Vittima o vittimismo?

vittimismo2I condizionamenti negativi che continuano a plasmare il nostro carattere possiamo mutarli in pensieri positivi e farne il nostro punto di forza.

Il vittimista è chi ha l’inclinazione a considerarsi perseguitato e osteggiato da persone e circostanze e a lamentarsene in continuazione (ma a volte a compiacersene). In diritto la vittima del reato è la persona offesa. Si riferisce anche a chi soccombe all’altrui inganno, subendone una sopraffazione. Può riferirsi anche a chi si danneggia da sé (vittima di se stesso).

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FAI LA VITTIMA O SEI VITTIMA?

Sentirsi in modo costante bersaglio di ingiustizie è un alibi che altera la personalità. A volte basta toccare un “nervo scoperto”, fare una battuta ironica, sentire una frase in un discorso o un’applicazione, vedere il lato negativo di un’osservazione, di un consiglio, interpretare male un messaggio o un post, per sentirsi feriti, traditi, colpevoli. A volte può trattarsi di un malinteso. In genere il vittimista esprime un modo immaturo di vivere le relazioni e di affrontare la realtà cristiana.

Soprattutto, quando tra compagni di fede non si riesce a sostenere un confronto alla pari.  In alcune situazioni, dobbiamo riconoscere che ci sono fratelli più capaci e qualificati di noi e con modestia dobbiamo non pensare di noi “più di quanto sia necessario pensare, in modo da avere una mente sana, ciascuno secondo la misura di fede che Dio gli ha distribuito”. (Romani 12:3) Inoltre, “lo schiavo del Signore non ha bisogno di contendere”. (2Timoteo 2:24)

Chi si proclama vittima del sistema teocratico, ha la tendenza a vagare nella Rete o tra i fratelli di congregazione in congregazione, alla ricerca d’indulgenza, ascolto, affetto e protezione, fino a quando non troverà un orecchio che l’ascolti e una lingua che approvi il suo vittimismo. Il vittimista soffre di egolatria.  Ci sono casi in cui tende a far sentire gli altri in colpa, arrivando al punto di tiranneggiarli. E’ pesante vivere una relazione di fede con tali individui.

Pur se difficile, chi vuole cambiare un atteggiamento così sedimentato nella sua mente, può farcela. Prima di tutto occorre stanare negli angoli più nascosti della propria mente tutti quei pensieri ostacolanti, compresi i sentimenti e le emozioni negative. Non ricicciarli come la frutta secca a Natale. Occorre guardare il futuro con occhi diversi, prendere in mano la propria vita e trovare la forza per rischiare.

Se non elimini il problema, il problema elimina te. Prima di conoscere la verità indossavamo un abito che rispecchiava la personalità del mondo. Poi l’abbiamo cambiato e messo quello nuovo, cioè l’abito cristiano. Può darsi che con gli anni si sia consumato ed è arrivato il momento di cambiarlo e usarne uno nuovo, adeguato ai tempi e alle nuove circostanze. (Efesini 4:22-24)

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Se sei vittima, non allontanarti da Geova e non reagire a chi vuole farti stare male. Mantieni il tuo spirito sereno. Non rimuginare vendetta verso chi ti ha fatto un torto. Non serve a niente se non a farti stare male. Evita le situazioni e le persone che vogliono farti del male. Mantieni la sicurezza di te stesso e delle tue convinzioni. Puoi abbattere il mostro senza violenza.

Non chiuderti a riccio e trova in congregazione nuove relazioni. Non tutti i fratelli o gli anziani sono “carnefici”.  Esistono compagni d’opera che “sono disposti a spezzarsi l’un l’altro, e un amico che si tiene stretto più di un fratello” (Prov.18:24)

I DRAMMI SERVONO A FARCI CRESCERE

Le esperienze negative segnano per sempre la nostra vita, ma anche quelle positive. I condizionamenti negativi che continuano a plasmare il nostro carattere possiamo mutarli in pensieri positivi e farne il nostro punto di forza. Invece di commiserarci e di metterci al centro universale del vittimismo e del dolore, ricordiamoci che le “stesse cose in quanto alle sofferenze si compiono nell’intera associazione dei vostri fratelli che sono nel mondo”. (1 Pietro 5:9) Fa parte della vita cristiana soffrire, altrimenti non sarebbe il vero cristianesimo.

Ci sono uomini che lottano un giorno e sono bravi. Ci sono uomini che lottano un anno e sono ancora più bravi. Ci sono, però, quelli che lottano tutta la vita: di essi non si può fare a meno! (Brecht) Ricordiamoci che ci sono fratelli – che senza squilli di tromba o clamori – lottano per un’intera vita all’interno delle congregazioni di tutto il mondo, ignorati dai più, ma non da Geova.

Ritieniti felice di essere testimone di Geova in un tempo in cui c’è molto da fare e da lottare. “Dopo che avrete sofferto un po’, l’Iddio di ogni immeritata benignità […] completerà il vostro addestramento, vi renderà fermi, vi renderà forti”. – 1 Pietro 5:10.

I drammi e le disgrazie della vita servono a farci crescere. Ciò che oggi ti appare come una sventura, domani potrebbe essere il tuo punto di forza. Dipende solo da te e non dagli altri, se rimanere vittima del vittimismo o scegliere di spezzare le catene ed essere un uomo libero.

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