Un inattivo ci scrive

rispondereNon siamo preparati a rispondere a chi ci accusa.

Ai responsabili di Inattivo.info

Molti ricordano il servizio mandato in onda dalle Iene un anno fa e le accuse che ci hanno mosso. Non abbiamo fatto una bella figura, sia per quanto riguarda le risposte inconcludenti date dalla Betel, sia per l’atteggiamento ufficiale mostrato in quella circostanza. Non perché mancavano i mezzi o gli uomini qualificati per rispondere degnamente, ma per colpa di una direttiva interna che vieta di rispondere agli apostati. Alla Betel era sfuggito un particolare: in quel caso, chi chiedeva spiegazioni era un giornalista di una trasmissione di per sé scandalistica, ma non era comunque “il classico apostata”. E’ un preciso dovere scritturale essere “sempre pronti a fare una difesa davanti a chiunque vi chieda ragioni della vostra speranza, ma con mitezza e profondo rispetto”. (1 Pt. 3:15)

Inoltre, la recente deposizione di un membro del Corpo Direttivo fatta davanti a una Commissione Istituzionale, ha evidenziato una forte carenza dei Testimoni di Geova a saper dibattere e ribattere con argomentazioni scritturali alle domande incalzanti della Commissione. E’ stato sorprendente vedere con quanta dimestichezza citava la Bibbia e le nostre pubblicazioni, contrariamente a quanto invece rispondeva il membro del Corpo Direttivo: “non so”; “non ricordo”; “non è il mio campo”; “farò ricerche”. Per non parlare delle ammissioni forzate su cose che ufficialmente non si conoscevano e su altre che si credevano diverse da quanto sapevamo. Sono rimasto basito sia ascoltando il video dell’audizione sia leggendo il documento originale delle trascrizioni. Ciò che mi ha colpito è l’uso della Bibbia da parte di G.J. non proprio da erudito come ci si aspettava da un membro del massimo organismo mondiale dei Testimoni. Non scrivono sulle loro riviste che il contenuto delle Scritture Greche Cristiane è una lettera di Dio indirizzata soprattutto a loro? Mi ha anche colpito il modo come uno dei commissari correggeva l’uso sbagliato del Corpo Direttivo di applicare alcuni passi delle Scritture Ebraiche in un tema così delicato come quello della gestione degli abusi sui minori, con evidente imbarazzo di G.J.

La direttiva ufficiale impartita a tutti i testimoni di Geova è quella di non rispondere alle critiche mosse dagli oppositori (W 1/4/95). Si vieta il confronto con chi si presume pensi in maniera “malevole” di noi. Tale chiusura impedisce di conoscere le tesi di chi ci accusa e ci priva degli strumenti necessari ed efficaci per controbattere. Il problema (più serio) sorge quando le stesse accuse sono formulate in un Tribunale o da una Commissione Istituzionale d’inchiesta. In questo caso chi deve deporre è obbligato a rispondere, senza mostrare nessuna reticenza. Chi non è preparato o non è abituato a tali pressioni, rischia di fare una figuraccia. Se poi a farla è un “Guardiano della dottrina” dei Testimoni di Geova, la cosa allora diventa planetaria. Abbiamo scoperto (anche se già si sapeva) che a scrivere le riviste, le circolari e le varie pubblicazioni non è il Corpo Direttivo, ma il Comitato Scrittori. Mi rivolgo quindi al Comitato Scrittori, chiedendo loro – se mai leggerà queste mie parole – di educarci ed educare gli anziani all’ascolto di sé e degli altri, al rispetto delle opinioni proprie e altrui, alla riflessione e al confronto. Come possono aiutarci a trovare il coraggio necessario per esercitare un’autonomia di pensiero e acquistare quel senso di responsabilità che ne deriva? Chiedo loro di risvegliare nel nostro cuore e nella nostra mente la passione e la curiosità, necessarie a una religione degna del nome di Geova, dove si costruisca con il contributo di tutti i proclamatori, un sapere critico, ossia non già precostituito. Come coniugare lo studio della Bibbia con la nostra fede, in un’epoca d’incertezze? Perché non realizzare una scuola di pensiero (non come quelle degli anziani) che abbia cari questi valori e costruire un dialogo e non un muro con chi la pensa diversamente da noi? Dialogo che restituisca dignità a una religione fin troppo sotto accusa, sia all’esterno che all’interno, a causa di errori di interpretazione delle Sacre Scritture, strapazzata dai media e pasticciona con le sue stesse direttive, di cui noi siamo gli unici responsabili dei nostri mali. Altro che oppositori e apostati!

La pubblichiamo volentieri e ti ringraziamo del tuo intervento. Ti auguriamo vera pace. (i.i)

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