UNA SOCIETA’ BASATA SULL’IDIOCRAZIA

Secondo uno studio svizzero la troppa intelligenza è un ostacolo sia per una leadership efficace sia per un avanzamento in carriera.

Evidentemente un’intelligenza fin troppo superiore alla media può entrare in conflitto con le capacità di comando. Secondo la ricerca, questo succede, non perché questi uomini utilizzassero tecniche direttive errate, ma piuttosto per l’incapacità di usare tecniche veramente efficaci. Le cause? I ricercatori svizzeri non sanno spiegarlo, possono solo fare ipotesi. Forse le persone più brillanti non sono capaci di semplificare i compiti o non sono in grado di capire le difficoltà degli altri. Forse c’è troppa differenza tra l’intelligenza del leader e quella dei suoi sottoposti.

Fonte: Dailymail

In base ai punteggi dei test sul quoziente di intelligenza (QI), tutto ebbe inizio a partire dagli anni ’70. Da allora stiamo diventando meno intelligenti di un tempo. Sembra un paradosso, considerando il progresso tecnologico nella sfera delle attività umane. Oltre ai fattori ambientali, potrebbero essere responsabili anche i cambiamenti nello stile di vita e nei sistemi educativi, insieme alla tendenza dei bambini di oggi a preferire i videogiochi ai libri.

Sotto accusa c’è quindi il declino della lettura, un sistema scolastico di scarsa qualità e i programmi televisivi sempre più diseducativi, fattori che hanno contribuito a un crollo verticale della qualità degli studenti.

Anche i processi educativi collegati a un certo benessere economico sono sotto accusa. Uno studente di oggi sarebbe ridicolizzato da uno studente degli anni ’60. Anche gran parte degli insegnanti odierni. Sommersi da una quantità infinita di informazioni on line, abbiamo perso la capacità di approfondimento e di analisi. Oggi basta un copia e incolla per trasformare in pochi minuti un lavoro complesso che ha richiesto anni di studio.

L’amara constatazione è che la tecnologia ci ha resi più informati, ma anche meno intelligenti. Non è più indispensabile l’intelligenza per sopravvivere.

Intelletto fragile. La nostra “fragilità” mentale dipenderebbe anche dal fatto che, rispetto a molti secoli fa, il nostro cervello deve immagazzinare molte più conoscenze: dobbiamo saper leggere, scrivere, usare il computer, il tablet, il telefonino, guidare un’automobile, destreggiarci in mezzo a una burocrazia sempre più fiscale.

Per un tdG le attività teocratiche implicano, specie per chi ha incarichi nelle congregazioni, preparazione delle adunanze, delle visite pastorali, delle assemblee, delle adunanze tra anziani, della visita del sorvegliante, della predicazione, degli studi biblici, della lettura e dello studio delle riviste e delle circolari, dei comitati giudiziari, dei comitati di ricerca, del tablet, del sito JW.org, ecc.

Questo coinvolge l’attività di un numero di neuroni molto più alto di quanto non richiedessero le occupazioni umane del passato. Non riusciamo a stare al passo sempre più veloce e innovativo della tecnologia. Ma veramente l’uomo contemporaneo è diventato così stupido? Che dire invece dell’intelligenza di una volta nelle congregazioni rispetto a quella attuale? Eravamo più intelligenti allora o siamo diventati più stupidi oggi?

Se pensiamo a Pietro e Giovanni, definiti “uomini illetterati e comuni” dai capi religiosi “colti” del I secolo, una riflessione dobbiamo pur farla. Secondo quei personaggi altezzosi, i due apostoli, non avevano il diritto di insegnare nel tempio.

Non avevano studiato nelle rinomate scuole religiose. Gli apostoli erano uomini modesti. Essi non si attribuirono il merito dei miracoli compiuti (Atti 3:12); erano consapevoli che ciò era dovuto al potere di Dio.

L’apostolo Paolo, invece, era un uomo molto istruito, eppure considerò l’istruzione cristiana superiore a ogni cosa. Luca era un medico e fu impiegato per scrivere il vangelo che porta il suo nome e il libro degli Atti. La congregazione del I secolo era senza dubbio ben omogenea, con personalità differenti e provenienti da ogni dove, con usanze diverse e modi di vivere tra i più svariati.

Nei loro scritti seppero trattare ogni problema. Ciò che li univa era la Parola di Dio. Non tutti erano troppo intelligenti per comprendere gli scritti sacri, ma grazie ai loro sforzi sinceri compresero quanto bastava per vivere in maniera degna della verità. Era più facile a quei tempi mettere in pratica le norme cristiane rispetto a oggi?

Possiamo dire che oggi, i nominati sono così tanto intelligenti, da non potere essere dei leader nella congregazione? O piuttosto avviene il contrario, cioè sono pochi i nominati intelligenti? E forse quei pochi intelligenti, come riportato nell’articolo di Repubblica non sono un granché per essere dei veri leader? I nominati, o i tdG in generale, sono più preparati rispetto ai primi cristiani o rispetto alle generazioni che vanno dagli anni ’60 agli anni ‘80?

Una risposta attendibile sulle differenze possono darla coloro che sono stati tdG in quegli anni. Una cosa è certa, i tempi sono cambiati notevolmente e in alcuni casi è difficile fare comparazioni.

Mentre il progresso scientifico e tecnologico continua a svilupparsi, l’intelligenza si sta estinguendo. E questo interessa a pochi. A molti, invece, piace concentrarsi sulle sciocchezze, alimentando l’espandersi della svilente idiocrazia.

Da tempo, noi di inattivopuntoinfo evidenziamo le incongruenze teocratiche nelle congregazioni e in certe direttive riguardo all’istruzione e alla guida pastorale di certi nominati. Non è nostro obiettivo svalutare gli uomini guida delle congregazioni, ma non siamo così convinti che coloro che hanno responsabilità direttive siano migliori rispetto a quelli del passato. Chi ha vissuto la verità in quegli anni avrà visto oggi un maggiore benessere economico tra i fratelli, ma una volta si studiava veramente la Parola di Dio.

Ogni nostra pubblicazione era sottolineata in mille colori, con appunti scritti in ogni angolo della pagina. Si commentava non solo di più a parole nostre, ma venivano fatti commenti col cuore, con tutti i sentimenti. Le risposte prestampate, servivano solo a dare inizio alla discussione e alla qualità dei commenti.

Il cuore batteva forte quando si saliva sul podio per fare la preghiera o per pronunciare un discorso alla Scuola di Ministero Teocratico. Anche le presentazioni per il ministero di campo erano pratiche e realistiche. Anche se l’emozione era tanta si commentava alla grande. C’era più genuinità, meno tecnicismo e più naturalezza. Non eravamo molto istruiti, ma tanti di quei fratelli e sorelle con la quinta elementare o con la licenza media, manifestavano ospitalità, generosità, sprizzavano di gioia nello stare insieme, ci edificavamo l’uno con l’altro con tanta naturalezza.

A quei tempi si che l’amore era evidente. Ci si interessava dello stato di salute e ci si aiutava fin che si poteva. Non c’era bisogno di annunci o di programmi prestabiliti su carta stampata. Si stava insieme perché lo sentivamo dentro. Una volta c’erano le vere famiglie con tre o quattro figli, oggi ci sono coniugi separati, ragazzini sposi e impreparati ad affrontare i problemi coniugali.

In apparenza, oggi, molti proclamatori sembrano più in gamba rispetto al passato. Sembrano, perché secondo noi, c’è un tasso di analfabetismo sia biblico sia secolare da far paura. Un proclamatore degli anni ’80, per quanto riguarda la conoscenza biblica e l’applicazione dei principi cristiani nella vita, farebbe arrossire un proclamatore di oggi. Abbiamo una intelligenza tecnologica, ma una ignoranza spaventosa della Bibbia e dell’applicazione dell’insegnamento biblico nella nostra vita.

Tuttavia in questo mondo travagliato ci sono degli sviluppi positivi che ci riguardano. “La vera conoscenza diverrà abbondante” durante il tempo della fine, prediceva il libro biblico di Daniele. (Daniele 12:4) Oggi c’è un maggiore intendimento della Bibbia. Abbiamo un sito ufficiale on line, video broadcasting, JW language, library, una biblioteca on line, una marea di pubblicazioni digitali, news per i giornalisti, notizie legali, ecc.

Molti hanno compreso meglio preziose verità riguardanti il nome e il proposito di Dio, il sacrificio di riscatto di Gesù Cristo, la condizione dei morti e la risurrezione. Hanno anche un più chiaro intendimento del ruolo del Regno di Dio e del modo in cui sistemerà le cose sulla terra. Tutto vero. Ci chiediamo, comunque, come viene utilizzata questa conoscenza tecnologica.

Anche oggi la società contemporanea ha una migliore conoscenza della vita rispetto al passato. Possiamo dire che oltre al benessere economico, la qualità delle persone è migliore rispetto a prima? Come detto all’inizio siamo sommersi da una quantità infinita di informazioni, ma abbiamo perso la capacità di approfondimento e di analisi.

A cosa serve tutta questa conoscenza se non siamo capaci di amare nelle piccole cose quotidiane, se non siamo in grado di fare una sintesi pratica e logica di quanto impariamo.

Molti nominati sono stati abituati a non usare più le loro capacità intellettive per quanto riguarda lo studio della Bibbia, delle adunanze, delle assemblee. Tutto è prestampato, ogni cosa viene scritta da altri e tutti si devono adeguare a ripetere quanto leggono. Ci hanno tolto pure le esperienze dal vivo. Oltre un approfondimento superficiale non si va.

Viviamo un insegnamento robotizzato, basato su un click e su dei link. Non sappiamo più cosa sia un evidenziatore, una matita, una penna, un notes. Facciamo fatica persino a mettere nella nostra borsa la Bibbia cartacea o le altre pubblicazioni stampate. Siamo tutti monitorizzati e schermati.

Dove sono finiti i pionieri che conducevano otto studi biblici al mese? Dove sono finite quelle famiglie numerose che studiavano insieme e quando arrivavano in Sala occupavano una fila di posti? Dove sono quei proclamatori che predicavano realmente invece di passeggiare come fanno oggi la maggior parte dei tdG? C’è ancora quell’entusiasmo e quella gioia che si provava quando si tornava a casa felici per aver fatto una visita ulteriore eccellente, lasciato una marea di riviste, trovato uno studio biblico?

Proclamatori inattivi? Qualcuno, sporadico e chiunque aveva quel territorio andava a casa a salutarlo. Che tempi quei tempi, ma questa è tutta un’altra storia, secondo noi meno tecnologica, ma semplice, bella, appassionata, coinvolgente e irripetibile.

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Commenti (2)

  • Peggy

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    Buonasera a tutti Voi.
    Ho letto con entusiasmo e tutto d’un fiato quest’articolo. Ho rivissuto insieme alla mamma le emozioni da Voi descritte così schiettamente. E anche se quei tempi sono irripetibili meritano la nostra più vivida considerazione. Riguardo all’argomento della robotizizzazione , se mi consentite, desidero inserire un pensiero, che trovo molto calzante, di James Hillman: Gli dei non sono scomparsi, benché noi abbiamo creduto di essercene disfatti. Per esempio, “Ermes-Mercurio oggi è dovunque. Vola per l’etere, viaggia, telefona, è nei mercati, e gioca in borsa, va in banca, commercia, vende, acquista e naviga in Rete. Seduto davanti al computer, te ne puoi stare nudo, mangiare pizza tutto il giorno, non lavarti mai, non spazzare per terra, non incontrare mai nessuno, e tutto questo continuando a esser connesso via Internet. Questa è Intossicazione Ermetica”. Che ne dite? Nulla da eccepire, vero?
    Grazie mille per quello che fate e a presto!

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    • inattivopuntoinfo

      |

      Nulla da eccepire.

      Reply

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