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L’incapacità di pochi è la causa della sofferenza di molti ed è pericoloso imprigionare la Bibbia per modificarla in regole umane.

I titoli riportati sopra non sono altro che l’essenza di due articoli pubblicati dal Giornale domenica 4 e dal Corriere della Sera lunedì 5 ottobre.

Il primo, scritto dal sociologo Francesco Alberoni, vuole evidenziare come spesso uomini mediocri sono scambiati per statisti. Secondo Alberoni, le gravi catastrofi succedono per una serie di combinazioni banali, di errori grossolani, invidia, ignoranza e rancori. Spesso, decisioni importanti, che hanno deciso le sorti dell’umanità, sono state prese da uomini mediocri. Uomini imperfetti, che hanno avuto difetti e debolezze simili a quelle di tanti altri. Un uomo sbagliato nel posto giusto è di solito causa di grande dolore e sofferenza per molti.

Il secondo articolo, è un’intervista al cardinale Edoardo Menichelli ed è una riflessione sulla tentazione, che hanno i vescovi di ridurre la Parola di Dio a una serie di norme a misura d’uomo. E’ pericoloso, secondo Menichelli, incatenare le Sacre Scritture e ridurre l’opera pastorale a categorie giuridiche, poiché si priva il cristiano della misericordia divina.

Menichelli ha conosciuto “l’odore delle pecore” e la loro “cocciutaggine”, perché il pastore lo ha fatto letteralmente da piccolo. Egli consiglia di stare vicino “alla carne” delle persone, nel senso di comune vicinanza ai reali problemi durante i periodi difficili dei fedeli. Inoltre, afferma che questo è uno dei punti cardini del servizio pastorale e che solo in questo modo la verità può essere donata e la misericordia dispensata, anche se non sempre è facile, perché c’è una “sorta di disturbo culturale per il quale la verità imprigiona e la misericordia è condonismo e indulgenza”.

Parole sociologicamente “sante”, perché toccano da vicino anche “i vescovi” delle comunità dei testimoni di Geova, che con le loro decisioni sballate hanno causato danni irreparabili nelle congregazioni. Molti fratelli sono scomparsi letteralmente dal popolo di Dio, per colpa di questi “vescovi”, che quando sentono l’odore delle pecore si tappano il naso e chiudono il cervello.

C’è in loro una sorta di disturbo mentale che li spinge a formulare regole che imprigionano non solo la Parola di Dio ma anche la vita di molte pecore. Uomini che confondono la misericordia con il condono e la verità con il potere. Pastori che hanno addosso il fiato caldo dello zolfo di Satana, sacerdoti saturi d’incenso acre e fumoso.

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