Un presbitero presbite

politticocamerinodicrivelliNessun difetto visivo deve impedire la chiarezza della verità.

Presbite è chi ha difficoltà a vedere distintamente da vicino. E’ tipico della vecchiaia. Presbitero è un titolo riferito a un anziano che governava la comunità cristiana del 1° secolo.

Si applica anche ai responsabili odierni delle congregazioni cristiane. Non si riferisce a una posizione stabile ma a una condizione in crescita. In senso figurato presbite è chi non è capace di percepire e comprendere eventi vicini, o ha scarsa memoria di fatti recenti. Il presbite ha bisogno degli occhiali per correggere i difetti della vista.La prima rappresentazione nell’arte di un personaggio occhialuto risale al 1352 in un affresco di Tommaso da Modena, che raffigura il cardinale Ugo di Provenza. Nel polittico del Duomo di Camerino, opera di Carlo Crivelli, sono raffigurati gli apostoli Pietro e Paolo intenti nella lettura della Bibbia. Paolo ha in mano una spada, simbolo della Parola di Dio, che “penetra fino alla divisione dell’anima e dello spirito”, mentre Pietro regge nervosamente il libro sacro. L’attenzione di questo dipinto è catturata dagli occhiali che porta Pietro. Essi sono fuori dal tempo in cui visse Pietro. La documentazione storica li attesta nel 13° secolo. E’ un anacronismo voluto dall’artista per indicare che è Pietro l’incaricato di assicurare la stretta adesione agli insegnamenti di Cristo da cui ha ricevuto direttamente l’incarico delle chiavi del Regno.

Nessun difetto visivo doveva impedire la chiarezza della verità. Neanche la vecchiaia. In senso spirituale è meglio vederci chiaro con un paio di occhiali piuttosto che vedere la verità in modo sfocato. Il presbite vede bene da lontano e male da vicino, così da costringerlo ad allontanare ciò che sta leggendo, come se stesse tenendo il mondo lontano da sé. E’ come se, in senso figurato, il suo sguardo e la sua attenzione si focalizzassero lontano e non vicino. La presbiopia generalmente è associata alla “vecchiaia”. Non sono esclusi casi di giovani presbiti. Nei tempi biblici la vecchiaia era considerata “una corona di bellezza”, oggi invece è accostata con le cose del passato. Il fatto di possedere due occhi permette all’uomo di avere una vista stereoscopica. La vista è il più importante canale di comunicazione con la mente e ha molta influenza sui sentimenti e sulle azioni. Perciò, il punto è: “Presbitero (anziano), il tempo ha usurato le tue facoltà di percezione da non distinguere bene tutto ciò che ti è vicino?” “Guardi così lontano da non vedere le cose vicine?” “Hai bisogno di strumenti ottici che siano in grado di correggere la tua vista spirituale?” “L’inattivo lo vedi lontano o vicino?”

 

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