Vivere “sdraiati”

Per colpa della pandemia aumentano gli apatici.

Sdraiato: letteralmente “stendere le gambe e le braccia a raggio”. Significa adagiarsi, mettere a giacere. “Vivere sdraiato” è un modo di dire rivolto agli apatici, ai pigri, a chi, in generale, vive una vita caratterizzata dall’inattività sociale, lavorativa, morale e spirituale.  

Chi vive in queste condizioni vive in perenne letargo e ha uno stile di vita rallentato, fiacco, privo di energia vitale. Chi vive “sdraiato” spegne le sue facoltà d’intendimento, il talento, la creatività, i desideri e le aspettative.

L’apatia è la casa di uno spirito debole che danneggia solo se stesso. Di solito, sono vani gli sforzi per riaccendere l’apatico, trova sempre una scusa per non reagire, per non fare nulla. E’ talmente attaccato alla poltrona, che gli scienziati gli attribuiscono il gene D2, responsabile del mancato stimolo all’attività.

Questo articolo non vuole mettere in imbarazzo i nostri fratelli lontani o depressi, né vuole criticare le loro scelte e il loro stile di vita. Vogliamo soltanto evidenziare le caratteristiche dell’apatico, come liberarsi da uno stato di immobilismo, combattere la procrastinazione e vivere una vita soddisfacente.

Molte volte la cosa più complicata non è la difficoltà del compito o degli ostacoli, ma la sensazione che blocca e impedisce di affrontare le normali attività. Perché allora rimandiamo le nostre attività?

Forse sopravvalutiamo la nostra capacità di fare domani quello che si può fare oggi. Può anche darsi che ci auto inganniamo pensando di apprezzare molto di più le ricompense nel presente che nel futuro. Valutiamo il guadagno di 5 euro al presente più dei 50 euro che possiamo guadagnare in futuro.

Valutiamo erroneamente che le motivazioni assenti al presente emergeranno in futuro. Per i cristiani inattivi, sarebbe come scegliere di vivere nel mondo, illudendosi che il desiderio di ritornare in congregazione viene da sé, come se fosse una cosa naturale.

Invece, è nella natura dell’uomo scegliere il vantaggio immediato senza riflettere delle conseguenze future. Per chi ragiona così, il futuro sarà sempre futuro e il presente non passerà mai.

Il nostro cervello non vuole sprecare energia mentale e cercherà sempre di conservarla, quindi userà tutti i trucchi mentali per scoraggiarci e continuare a rimanere “sdraiati”. Ci dimentichiamo che in ogni momento della nostra vita, stiamo facendo anche quello che vuole qualcun altro.

A volte è l’ambiente che controlla noi e non viceversa. Ad esempio, se vai a fare colazione in un bar potrai mangiare e bere solo quello che il bar mette a disposizione. Ci convinciamo di essere liberi di scegliere, in verità possiamo scegliere entro i limiti di quello che ci viene offerto.

Siamo attratti in direzioni diverse, a volte opposte fra loro, dallo stile di vita che la società ci impone. Siamo simili alla falena che viene attratta dalla luminosità della luce per riposarsi, oppure per nascondersi e stare ferma. Ci sono falene che non subiscono il fascino attrattivo della troppa luminosità, altre stanno a giusta distanza per non bruciarsi.

BASTANO 10 MINUTI AL GIORNO PER RIPRENDERSI

Più il cervello sta fermo e più vuole restare fermo. Un cervello così ama l’inerzia. Un errore è quello di vedere l’impegno come una montagna e non come un granello di senape. Se sei inattivo non vedere l’impegno di un rientro come se stessi andando al patibolo.

Taglia l’impegno in più parti come il cuoco taglia a fette la cipolla. Puoi rientrare frequentando un’adunanza per volta, puoi leggere ogni giorno un versetto della Bibbia oppure pregare prima di mangiare.

L’importante è iniziare e farlo solo il tempo necessario. Più avanti potrai aumentare il tempo da dedicare alle cose spirituali. Potresti scegliere dal nostro sito un articolo che ti colpisce e fare una lettura veloce, soffermandoti su cosa ti interessa in particolare.

Per iniziare concretamente potresti accettare l’invito di ascoltare il discorso speciale e assistere alla Commemorazione.

Controlla le distrazioni, calendarizza gli impegni, dai la precedenza agli impegni più facili da soddisfare. Non importa quello che fai, importa quando lo fai. Forza il tuo impegno produttivo. È incredibile come funziona questo consiglio. Produttività forzata significa mettersi in una situazione in cui l’unica scelta possibile è fare quello che devi fare.

Tieni allenato il cervello

Svolgi il tuo impegno insieme a qualcun altro. Non immagini quanto sia difficile trovare scuse se sei in compagnia di un fratello spirituale. Visualizzati mentre sei impegnato. Si è scoperto che i risultati maggiori sono raggiunti da coloro che si visualizzano durante le fasi del lavoro.

Se agisci per Geova e con Geova avrai più stimoli, più coraggio e più creatività nel perseguire un obiettivo. Cosa ti motivava in passato? Datti un voto man mano che raggiungi una meta. Si può sempre migliorare.

Raggiungere piccoli obiettivi ti darà la sensazione di fare progresso. Stai alla larga dalle tentazioni. Pensa alle parole di Gesù: “Non farci cadere in tentazione” (Matteo 6:13). Si può resistere a tutto tranne che alle tentazioni. Quindi, è meglio non esporsi in tal senso.

Alzati dalla “sdraio” e passa all’azione. L’inedia va contrastata prima che diventi patologica. Non scoraggiarti se hai una ricaduta, a volte la volontà potrebbe non bastare, in particolare quando nasconde paura, ansia, scoraggiamento o mancanza di fiducia in se stessi.

Dedicatevi a qualcosa di concreto. Cominciate a fare quello che da cristiani attivi vi piaceva fare. Spegnate la Tv e iniziate a leggere la Bibbia alla luce del sole, forse in un parco a contatto con la natura. Tornare a vivere attivamente con passione è più facile, perché si avverte meno la fatica e più il piacere.

In passato avevamo scritto sull’ozio creativo (vedi ad esempio DE OTIO – DE TRANQUILLITATE ANIMI), un ozio ideale per sgomberare la mente e scovare nuovi modi per rigenerarsi. Purtroppo la pandemia ha accresciuto la pigrizia e l’ozio creativo ne esce sconfitto in malo modo, superato dall’ozio passivo immerso nelle sabbie mobili dei social e dell’apatia.

Speriamo che il riposo sano, quello dopo una sdraiata fortificante e rigenerante, possa preservare dagli stimoli negativi e indurre ad agire attivamente per un reale ritorno a Geova. Dicono che saper oziare è un’arte e non è da tutti. Geova si “riposò” il settimo giorno, dopo sei giorni creativi. In conclusione, prima cerca di soddisfare l’impegno e poi goditi il meritato riposo.

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