Un giorno, finalmente, capisci che devi prendere in mano la tua vita…

In mezzo a tante voci così diverse fra loro, così strane e contraddittorie, ce n’è una, l’unica che si cura dei nostri bisogni, che merita di essere ascoltata, è la voce interiore, quella voce che Dio ci ha donato affinché distinguessimo il bene dal male. E’ la voce della coscienza, quella voce che spesso mettiamo a tacere per volontà altrui. E’ la nostra voce interiore.

C’è una poesia che riesce a ispirare e a infondere coraggio per fare una scelta autentica, sincera, personale, spesso contro il parere di tutti, contro i pregiudizi, la mediocrità e l’ignoranza. Infonde speranza anche quando la tua casa spirituale trema e il timore di chi urla, è come catene alle tue calcagna. Di chi ti grida con insistenza di volerti sistemare la vita.

Si tratta di una voce che va contro il parere di molti, oltre il condizionamento mentale di crede di farti del bene. E’ una voce che trascende i pensieri negativi. E’ una voce che quando cominci a sentirla, la riconosci piano piano come la tua voce, è la voce del cuore che ti sussurra dentro. Ed è allora che inizi a riprenderti ciò che ti appartiene, tutto ciò che hai sempre desiderato fare della tua vita. E’ allora che inizi a non fermarti più.

Quando ti riappropri della tua vita, il vento contrario, che con le sue dita rigide ha scavato con affanno fino alle fondamenta del tuo essere, ora non ha più presa su di te. Nonostante la notte tempestosa, il cammino ispido e pungente e i rami spezzati, a poco a poco, riesci a lasciarti alle spalle le loro voci. In mezzo agli strati di nubi, intravedi le stelle che ora cominciano a brillare nella notte buia.

E mentre acceleri il tuo passo, in viaggio verso terre sconosciute, ti accorgi che non sei più sola, una voce è al tuo fianco. E mentre t’inoltri sempre più, di buon passo, in terre lontane, sei determinata a fare l’unica cosa che puoi fare: salvare l’unica vita che puoi salvare, la tua. Ed è così, che finalmente ritrovi te stessa, ritrovi quella vita, così a lungo dimenticata. Finalmente, ti è chiaro, che se non lo fai tu non lo farà nessun altro.

«Un giorno, finalmente, hai capito
quel che dovevi fare e hai cominciato,
anche se le voci intorno a te
continuavano a gridare
i loro cattivi consigli;
anche se la casa intera
si era messa a tremare
e sentivi le vecchie catene
tirarti le caviglie.

“Sistema la mia vita!”,
gridava ogni voce.
Ma non ti fermasti.
Sapevi quel che andava fatto,
anche se il vento frugava
con le sue dita rigide
giù fino alle fondamenta,
anche se la loro malinconia
era terribile.
Era già piuttosto tardi,
era una notte tempestosa,
la strada era piena di sassi e rami spezzati.

Ma poco a poco,
mentre ti lasciavi alle spalle le loro voci,
le stelle si sono messe a brillare
attraverso gli strati di nubi
e poi c’era una nuova voce
che pian piano hai riconosciuto come la tua,
che ti teneva compagnia
mentre t’inoltravi sempre più,
di buon passo, nel mondo,
determinata a fare
l’unica cosa che potevi fare;
determinata a salvare
l’unica vita che potevi salvare.»

(Mary Oliver – Il Viaggio)

 

 

 

 

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