Quando vengono meno le ragioni della nostra fede

Una delle cause per cui un Testimone di Geova potrebbe diventare inattivo è quando mette in discussione le ragioni del suo credere

Non vogliamo dire che un tdG diventa pazzo quando vengono meno le ragioni della sua fede. Né vogliamo asserire che i seguaci di Nietzsche sono pazzi o i credenti che si indeboliscono nella fede perdono il lume della ragione. Vogliamo soltanto dire che è saggio prestare attenzione a quanto dicono coloro che non hanno più ragione di credere in Dio e nel suo popolo e che hanno un’influenza notevole nel modo di pensare su argomenti così complessi.

Il credente deve sempre conoscere le ragioni del suo credo e saperne spiegare con ragionevolezza e rispetto le varie questioni in esse implicate. E’ bene interrogarsi in merito, perché dobbiamo “essere sempre pronti a fare una difesa davanti a chiunque vi chieda ragione della vostra speranza”. (1 Pt 3:15)  Bombardati da messaggi opposti e spesso ambigui, oggi, credere è diventato un’impresa improba.

Per trovare il senso della vita bisogna misurarsi con le cose spirituali. Alcuni diventano inattivi perché perdono di vista i valori e le cose spirituali lasciando che le imperfezioni abbiano il sopravvento. La fede va oltre gli aspetti umani, ma per esserne convinti si devono avere ben radicate le ragioni della propria fede.

Concentrandoci troppo sull’uomo si può perdere di vista Dio. E’ giusto avere sani dubbi, ma se questi diventano cattivi, c’è il rischio di rovinarci le ragioni del nostro credere.

Quando arriva un ferito al pronto soccorso, il medico non sta lì a fargli domande su come e perché ha sbagliato, ma si preoccupa urgentemente di sanare le ferite, in primis quelle più gravi. Inoltre, sono i dubbi da prendere a pugni e non chi ce li ha.

E’ saggio fare un onesto esame dei fatti per stabilire qual è la verità. Ma, noi la verità l’avevamo cercata in passato e accettata come tale. L’abbiamo vissuta con le nostre azioni e i nostri pensieri. Non abbiamo permesso che sorgessero in noi dubbi infondati, che avrebbero potuto distruggere convinzioni e relazioni solide.

I dubbi ci rendono indecisi. E’ facile divenire preda di ogni sorta di “verità” che va contro le ragioni del nostro credere in Geova. Bisogna anche ammettere che la troppa convinzione di chi vuole aiutare un inattivo con argomenti presuntuosi ottiene l’effetto contrario. E’ fastidioso parlare con chi parte dal presupposto di essere nella verità e di volere ragione a ogni costo. Si argomenta per edificare e non per dimostrare che uno ha ragione e l’altro torto. Se uno ha sbagliato prima o poi lo capirà da solo. Ma quando sarà il momento giusto.

Quando abbiamo conosciuto i tdG è ovvio che non abbiamo creduto ciecamente a tutto quello che abbiamo udito. Come i bereani abbiamo esaminato “attentamente le Scritture ogni giorno per vedere se queste cose stavano così”. Abbiamo ‘provato a noi stessi la buona e accettevole e perfetta volontà di Dio’ e ci siamo accertati che quello che avevamo udito fosse vero. Ci siamo dedicati a Geova proprio per queste ragioni. Se oggi, esse, sono venute meno, non è detto che la scelta migliore sia l’inattività.

Noi di inattivopuntoinfo sentiamo il dovere morale di scrivere certi fatti. Non abbiamo acqua da portare al nostro mulino. Non ci interessa costruire mulini e men che meno venderli. Ma, se vediamo che c’é un difetto a una pala del mulino, incoraggiamo i responsabili delle congregazioni ad aprire la scatola degli attrezzi e li sproniamo a mettersi al lavoro (se ne hanno voglia e se gli attrezzi li sanno usare bene). Aggiustare qualcosa che gira male in congregazione non è nostro compito. Di una cosa siamo certi: il progresso dei fratelli si misura anche dalle capacità di individuare strade nuove e ben vengano gli slanci coraggiosi.

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Non sempre chi è debole appare debole. In congregazione si può dare l’impressione di star bene spiritualmente, di aiutare perfino gli altri fratelli, ma fino a quando? Anche se gli altri non lo sanno, voi lo sapete, perché voi vi conoscete meglio di chiunque altro. Si può sbagliare nella vita, ma non tutto è perduto così come sembra, anche quando si sceglie l’inattività.

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Sul dubbio:

La virtù del dubbio contro i presuntuosi della verità

 

 

Sugli errori:

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Sulle cadute:

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