Vantarsi del nulla

I vanagloriosi sono coloro che dicono ma non hanno.

Il vanaglorioso è colui che si vanta del vuoto che ha dentro di sé. Eccelle in vanità e si vede con l’aureola che splende di luce divina sopra la sua testa.

La vanagloria è uno dei pericoli più insidiosi dei devoti religiosi. Senza che se ne accorga, il religioso cerca di apparire più devoto di altri e piano piano comincia a maturare l’idea che lui è superiore a tutti (Luca 18:9-14).

Salomone, riferendosi a quanto non ha attinenza con la volontà di Dio, disse che “tutto è vanità”, cioè “vapore”, fumo che si disperde nell’aria (Ecclesiaste 1:2, 3). Non tutte le cose sono vanagloriose, ci sono esperienze vissute con passione, speranza, genuinità, cose di cui andare fieri se fatte con modestia di cuore.

Di sbagliato c’è il compiacersi del nulla, di cercare ad ogni costo la gloria delle proprie azioni, ambire a lodi immeritate. Rivalità e vanagloria possono distruggere le congregazioni, causando conflitti e seminando divisioni. Dalla naturale soddisfazione per degli obiettivi raggiunti è facile passare alla convinzione di possedere delle capacità straordinarie.

A proposito di vanagloria, Trilussa, poeta satirico romano, scrisse:

La Lumachella della Vanagloria / ch’era strisciata sopra un obbelisco / guardò la bava e disse: Già capisco / che lascerò un’impronta ne la Storia.

La Lumachella della Vanagloria si riferisce a tutti quelli che, per una strana coincidenza della vita, si trovano simbolicamente a rappresentarsi come un obelisco, che era un monumento lungo e sottile, dalla punta dorata che rifletteva i raggi del sole. Attorno ai lati vi sono incise delle iscrizioni riferite ai sovrani e alle divinità.

La lumaca in questione è la persona che occupa una posizione di rilievo, di una certa visibilità e che si sbava, smania per qualcosa di cui non ha merito, dalla cui bocca viene fuori bava invece di parole sagge e modeste. Inoltre, si compiace della sua bava e si convince che le sue parole lasceranno un segno indelebile nella storia. In sua memoria, le parole pronunciate saranno ricordate – secondo lui – con l’incisione su un monumento.

La vanagloria è una caratteristica degli “ultimi giorni” di questo sistema. La parola greca usata in 2 Timoteo 3:1, 2 (gradasso o millantatore) significa “colui che presume di sé più del giusto” o “colui che promette cose che non è in grado di fare”. Ecco perché alcune Bibbie usano il termine “vanagloriosi”.

I vanagloriosi sono dappertutto: nelle religioni, in politica, tra gli amici, nel lavoro e soprattutto in Rete, dove sbavano a gogo e abbondano in quantità.

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