«Ti vomiterò» disse il testimone alla congregazione

C’è la tendenza a giudicare spiritualmente morti «i fratelli fermi nelle attività». Tu che invece ti reputi «attivo» sei spiritualmente vivo?

Cambiare atteggiamento non è solo un atto della propria volontà, la conversione è un dono di Dio. La salvezza non dipende dai cambiamenti nella propria vita, ma dal sacrificio di Gesù. Un forte avvertimento a cambiare atteggiamento, riferito ai cristiani «tiepidi», è descritto in Rivelazione 3:14-18

“All’angelo della congregazione di Laodicèa scrivi: ‘Questo è ciò che dice l’Amen, il testimone fedele e verace, il principio della creazione di Dio: “Conosco le tue opere, e so che non sei né freddo né caldo. Magari tu fossi freddo o caldo! Così, dato che sei tiepido e non sei né caldo né freddo, ti vomiterò dalla mia bocca. Visto che dici: ‘Sono ricco, mi sono arricchito e non ho bisogno di nulla’, ma non sai di essere miserabile, infelice, povero, cieco e nudo, ti consiglio di comprare da me oro raffinato nel fuoco per diventare ricco, vesti bianche per coprirti e non mostrare la vergogna della tua nudità, e collirio da mettere nei tuoi occhi per vederci”.

Si tratta di una spiritualità di comodo: né troppo né poco. E’ l’atteggiamento di chi svolge le sue attività teocratiche e si sente «a posto» con la coscienza. Cristo risorto non risparmia parole «a questi cristiani comodi», «le dice tutte in faccia». «Sto per vomitarti» è un’espressione, molto forte. Quei cristiani furono ripresi perché erano tiepidi, come l’acqua che veniva portata in città dall’acquedotto. Cristo giudica la mediocrità di quella congregazione come la peggiore delle scelte, degna solo del vomito. Cristo prova nausea per quei discorsi che sente fare dai laodicesi. Troppo autosufficienti, troppo incenso sulle loro attività.

Cristo impietosamente li tratteggia come miserabili, infelici, poveri, ciechi e nudi. Roba da sprofondare. Vengono paragonati a dei pezzenti, che consiglia di rivolgersi a lui per comprare oro e vesti bianche per coprire la vergogna della loro nudità. Erano anche ciechi in senso spirituale, bisognosi di quel collirio che renda gli occhi buoni e sani. Insomma, erano conciati proprio male. Immaginate un sorvegliante in visita che dice queste parole a un intero corpo degli anziani prima e alla congregazione dopo. L’avvertimento è dunque per quanti «vivono delle apparenze». «Ti credi vivo, ma sei morto».

Eppure, nonostante il messaggio sia completamente negativo, da voltastomaco, Gesù ama la congregazione di Laodicea: «Quelli che io amo li sottopongo a rimproveri e correzioni». Torna fervente e «ti concederò di sedere sul trono con me». Per farla breve: «passa dal tepore al fervore». Perciò prima di giudicare spiritualmente morti i fratelli fermi nelle loro attività di un tempo, pensa alle tue di attività, se saranno giudicate con la corona della vita o con il vomito. Ai fratelli «inattivi» lascia che ci pensi Gesù a giudicarli, che ha l’occhio più «lungo e più sano» del tuo.

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