Umiltà, questa sconosciuta

Se c’è una qualità più carente tra gli anziani, questa è l’umiltà

Geova premia l’umiltà e punisce l’arroganza. Sembra che questa duplice azione di Dio non sia molto conosciuta tra gli anziani tdG. Alcuni di loro si credono di essere come il re di Babilonia: non vedono la rovina dietro il loro comportamento privo di umiltà. Se si sforzassero di correggere i loro cuori almeno la metà di quanto dicono dal podio, molti fratelli non soffrirebbero “le pene dell’inferno spirituale” da loro causato. Certi pastori si dimenticano non solo di custodire le anime dei fratelli ma anche la propria. Si comportano come se il loro compito fosse solo quello di esortare altri a ravvedersi, parlano come se la loro vocazione fosse quella di causare sofferenze e lacrime ai fratelli e alle sorelle. Proclamano il dovere e riservano solo agli ascoltatori il compito di praticarlo.

Dovremmo chiudere gli occhi di fronte a fatti così gravi e far finta di niente? Non dovremmo denunciare questi prelati teocratici che stanno facendo soffrire le congregazioni? Dovremmo nascondere le loro malefatte per apparire puri e belli alle persone del mondo? Ma il CD si rende conto di quanto tempo viene impiegato per rimediare i danni che costoro causano?

Uno dei peccati più odiosi è l’orgoglio, perché esso trova un terreno fertile anche nei credenti migliori. Ma è ancor più odioso e inescusabile quando si trova tra i pastori. Lo si nota dai discorsi che pronunciano dal podio. Mettono l’accento e l’enfasi sulle parole che scelgono con cura per indirizzarle all’obiettivo che si sono prefissati: credenti che non gli aggradano o che hanno paura di affrontare personalmente. Scelgono il tema che vogliono e persino le illustrazioni. Limano le scritture per adeguarle alle loro mire. Modulano il tono della voce e si animano come se fossero Mosè quando divise le acque del Mar Rosso. Disonorano persino il palco da dove parlano con fronzoli infantili, sembrano buffoni travestiti da pastore. Poi trovano le parole adatte e forbite per far sì che l’uditorio li acclami come i romani acclamavano l’eloquenza di Marco Tullio Cicerone. Il loro obiettivo quando si preparano le parti dal podio è quello di ricevere l’applauso degli ascoltatori, piuttosto che preoccuparsi del loro ministero e del benessere della congregazione.

Se non fosse per la vergogna si fermerebbero persino a chiedere le impressioni dei fratelli, in modo da raccogliere i loro complimenti. Se percepiscono di essere in grande stima se ne rallegrano, come se questo fosse il loro obiettivo. Siccome non tutti hanno il coraggio di dire le proprie impressioni e per non apparire negativi dicono che il discorso è andato bene. Pronunciano parole che essi stessi vogliono sentire. E loro sono felici come i farisei lo erano quando perseguitavano Gesù.

Un’altra cosa triste è quando questi pastori minano la stima e la credibilità di quei fratelli capaci le cui qualità vengono maggiormente apprezzate. Ne sminuiscono i doni perché li vedono come ostacoli alla loro vanagloria. Siamo discepoli di Cristo e nello stesso tempo siamo invidiosi di chi porta su di sé l’immagine di Cristo, sparlando di quei doni che sono indirizzati a Cristo solo perché offuscano la nostra di gloria? Non siamo tutti membri dello stesso corpo e compartecipi delle benedizioni dell’intero corpo? Quale operaio ha avversione verso il collega che lo aiuta nel lavoro per il suo padrone?

E’ terribile che un pastore della congregazione cristiana arrivi al punto di invidiare un altro anziano preferendo che quelli che dormono rimangano tali, che le ingiustizie continuano senza muovere un dito pur di colpire quell’anziano che gli sta sullo stomaco. Una delle cose più difficili in congregazione è il corpo degli anziani. Non c’è peggior sventura per i fratelli quando gli anziani non si sopportano. Dopo che si sono scalate le montagne per fare un discepolo, è una vergogna notare queste cose in congregazione. Da una parte denunciamo l’infallibilità del papa cattolico e non ci accorgiamo che ci sono pastori che papa vorrebbero esserlo, esigendo rispetto e sottomissione come se i loro giudizi fossero infallibili.

Se poi qualcuno ha il coraggio di far notare questa mancanza, apriti cielo. Essa viene vista come un attacco personale. Invece non si rendono conto che sono loro ad infamare la verità con il loro comportamento. Essere orgogliosi o privi di umiltà e nello stesso tempo anche cristiani è una contraddizione di termini. Com’è insignificante l’istruzione dei più colti o dei presunti tali a confronto di quanto ignorano. Chi predica l’umiltà dovrebbe possederla e praticarla, altrimenti tutto ciò che fa e dice è ipocrisia. Che tristezza vedere i fratelli che soffrono non ricevere neppure una parola di conforto. Rattrista vedere certi pastori capaci non intervenire o adeguarsi a questo andazzo. Ci rendiamo conto che quest’opera è di portata enorme, ma questo non giustifica tale insensibilità e leggerezza. Alcuni anziani tenuti a intervenire vendono la loro dignità per trenta danari, pur di ricevere una parte dal podio.

Anziani carnefici di anime, dopo essere stati acclamati come ottimi predicatori e guide spirituali. Costoro, invece di curarsi delle anime dei fratelli, pensano che un buon sermone li assolvi dai loro doveri. Il paradosso è che non è raro trovare delle motivazioni valide dietro comportamenti errati. In tanti tacciono quando vedono questa gente precipitare nella rovina e non muovere un dito di fronte alla sofferenza delle anime innocenti. Riceviamo esperienze di fratelli e sorelle che stanno passando le pene dell’inferno per colpa di questi sbandati spirituali. Come si può tacere di fronte a tali sofferenze?

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Commenti (2)

  • Anonimo

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    Condivido appieno la disamina.E posso solo consolarmi pensando che Geova il padrone di casa,la prima è più importante pulizia la fará iniziando per l’appunto dalla sua di casa e richiederà da chi doveva amministrarla con Amore e dedizione nonchè con “umiltà il conto più salato. Con affetto fraterno vi saluto.

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  • Lude

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    Cari fratelli, fa impressione come la vostra disamina calzi a pennello per quanto viviamo nella nostra congregazione.
    Dite:
    “Come si può tacere di fronte a tali sofferenze?”
    Chiedo:
    Come si puo’ porre fine a questi atteggiamenti senza incorrere in
    ulteriori accanimenti sulla nostra persona?
    Gli stessi anziani sono convinti di essere stelle nelle mani di Gesù e noi dobbiamo solo sottometterci e stare zitti, citazione reale di un anziano al quale abbiamo chiesto spiegazioni.
    Continuate a denunciare tali errati comportamenti e speriamo che qualche CO serio veda il da farsi.

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