Un compagno forestiero nei miei sogni

fiume il buon samaritano

Un uomo che non conosco si ferma e mi tende la mano. Non è un compagno né un fratello. E’ un forestiero.

Nelle mie visioni vedo il vero compagno camminare lungo i raggi del sole. Nella luce dei suoi occhi vedo un padre, un fratello, un figlio. E’ a fianco a me come un compagno di viaggio lungo il cammino delle mie miserie. Non mi giudica, non soppesa le mie colpe né misura i miei errori.

Non c’è traccia nel suo cuore né ricordi dannosi nella sua memoria. E’ un compagno fedele che mi parla di un Dio non troppo grande e lontano dall’animo umano ma di un Dio che varca la soglia della debolezza per risiedere nel profondo del cuore. Nelle mie visioni il vero compagno è come la luce del sole di giorno e chiaro luna di notte.

Sono inattivo e da anni vago nel deserto, confinato nel buco nero della disperazione. Vorrei “risalire dall’abisso della morte” (Salmo 71:20), ma non c’è nessuno al mio fianco. Sono caduto lungo “la strada stretta e tortuosa”, quella che conduce alla vita eterna. Sono tramortito e disteso lungo il ciglio della strada. E’ pericoloso. Una spinta e posso morire, una spinta e posso essere salvato.

Però è strano: in questa strada continuano a passare fratelli, sorelle, giovani e vecchi e non si è ancora fermato nessuno. Molti li ho riconosciuti perché abbiamo collaborato insieme, altri erano in congregazione con me. Nessuno si è ancora fermato. Qualcuno misericordioso alla fine dovrà passare.

Un uomo che non conosco si ferma e mi tende la mano. Non è un compagno né un fratello. E’ un forestiero. Lui non ha confini morali o etici. Fa quello che gli altri non sono stati in grado di fare: amare. Il suo amore non è fatto solo di sentimenti ed emozioni. Ama in maniera concreta: mi ha visto; ha avuto compassione; ora mi fascia le ferite; versa dell’olio e del vino; mi carica sulla sua bestia da soma; mi porta alla locanda; tira fuori due denari e li dà al locandiere; lascia delle indicazioni e promette di pagare le spese in più. Tutti questi gesti hanno un solo significato: “Io voglio che quest’uomo viva”.

Di colpo mi sveglio. Sono sudato. Una sensazione di velata tristezza copre i miei occhi. Non è realtà ma una visione. Una speranza dentro il mio cuore.

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Commenti (3)

  • Giovanni Zardinoni

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    Caro sognatore come stai? Avrei voluto conoscerti quando scrissi per la prima volta con il nome Johnny V. ma non sono riuscito a contattarti.

  • Johnny V.

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    Ciao. Passavo da queste parti e ti ho visto a terra. È molto tardi. Sono le 3,30 e stavo per andare a letto ma… ti ho visto. Ho sentito le tue grida, letto il tuo lamento. Eccomi… sono al tuo fianco. Non sei più solo. Ti prego solo di una cosa… ecco una coperta ed un po dacqua.
    Fra poco verrà pubblicata una mia storia e capirai chi sono. Forse sono il forestiero che vedevi nei tuoi sogni. E se non dovesse essere, avrai un amico in più.
    Johnny. A domani

  • Johnny V.

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    Scusami, dimenticavo di dirti che ho pianto per te e ho cominciato subito a pregare per te.
    Finchè non sarai sanato non ti lascio.
    Johnny

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