Vulnerabili e invincibili

Siamo stati creati per andare avanti

Siamo in grado di reagire a ogni crisi perché dentro di noi c’è la forza per farlo

LA FORZA per superare la crisi viene da Dio. «Tutto posso in colui che mi dà la forza», recita Efesini 4:13 (BG). I cristiani hanno la forte convinzione che nei momenti di difficoltà possono rivolgersi a Dio per ricevere la forza necessaria per andare avanti.

Chi ha fede in Dio non considera la crisi come un problema insormontabile. I cambiamenti fanno parte della vita. Conoscendo le profezie della Bibbia sui nostri giorni, consideriamo gli avvenimenti odierni in una prospettiva biblica, mettendoli nel giusto contesto.

Pur fragili, i cristiani hanno cura del corpo e dello spirito e mantengono una visione positiva del futuro. Anzi, fanno di tutto per mantenersi attivi e ingegnarsi modi per rafforzare la loro fede.

Non c’è eccezionalità nell’affrontare e superare una crisi, è una cosa normale. Ogni caduta ci dà l’occasione per rialzarci più forti di prima. All’inizio è naturale abbattersi o scoraggiarsi.

Quando siamo presi alla sprovvista la nostra vulnerabilità può dimostrarsi debole. Man mano che prendiamo coscienza del problema attiviamo quei canali interiori che ci permettono di diventare invincibili nonostante la vulnerabilità iniziale.

Le crisi hanno un duplice risvolto, da una parte servono a rafforzare noi stessi e dall’altra a prenderci cura di quei fratelli fragili che potrebbero rimanere traumatizzati al punto di non associarsi più con noi come una volta. Concentrarci sul Regno di Dio e sulle sue benedizioni induce la nostra mente a tranquillizzarsi e a pensare in chiave positiva.

Non è vero che la nostra esistenza sia caratterizzata più da eventi negativi che positivi. Gli esperti dicono che nella nostra vita gli uni e gli altri si equivalgono, anche se ci sono persone più fortunate di altre.

Inoltre, la consapevolezza di avere uno scopo nella vita, incide profondamente sul risultato degli eventi e qualunque esperienza negativa si verifichi, porta sempre a una crescita personale. Alcuni cristiani hanno notevoli capacità resilienti, affrontano la crisi come se nulla fosse e passano oltre. Sono loro i padroni delle crisi e non il contrario.

Sembra che la resistenza sia scritta nel loro Dna. Da piccoli forse hanno subito eventi dolorosi, ma con l’aiuto di persone forti sono andati avanti comunque. Qualcuno ha insegnato loro a credere nella vita e in Dio. Hanno saputo puntare su quanto sapevano fare bene e si sono ricostruiti una forte personalità.

Siamo diversi l’uno dall’altro. Per questo motivo ognuno deve trovare il suo modus operandi. Il segreto non sta nell’aspettare che la crisi passi, ma nell’attraversarla.

Ad esempio, il fatalista vive la crisi prendendola per come viene, come se dipendesse da qualcosa di cui non può farci nulla. In questo modo sottovaluta i rischi e le conseguenze. In più fa di testa sua.

Invece, il cristiano responsabile vive la crisi come un problema collettivo, dove ognuno è chiamato a dare il suo contributo per il bene del singolo e della congregazione. E’ un collaboratore fidato e agisce con calma e razionalità, mantenendo uno spirito costante, positivo e adattabile.

Cari fratelli lontani che siete in crisi, ora è il momento di agire, perché in un futuro non lontano, la nostra condizione di vulnerabilità sarà come un ‘paese di aperta campagna, senza mura, e nemmeno sbarra e porte’ (Ezechiele 38:10-12, 14-16). Ma solo in apparenza, perché Dio con i suoi angeli proteggerà il suo popolo fedele dalla più grande e tremenda crisi che si abbatterà sull’intera umanità.

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