Volenti o nolenti prima o poi dobbiamo schierarci

C’è la convinzione che vivere senza conflitti non si va da nessuna parte, si pensa che chi evita di lottare è un debole. Battagliarsi fa parte della natura umana?

Anche nel dibattito sui social si assiste a un inasprimento delle posizioni dove chi giudica assume un atteggiamento aggressivo. Se qualcuno fa un commento diverso viene inevitabilmente coinvolto in un dibattito accesso e a volte violento nei termini.

È evidente che le opinioni di entrambe le parti sono spesso oggetto di colpi bassi e di insulti sprezzanti. Abbiamo bisogno, non solo di una calmata, ma di un nuovo modo di rapportarci e di fare confronto.

A un gioco delle parti è saggio non parteciparvi attivamente. Fare da spettatori neutrali può rivelarsi la scelta più giusta. Una reazione imparziale non è sinonimo di codardia o di aver paura del conflitto. La persona cauta non agisce di impulso ma medita come rispondere, riflette sul da farsi, prende tempo per capire meglio la controversia.

Esistono però situazioni in cui è necessario schierarsi da una parte o dall’altra. Come comportarsi in maniera equilibrata nei casi in cui dobbiamo fare una scelta? La prima cosa da fare è quella di non considerare la parte opposta come un avversario da eliminare a tutti i costi. Forse, non è nemmeno quel mostro che immaginavamo.

Ogni essere umano sperimenta ogni giorno le sue paure, le sue ansie e le difficoltà a sapersi relazionare. Tutti elementi questi che diventano seri ostacoli nel comunicare con obiettività le proprie opinioni. L’avversario immaginato come un mostro, è lo stesso mostro che vive nel buio profondo della nostra anima.

In una discussione che sta per degenerare si deve riconoscere in tempo il disagio che si sta creando nel portare ostinatamente avanti le proprie idee. In un conflitto non è implicata solo la mente, ma tutto il corpo ne soffre per la tensione.

PENSARE ALLE CONSEGUENZE

Per fermarsi in tempo prima che il dibattitto peggiori è saggio immaginare quali saranno gli scenari se si decide di proseguire la discussione o se si vuole dare un taglio ad essa. «Se solo fossero saggi! Ci rifletterebbero su. Penserebbero alle conseguenze», recita Deuteronomio 32:29.

Molte volte un irrigidimento delle proprie posizioni è dovuto al timore di soccombere o all’orgoglio di non voler cedere all’altro.

Fermate la discussione e cercate di isolarvi per recuperare in silenzio le vostre facoltà di pensare. «Dove non c’è legna il fuoco si spegne, e dove non c’è calunniatore la lite si placa» (Proverbi 26:29). Rilassatevi senza pensare a nulla e lasciate scorrere lo spirito positivo che è in ognuno di voi, attendendo che la mente recuperi nuove idee, parole, visioni e prospettive.

Buttarsi nella mischia serve solo a farsi del male

 Con chi dunque schierarsi? Dio ci ha concesso la libertà di scegliere se seguirlo o lasciarlo, la benedizione o la maledizione, la gioia o il dolore, la vita o la morte. Diventeremo ciò che scegliamo. (Deuteronomio 30:19)

Geova non costringe nessuno a seguirlo, però se ci permette di scegliere, vuol dire che ogni uomo ha la capacità di fare la scelta giusta, indipendentemente dalle circostanze. Nessuno può costruirci il nostro futuro se non noi stessi.

E se ti stai “sviando” o ti trovi lontano dal popolo di Dio per aver fatto una scelta che oggi reputi non appropriata? Un servitore di Geova aveva cominciato a dubitare che valesse la pena seguire il sentiero della giustizia che aveva scelto.

Riflettendo sulle scelte di altri che invidiava e che lo stavano influenzando a “lasciare” il suo servizio, ebbe l’accortezza di riflettere in tempo su quanto stava per fare. A differenza di quello che gli altri possono offrire, si rese conto che tenersi stretto a Geova reca benefici durevoli. (Salmo 73)

FIDATI DEI SEGNALI CHE TI ARRIVANO, SCEGLI LA VITA

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