Un giorno a Milano in compagnia di Moishe Segal Ben Zacharias

palazzoreale

Non esiste nessuna inattività spirituale.

L’aereo è atterrato in orario a Milano Linate. Il cielo è plumbeo. Fuori c’è la fermata del pullman, direzione S. Babila a due passi da Palazzo Reale, in Piazza del Duomo. La mostra è al primo piano. Un grande tappeto rosso ricopre lo Scalone d’Onore. Alzando lo sguardo si può ammirare il luminoso affresco che abbellisce la volta. E’ rappresentata la luce che mette in fuga il buio e gli spiriti delle tenebre. E’ l’auspicio di Milano a tutti quelli che cercano la luce spirituale. Salire nella luce del cielo è il tema ricorrente della giornata. Gli ampi saloni ospitano più di 200 opere di tradizioni russe, cultura ebraica e avanguardia francese.

promenade

Benvenuti nell’universo di Marc Chagall, il nome con il quale è divenuto famoso.

La Passeggiata spicca per la sua grandezza. Simboleggia l’amore che rende speciale la vita. Chagall dipinge se stesso con Bella la sua amata moglie morta prematuramente. Sono presi per mano e volano leggeri come un aquilone. Il gioco contrapposto dei colori forti e leggeri evoca il desiderio dell’uomo che ama, di elevarsi al cielo, e che secondo Chagall è l’essenza solida ma anche effimera dell’essere umano. L’artista sa che per “volare” servono pensieri felici. E’ questo il tema ricorrente in molte delle sue opere.

ebreo errante

 

Il modello che raffigura l’Ebreo Errante è in realtà un vero mendicante che Chagall ha trasformato in un vecchio saggio con la potenza di un profeta. Nella leggenda cristiana l’ebreo errante è chi incrocia Gesù mentre sale al Calvario e lo oltraggia, colpendolo alla schiena affinché si affretti a raggiungere il luogo del supplizio. E’ un’immagine che racchiude in sé due verità opposte: l’ebreo che ha conosciuto Gesù, ma non lo ha riconosciuto come Cristo e l’ebreo testimone errante e narrante della morte di Gesù.

 

 

 

 

crocifissione bianca

Nella Crocifissione Bianca  Cristo è presentato con i fianchi cinti dal tallit lo scialle di preghiera che gli ebrei indossano nelle sinagoghe. Chagall vuole associare i concetti del Giudaismo e quelli del Cristianesimo identificandoli nella figura dell’ebreo Cristo, il simbolo di ogni sofferenza umana.

Un quadro attira la curiosità dei visitatori. Si tratta dell’Uomo con la testa rovesciata. Vestito di bianco, seduto sopra il tetto di una casa, reclina la testa all’indietro in maniera innaturale. Il suo sguardo è fisso. In alto, a sinistra, si trova la firma capovolta di Chagall per indicare che il quadro si può vedere anche in senso rovesciato. E’ “il mondo sottosopra” che Chagall sognava. A testa in giù l’anima si libera da ciò che la appesantisce. E’ la “filosofia dell’appeso” dove il corpo penzola nel vuoto e l’anima sfugge alla materia.

uomo con la testa rovesciata

E’un bene se ogni tanto si capovolgono gli schemi mentali precostituiti. Si comprendono nuove realtà come quella degli inattivi. Ad esempio, cosa vuol dire inattivo? Sin dai tempi di Galileo si dibatte sul significato del sostantivo inattivo e del corrispondente astratto inattività. Questa etichetta non ha nessuna base biblica per com’è applicata ai proclamatori. E’ stata coniata come riferimento a una sola attività teocratica: il rapporto di predicazione. E’ nata solo per fini statistici. Nel tempo, il rapporto ha assunto una tale importanza che è divenuto uno strumento per valutare la spiritualità di ogni proclamatore. In realtà, finché c’è vita, non esiste nessuna inattività spirituale. Lo Spirito è la forza attiva di Dio ed è anche il respiro che mantiene in vita la persona. Sono entrambi doni di Dio. Finché viviamo il respiro di Dio, è in noi. Lo Spirito Santo, invece, non ha limiti, è libero da vincoli e regole umane. E’ una forza invisibile che produce effetti visibili. E’ forza in movimento, attiva, dinamica. Ogni uomo ha una componente spirituale che viene soddisfatta in molti modi: una buona relazione con Dio, la preghiera, la lettura della Bibbia, la condotta, la musica, la poesia, l’arte. La dimensione spirituale ha uno spessore ben diverso dall’etichetta affibbiata all’inattivo. Nell’immaginario collettivo dei testimoni di Geova si immagina l’inattivo come una persona triste e infelice. Svegliatevi! Non per tutti è così. Molti sono felici perché hanno trovato il modo per soddisfare il loro bisogno spirituale. Solo se si “capovolge” questo modo collettivo di pensare e di vedere le cose secondo rigidi schemi prestabiliti si può conoscere realmente l’inattivo. Comunque, l’Organizzazione non rinuncerà facilmente alla consegna mensile del rapporto. Non si esclude, in futuro, la pubblicazione di articoli che riproporranno l’importanza ‘scritturale’ di tale disposizione. Comunque si pensi, rovesciare la testa per vedere le cose capovolte ci aiuta a capire quanto sia riduttivo valutare la spiritualità di un essere umano attraverso la clessidra o la pendola.

Ci son volute circa tre ore per completare la visita di questi capolavori. All’uscita il mio sguardo è sulle numerose statue che adornano il Duomo, dove la luce fioca di un pallido sole gioca con i chiaroscuri delle guglie. Prossima tappa i Musei Diocesani, dove c’è un’altra mostra di Chagall che Milano ha voluto dedicargli.

Via Torino è stracolma di passanti e di negozi affollati. Per raggiungere i Musei Diocesani decido di addentrarmi nei vicoli della Milano antica e nobile: Via Olmetto, dei Piatti, degli Arcimboldi, tuttora lastricate di pavè, pietroni che fanno di Milano una città unica al mondo.

diocesani

“Chagall e la Bibbia” è il tema della seconda mostra. Un pensiero dell’artista campeggia in un pannello all’entrata: “E questo mondo fiorito ha colorato la mia nuova vita, mi ha attirato in un mondo biblico, che albeggia in lontananza, laggiù dall’altra parte del mare”. Suggestivo l’interno a forma di “Arca”. “Improvvisamente il soffitto si apre…” è un’evocazione delle sinagoghe di legno dei villaggi ebraici della Russia degli zar, luogo natio dell’artista. “L’Arca” vuole ricordare questo mondo russo ormai scomparso. Le ventidue gouaches esposte sono degli schizzi preparatori alle acqueforti. Hanno tutti come tema personaggi o episodi della Bibbia. In esse si nota una spontaneità unica e sottolineano l’inquietudine e la fragilità di un’epoca minacciata dai regimi totalitari. Questi schizzi dimostrano che la spiritualità di Chagall, pur provenendo da una famiglia ebrea chassidica, non è mai stata confessionale. Egli scorge nel Nuovo Testamento riferimenti essenziali per il destino dell’umanità. Per Chagall il tema del dolore va considerato alla luce della Bibbia. Da qui l’interesse per il Libro di Giobbe, dove si rileva il tema della sofferenza del giusto e dell’innocente come prova e non come peccato.

tetragramma

Nella gouaches dal titolo “Noè riceve l’ordine di costruire l’arca” l’angelo raffigurato indica a Noè che l’ordine impartito proviene dall’alto, da quel cielo colorato di un blu scuro e intenso, dove risplendono quattro lettere ebraiche (il nome di Dio?).

angelo noè nome

Pur costellata da sofferenze e lutti, la vita di Chagall è ricca di sentimenti gioiosi. Nei momenti bui ha trovato la forza e la creatività per trasformare la sua tristezza in quadri che esprimono tutta la sua prorompente vitalità. Chagall ha vissuto novantotto anni e ci ha lasciato un sogno fatto di colori forti e chiari, sono i colori dell’amore che donano un senso all’arte e alla vita.

Le visite sono terminate. Prima della partenza, una passeggiata sui Navigli con cena a base di risotto e cotoletta alla milanese. Torno sempre volentieri a Milano, città poliedrica tra arte, musica e cultura. Arrivederci alla prossima mostra che Milano, in occasione dell’Expo, ha voluto regalare ai milioni di visitatori: “Vincent Van Gogh l’uomo e la terra”.

 

Tags: , , , , ,

Trackback dal tuo sito.

Lascia un commento

inattivo.info

Inattivo.info è un sito aperto nel 2014 ed è rivolto ai testimoni di Geova non più attivi come un tempo e ai responsabili delle congregazioni.

Built by TANOMA