Visita a una cara sorella, inattiva come me

ilregnoSto leggendo la storia di Emmanuel Carrère, noto scrittore francese. Carrère è stato per tre anni un fervente cristiano. Oggi, lo scrittore non solo è un inattivo ma non crede più in ciò che ha fatto in quegli anni.

Or mentre il popolo era in aspettazione e tutti ragionavano in cuor loro di Giovanni: «Che sia lui il Cristo?» – Luca 3:15

Dal suo ultimo libro, il Regno, sto leggendo la storia di Emmanuel Carrère, noto intellettuale e scrittore francese. Carrère è stato per tre anni un fervente cattolico. A distanza di venti anni, di quest’attività rimangono soltanto una ventina di quaderni, dove l’autore commentava i versetti del vangelo di Giovanni. Oggi, lo scrittore non solo è un inattivo, ma non crede più in ciò che ha fatto in quei tre anni. Su il Foglio del 26 febbraio c’è un’illuminante recensione di Marina Valensise sull’autore e il suo libro, che vale il tempo speso per leggerla. Miracolo per miscredenti, Il Foglio

Mi sembra un’ottima idea quella di commentare ogni giorno, in un quaderno, un passo dei vangeli. Decido di farlo anch’io badando bene a non trasformare i miei commenti in un diario condizionato dalla mia vita spirituale passata e da quella psicologica di adesso. Ho imparato in tutti questi anni, che Dio ci chiede quello che meno vogliamo fare nella nostra vita. Scelgo il vangelo di Luca, medico sensibile e raffinato, ricercatore accurato, gentile nei modi e misericordioso nella sua esposizione; mai superficiale o banale nel racconto, molto descrittivo nei particolari. La lettura della Bibbia sembra sempre uguale; in realtà ogni volta è diversa. Scelgo a caso Luca 3:15.

E’ una bellissima giornata di fine inverno. Decido di fare una visita a una sorella anziana, molto malata. Da alcuni anni non frequenta le adunanze. Il suo fisico non regge più. Non può predicare. E’ diventata inattiva nonostante i suoi trascorsi cinquant’anni di verità. Suo marito ben voluto da tutti, è morto alcuni anni fa. Pur non essendo lucida e autosufficiente come un tempo mantiene ancora fermo il suo spirito generoso e ospitale. Le voglio bene, non si è mai dimenticata di me. La sua casa era il rifugio di molti testimoni di Geova. Molti trovavano ospitalità genuina. Oggi la sua casa è deserta. Nessuno va a trovarla. I pastori si sono dimenticati di lei. Alcune sorelle sono andate a trovarla qualche volta, ma le loro conversazioni erano più pettegolezzi che incoraggiamento. Due pionieri speciali, si facevano vedere all’ora di pranzo, più per farsi invitare che per interesse genuino. Dopo alcune volte ha detto basta a questi opportunisti. Al termine della visita pronuncio la preghiera. Sì, lo so, sono il meno indicato per farlo. Un inattivo che prega per un’inattiva fa specie. Sono anni che da ex anziano non prego più per i fratelli come facevo spesso durante le visite pastorali. L’ho fatto comunque: sentivo il bisogno di pregare con lei. Mi basta questo. Spero che Geova mostri misericordia e non ostruisca l’accesso della preghiera con una nube.

Luca inserisce la vicenda di Giovanni il Battezzatore in un preciso contesto storico. L’ambiente è il fiume Giordano. Le parole del Battista sono «la voce di chi grida nel deserto», forti e incisive. Risveglia negli ebrei l’attesa del messia e prepara la via alla sua venuta, predicando il battesimo come simbolo di pentimento. Il popolo era in «aspettazione» e ragiona in cuor suo se in realtà il Cristo non sia Giovanni, l’ultimo nei cieli, il più grande sulla terra. Mi piace quest’atteggiamento in «aspettazione» del popolo. Scrivo sul quaderno il mio primo commento sul significato di questa parola.

giovanni-battistaL’aspettazione di una persona importante, di cui non si conosce chi è, né l’ora del suo arrivo, né il luogo preciso, genera una giusta e comprensibile ansia. Mentre l’anima del popolo «si manteneva in silenziosa attesa» (Salmo 62:1), lo spirito coraggioso e incontenibile di Giovanni penetrava in essa in modo incisivo e faceva breccia nel profondo del cuore. Quest’attesa non genera paura ma allegrezza (Proverbi 10:28), mentre «quella differita fa ammalare il cuore e la cosa desiderata è un albero di vita quando realmente viene» – Proverbi 13:12. L’attesa è collegata con la fede e quindi con le cose sperate, ed è «l’evidente dimostrazione di realtà non vedute» – Ebrei 11:1. Giovanni il Battezzatore era consapevole della forza di quest’attesa nel cuore e aprì al popolo la strada del Messia su ciò che era necessario fare allora: aiutare il popolo ad avere il cuore sgombro da false attese, pentirsi e ricevere il perdono dei peccati. Un’aspettazione sbagliata nel mio cuore è uno dei motivi della mia inattività? E’ questo ciò che ho imparato dalla visita che ho fatto alla sorella? Coincidenza tra la visita alla sorella e la scrittura di Luca cercata per caso? Mi piace questo primo commento al Vangelo di Luca. Non male le domande introspettive su cui dovrò rifletterci a lungo. Mentre ripenso allo scarso interesse per gli inattivi, metto da parte il quaderno degli appunti, prendo in mano il libro, il Regno, e mi immergo nuovamente nella lettura.

Tags: , , , , ,

Trackback dal tuo sito.

Lascia un commento

inattivo.info

Inattivo.info è un sito aperto nel 2014 ed è rivolto ai testimoni di Geova non più attivi come un tempo e ai responsabili delle congregazioni.

Built by TANOMA