Una voce calma e sommessa ti dice: “Torna indietro”

La storia del profeta Elia ci insegna che Geova prima di affidarci un incarico o chiederci di fare qualcosa, ci prepara e a volte ci mette alla prova per comprendere meglio il senso di ciò che vuole e lo fa con un tono calmo e sommesso (1 Re 19:9, 11-16).

Il profeta Elia «era una persona forte, di grande fede», eppure si spaventò a morte quando la regina Izebel lo minacciò, dopo che scoprì cos’era successo ai profeti di Baal. Dopo che Geova gli provvide miracolosamente da mangiare, Elia viaggiò nell’impervio deserto per 40 giorni e 40 notti senza toccare più cibo e dopo 320 chilometri arrivò al monte Horeb, nello stesso posto dove Dio parlò a Mosè. Stanco e depresso, Elia entrò in una caverna per dormire.

“Che fai qui, Elia?” gli chiese una voce gentile. Dopo aver raccontato cosa gli era successo, dice in tono abbattuto: “Tanto che io solo sono rimasto; e cercano la mia anima per toglierla” (1 Re 19:9, 10). Elia era terrorizzato. Molti profeti erano già stati assassinati, ed era convinto che lui sarebbe stato il prossimo. Non si tenne tutti quei sentimenti dentro, aprì il suo cuore a Geova. A questo punto Geova ridesta la sua fede e gli infonde straordinario coraggio. D’improvviso si sollevò un vento impetuoso, così violento che “fendeva i monti e spezzava le rupi”. La terra poi comincia a tremare per via di un terremoto che scuote l’intera regione. Scosso da queste straordinarie manifestazioni, Elia è costretto a rifugiarsi nella caverna per ripararsi dall’ardente calore di un grande fuoco divampato subito dopo (1 Re 19:11, 12).

Quando il fuoco svanì, cadde il silenzio, ed Elia sentì una “voce calma, sommessa”, che lo invitava a esternare ancora i suoi sentimenti. Elia lo fece e la cosa lo avrà fatto sentire ancora più sollevato. Ma è in quello che la “voce calma, sommessa” gli disse dopo, che Elia avrà trovato senz’altro ulteriore conforto. Geova lo rassicurò facendogli capire che non era affatto inutile. Gli rivelò infatti molti dettagli relativi ai futuri sviluppi della guerra contro il culto di Baal in Israele. Quello che Elia aveva fatto non era stato inutile, dal momento che la volontà di Geova continuava a compiersi inesorabilmente. Inoltre Elia rientrava ancora nei propositi di Geova, che infatti lo rimandò indietro con ordini precisi da eseguire (1 Re 19:12-17).

Con accanto un Dio così potente, Elia non aveva nulla da temere né da Acab né da Izebel. Dopo averlo incoraggiato e confortato per mezzo di quella sbalorditiva potenza, Geova dice a Elia: “Torna indietro” e vai a compiere un’altra missione (1 Re 19:15). Qualunque sia la causa del tuo allontanamento dalla congregazione, sappi che se ti affidi con fiducia alla Bibbia sarà come sentire quella “voce calma, sommessa” che ti dice con tanto calore: “Torna indietro”. Geova vorrebbe prepararti al ritorno e ha compiti precisi da assegnarti, se lo vuoi.

Elia non sapeva cosa fare, ma ha sentito che doveva salire sul monte per trovare Dio. È stato coraggioso e umile. In uno stato di sconforto e con tanta paura, Elia è salito sul monte per aspettare ciò che Geova richiedeva da lui. Rimase in aspettazione. “Ritorna sui tuoi passi e va’ a Damasco… lì ungerai Eliseo”. Dio ha preparato il cuore e l’anima del profeta e poi lo ha mandato in missione. E’ il timore a impedirti di tornare a casa? Geova non ti lascia nell’ansia, ti è vicino e ti dà quella forza necessaria per superare qualsiasi ostacolo ti impedisca di tornare. E lo fa “con voce calma e sommessa”, in maniera rassicurante, in mezzo alle sue più evidenti manifestazioni di forza.

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