winter conditions, known as Dzud, have been responsible for the deaths of half the family's once 2,000-strong herd over the past three winters. Recently, in search of warmer pastures, the Tsambas moved from Bulgan province in the north to this region near a central Mongolian village called Ulziit. Only in 2010, during one of the harsher Dzuds, more than 8 million sheep, cows, horses and camels died in Mongolia so around 20.000 herdsmen had no choice but to migrate towards Ulan Bator.

Il rigido inverno mongolo ha ucciso metà delle duemila pecore di questo pastore. Arkhangai, Mongolia 2011 (foto di A.Grassani, BLOGO).

Il gelo di questo mondo può uccidere le pecore di Cristo. Ma anche il gelo negli affetti, nei sentimenti e nell’amore fraterno può uccidere. A volte, è meglio essere trascinati vivi che morti.

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Commenti (2)

  • Davide

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    Sono 4 anni che sono dissociato ho sempre frequentato le adunanze sin dal giorno della annuncio ma non ho mai visto un pastore e nemmeno quelli del comitato che si erano resi disponibili non hanno mai risposto al telefono . Grazie di cuore per essere miei fratelli soldati in Cristo e testimoni di Geova

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    • inattivopuntoinfo

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      Quattro anni che frequenti le adunanze e non ti hanno ancora riassociato?!? Pazzesco!

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