Trasformarsi

La trasformazione in meglio o in peggio è un processo che fa parte della natura umana.

 L’esempio del bruco che diventa una bellissima farfalla, non più vincolata alla terra, ma capace di librarsi nell’aria, divenendo una vera signora dei cieli è calzante per descrivere la trasformazione umana, anche se nel caso dell’uomo il processo è più complicato. Come si sviluppa questa trasformazione? Perché di solito avviene dopo la mezza età? Come tdG, perché siamo interessati ai processi di trasformazione personale?

Ogni trasformazione comporta un’esperienza quasi soprannaturale. Si muore e si rinasce interiormente. In genere, il concetto di trasformazione porta le persone a diventare, in modo più profondo e completo, chi veramente sono e chi potenzialmente sono sempre state. Cambiare nel nuovo può portare paradossalmente all’antico. Chi subisce questo processo si rivela per quello che è. Non fa altro che realizzare se stesso, i suoi desideri, la visione, l’immagine che ha di sé al massimo grado possibile.

I cambiamenti più interessanti e spiritualmente più significativi avvengono nell’età adulta, perlopiù dopo i quarant’anni. In questa fase molte cose cambiano e spesso si vive un quadro della vita tutto diverso da quello immaginato. La larva che diventa farfalla è sempre la stessa creatura, solo apparentemente diversa. Il nuovo stadio che la porta a diventare farfalla era sempre latente negli altri stadi precedenti. La forma cambia, ma non diventa un essere differente.

La struttura del carattere e gli aspetti psicologici di una persona, fanno già parte dell’adolescenza, ma saranno riconoscibili solo nella fase adulta, modificate, riadattate alla luce delle nuove esperienze. Spesso si rimane sconcertati quando alcuni fratelli decidono di lasciare la congregazione per vivere una vita completamente diversa da quella che hanno vissuta fino adesso. Non sono cambiati diventando altre persone, sono soltanto emerse caratteristiche nascoste per molto tempo.

L’uomo nasce con una natura carnale e una spirituale. Quale delle due emergerà di più nella propria vita dipenderà dall’importanza che sarà data all’una o all’altra. Nasciamo con una predisposizione naturale, che scegliamo di darle vita o di lasciarla morire. Si fanno scelte spirituali perché si riconosce il valore dello spirito nella propria vita. Dopo averlo sperimentato si continua a metterlo in atto, fin quando vogliamo: per sempre o per un limitato periodo di tempo.

La trasformazione produce una nuova vita, qualcosa di diverso da ciò che l’ha preceduta. In questa fase si cerca una nuova definizione di se stessi. Non cambia la personalità, subentra un nuovo centro interiore di valore e di direzione. Affiora una creazione nuova, che scarta alcune cose del passato e ne fa emergere altre nuove.

Anche se nasciamo con la tendenza a sbagliare, non vuol dire che la natura carnale predomini quella spirituale. Esse sono sempre in lotta, la vittoria dipende da che parte ci schieriamo. (Romani 7:21-23) E’ bene ribadire che la carne intesa come corpo fisico è una creazione di Geova e non una condanna. Somigliamo a Dio e ne riflettiamo la sua immagine spirituale. Chi fa una scelta spirituale sa bene che nulla può separarlo dall’amore di Dio (Romani 8:35,38-39).

Man mano che una persona studia e mette in pratica le verità della Bibbia, inizia a crescere spiritualmente e ad apportare cambiamenti alla sua vita in base a ciò che impara. Abbandona le vecchie pratiche, si libera di caratteristiche negative che appartengono al suo precedente modo di vivere e riveste la personalità cristiana (Efes. 4:22-24). Essere trasformati non significa semplicemente migliorare o progredire.

In Romani 12:2 si richiede un cambiamento mediante un rinnovamento della mentalità, un cambiamento costante, progressivo, della persona interiore. La trasformazione non si limita all’abbandonare abitudini nocive, linguaggio scurrile e condotta immorale, essa si realizza “rinnovando la mente”, cioè quelle capacità intellettive, la facoltà di ragionare, l’atteggiamento mentale e le inclinazioni.

 Per essere trasformati interiormente occorre qualcosa che sia in grado di andare oltre la superficie, che arrivi nel profondo. Quando impariamo ciò che Geova richiede da noi, la nostra reazione rivela quello che abbiamo nel cuore e ci permette di capire quali cambiamenti dobbiamo fare. Il processo di trasformazione mentale implica un nuovo modo di osservare noi stessi trasferendo la consapevolezza individuale del mondo esterno ad un livello interiore superiore. Si tratta quindi di andare oltre l’ordinario stato mentale.

Questa trasformazione comporta molteplici ostacoli che possono accelerare, in positivo o negativo, la metamorfosi: l’ambiente dove siamo cresciuti; l’educazione che abbiamo ricevuto; i fratelli con i quali ci associamo; il tipo di compagnie che frequentiamo; l’attitudine che mostriamo alla meditazione e allo studio della Parola di Dio; le circostanze della vita; e così via.

La larva non sceglie di rimanere tale, non è nella sua natura: deve diventare una farfalla. Che poi, la farfalla sia di una dimensione diversa, di un colore differente, dipende da diversi fattori che incidono durante lo sviluppo, come ad esempio la luce. La farfalla o il bruco sono sempre la stessa creatura, con modi differenti di apparire. Così è il cristiano, a prescindere se diventa spirituale o carnale, lui rimane sempre la stessa persona. Ciò che cambia è l’immagine di sé. Non meravigliamoci se dopo anni un fratello sceglie di essere ciò che vuole essere, ovverosia quell’immagine di se stesso che lo ha accompagnato per tutta la sua esistenza e che ora trova la piena realizzazione.

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SULLA TRASFORMAZIONE:

Perdere l’autenticità e ritrovarla

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