VIGILA SU TE STESSO

Bada per primo tu anziano a non perderti mentre metti in guardia il gregge sul pericolo della perdizione.

 Non fare come quei sarti che confezionano vestiti per gli altri, mentre tu vai in giro vestito di stracci. Dio non salva un uomo solo per il fatto di essere un buon insegnante e un predicatore capace. Bada di essere libero di parola quando insegni ad altri la Parola di Dio. Non dire di amare il prossimo se per primo tu non lo fai. Essere un falso credente è penoso, ma lo è ancor di più essere un falso pastore.

Se non dai l’esempio, stai moltiplicando i tuoi errori. La Bibbia stessa quando la leggi ti condanna. Se esorti senza mettere in pratica, qualsiasi cosa dici è una vergogna per la tua e altrui coscienza. Che vita miserabile è quella in cui un pastore che insegna e predica ciò che per primo lui non fa correttamente nella sua vita. Un uomo del genere è tra i più infelici di questa terra. (Riv 3:17)

Che ipocrisia rimproverare i fratelli per i loro errori, quando tu stesso non sei uno stinco di santo. Che disgrazia rimanere affamato mentre offri, con le tue mani, l’abbondante cibo spirituale alla congregazione. Giuda non ti insegna nulla? Ti sei dimenticato che all’inizio era stato scelto come apostolo di Cristo e si era seduto al suo fianco? E poi, come si comportò?

Se manifesti lo stesso atteggiamento di Giuda sei simile a colui che è descritto nel Salmo 50:16,17 “Che diritto hai di enumerare i miei regolamenti e di portare il mio patto nella bocca? Ebbene, tu, tu hai odiato la disciplina e continui a gettarti le mie parole dietro di te”. Che disgrazia per la congregazione avere oratori non credenti: adorano un Dio che non conoscono, predicano un Cristo che non conoscono e pregano di ricevere uno Spirito che non conoscono.

Come possono credere in ciò che non conoscono? Se non hanno il cuore di Cristo, non hanno né parte e né arte nella sua congregazione. Conoscere i fratelli come cristiani è cosa assai diversa dal chiamarli fratelli per nome dal podio. Come puoi chiamare “fratello” chi a malapena saluti in Sala del Regno? Se conosci a stento un fratello come puoi pretendere di insegnare la conoscenza di Dio?

Quando Adamo fu creato non conosceva nulla di se stesso e la prima cosa che ha fatto è stata quella di conoscere se stesso e poi la creazione. Se prima non conosci te stesso come puoi affermare di conoscere “l’aspetto del gregge” che Dio ti ha affidato? (Prov. 27:23). Conoscerti significa anche vederti come ti vedono gli altri in congregazione. Quanti fratelli se potessero parlare di te liberamente…

Sei anche tu indaffarato dietro progetti teocratici da dimenticarti che l’unico vero progetto che interessa a Geova è la sua pecora? Quando c’è confusione su cosa cercare per primo nella propria vita, diventa tutto confuso e ogni attività è nebulosa. Se ti dimentichi di nutrire te stesso della Parola di Dio, farai altrettanto con le pecore che ti sono state assegnate: prima o poi le farai morire di fame e di sete delle parole di Geova.

Bada bene ai tuoi pensieri e ai tuoi ragionamenti affinché non si insinui la vanagloria. La vanità e l’errore si insinuano in modo astuto e spesso con buone pretese. L’apostasia comincia quasi sempre in sordina.

Se vuoi infiammare il cuore dell’uditorio devi essere per primo tu un fervente oratore. Leggi Scritture che rafforzano ed edificano la fede dei fratelli nonché la tua? Com’è possibile desiderare avere successo nella teocrazia e allo stesso tempo mancare di aiutare i fratelli che si trovano nel bisogno? Il vero pastore è quello che studia molto la Bibbia, crede in ciò che insegna e lo mette in pratica. (Giac 1:25)

Credi che i fratelli non se ne accorgano quando predichi bene e razzoli male? Non aspettarti benedizioni dal cielo se sulla terra semini con mano pigra. Piuttosto abbonda in opere di benevolenza. Visita i fratelli che soffrono, informati sui loro bisogni e mostra compassione.

Sono tanti e gravi i casi di coscienza che devi affrontare ogni giorno in congregazione. E tutto ciò come può essere fronteggiato da pastori inesperti e inadeguati? Quante volte devi ragionare con bambini che non capiscono e con adulti disinteressati alle cose spirituali, che a volte ti scaricano addosso tutte le loro frustrazioni. Purtroppo devi combattere anche con gente priva di buon senso e che non ti ascolta.

A volte, come Paolo, ti chiedi: “Chi è adeguatamente qualificato per queste cose?” (2 Cor 2:16) La responsabilità di pastore non è un peso per bambini ma per uomini fatti. Pensa a quali capacità ci vogliono per difendere la verità dai detrattori e per combattere i cavillosi che per natura contraddicono sempre ogni cosa.

Ma anche quali capacità servono per insegnare la Bibbia a persone umili, modeste e pieni di problemi. La nostra abilità dipende unicamente dallo Spirito Santo che Dio fornisce gratuitamente e in abbondanza a tutti coloro che lo cercano per fare la sua volontà in modo completo, sincero e onesto

L’opera del pastore – Fine seconda parte

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