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Sic vos non vobis

«Così voi non per voi»

Si racconta che un forte temporale interruppe delle feste pubbliche indette dall’imperatore Augusto. Quando le feste ripresero, il poeta Virgilio scrisse dei versi sulla porta del palazzo. Augusto ne fu lusingato e volle conoscere l’autore per elogiarlo e ricompensarlo.

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Se non siamo soddisfatti della fratellanza

Se non siamo soddisfatti delle nostre relazioni fraterne, forse dovremmo cambiare non solo il linguaggio verbale ma anche l’atteggiamento.

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All’origine della vanagloria c’è l’ignoranza

Il vanaglorioso digitale ha una visione delirante della realtà

In che senso il vanaglorioso è un ignorante? Se fosse solo ignorante, basta e avanza. C’è dell’altro. Comunque rispondiamo alla domanda.

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Quanti Cacasenno…

Cacasenno è riferito a un saputello che tende a far mostra di ciò che sa o crede di sapere e che ostenta il proprio sapere cattedratico in modo irritante. Cacasenno è il nome del figlio di Bertoldino e nipote di Bertoldo, personaggio dell’omonimo racconto Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno.

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IL RATTOPPO

A una domanda dei farisei sulla pratica mosaica del digiuno Gesù rispose che nessuno rattoppa un mantello vecchio con della stoffa non contratta, perché la forza di quest’ultima peggiorerebbe lo strappo. (Matteo 9:14-17)

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La potenza della SPERANZA

Il malato, in quanto tale, spera più di ogni altro. Le parole empatiche, di conforto e fiducia sono il mezzo più importante per infondere speranza. Secondo gli scienziati le buone parole innescano meccanismi simili ai farmaci modificandone il cervello e il corpo di chi ne soffre.

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Soggetti smarriti

Lo smarrimento è non trovare momentaneamente qualcosa. La perdita può essere definitiva.

In senso figurato lo smarrimento implica uno stato provvisorio di turbamento, provocato anche da dolore morale e comporta la perdita delle normali facoltà di agire e di reagire.

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Il godimento del piacere

La Bibbia predisse che nella parte finale di questo mondo le persone sarebbero state «amanti dei piaceri piuttosto che di Dio» (2 Timoteo 3:4).

La scrittura non nega il piacere ma condanna l’esclusione di Dio dal piacere. Pertanto il godimento del piacere è nella natura umana e non è sbagliato in sé. Sbagliato è il tipo di piacere che si desidera.

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La febbre della suocera

La febbre alta le impediva di servire attivamente

La casa di Pietro probabilmente si trovava nei pressi della sinagoga di Capernaum. Il racconto di Luca dice che “dopo aver lasciato la sinagoga, Gesù entrò nella casa di Simone”.

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Falso senso di colpa, aggressività e malattie del desiderio

Con questi tre punti si chiude il ciclo che riguarda l’inconscio e la correlazione tra malattie psichiche e spirituali e che secondo noi merita un approfondimento serio e obiettivo, indipendentemente a quale religione si appartenga.

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Quell’inconscio che fugge da Dio

La stragrande maggioranza dell’umanità non è consapevole del significato di peccato e di quanto esso la domini. La parola peccato sembra destinata a sparire dal linguaggio moderno.

Per molti il Paradiso, Adamo, Eva e il serpente sono storielle antiche per bambini da catechismo. Le passioni carnali hanno preso il sopravvento sulle virtù spirituali e l’uomo non solo non è cosciente ma ci sguazza dentro con sadico piacere.

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UNA TRAGEDIA SENZA FRENI

E tutti capirono dove va un sistema senza freni

«Ci voleva, ahinoi, una tragedia immane come quella di Stresa perché i giornali si accorgessero che molto non funziona nel nostro modello di sviluppo […] I toni sono, ci sia concesso, da predicatore savonaroliano: “Cinismo, avidità, malignità, indifferenza, perversione. Dietro la tragedia della funivia del Mottarone non c’è né il destino né il caso, ma l’orribile frenesia del guadagno, la folle insensatezza dell’accumulo” […]».   

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L’inconscio spirituale

L’inconscio è quella sfera psichica (pensieri, impulsi, emozioni, rappresentazioni, modelli di comportamento) di cui non si ha consapevolezza.

Jean-Claude Larchet, autore del libro L’inconscio spirituale, malattie psichiche e malattie spirituali, parla di due dimensioni dell’inconscio spirituale, una positiva che lo avvicina a Dio senza che egli ne sia cosciente e una negativa che lo allontana in maniera inconsapevole.

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Le malattie spirituali incidono su quelle psichiche e viceversa?

C’è relazione tra malattie psichiche e malattie spirituali? Ad esempio i vizi e le virtù quanto segnano profondamente la natura umana? È possibile vedere la psicologia da una prospettiva cristiana?

Se alcune malattie psichiche dipendono da certe malattie spirituali è possibile che la loro guarigione dipenda, almeno in parte, da una terapeutica spirituale.

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