ADDETTI AI LIVORI

Nel Canto XIV del Purgatorio, quello degli invidiosi, Dante mette queste parole profetiche in bocca a Guido del Duca, un nobile ravennate, riferite a Fulcieri da Calboli, futuro podestà di Firenze: «Fu il sangue mio d’invidia sì rïarso, che se veduto avesse uom farsi lieto, visto m’avresti di livore sparso».

La mia anima (il sangue mio) fu così rosa (riarso) dall’invidia, che se avessi veduto un uomo allietarsi (farsi lieto), mi avresti visto illividire per la rabbia (di livore sparso).

Persino la felicità altrui era motivo di livore sparso. Virgilio, il poeta che accompagna Dante, riferendosi ai livorosi, ammonisce gli uomini che, invece di porre un freno, si lasciano adescare dal demonio che li cattura come si prendono i pesci all’amo.

Costoro invece di guardare le cose celesti, rivolgono lo sguardo ai beni terreni. Per questo Dio, che tutto vede li punisce adeguatamente. Il contrasto tra Dio e gli invidiosi è evidente: Dio li vede, mentre loro hanno le palpebre cucite con fil di ferro.

Il livore, che è un sentimento d’invidia astiosa e maligna, un rancore velenoso, ha relazione con il desiderio degli occhi e con la vistosa ostentazione dei propri beni materiali, che hanno origine dal mondo umano. (1 Giovanni 2:16)

In questo canto i livorosi, che nella loro vita non furono solidali con il prossimo, scontano la pena stando seduti e appoggiati con la schiena a una parete rocciosa, sorreggendosi a vicenda poiché hanno le palpebre cucite.

Il livore è un sentimento corrosivo come la ruggine che lentamente corrode la carrozzeria di una macchina.

Esso abbonda nel Web. Come avverte la segnaletica in alto, tutti quelli che non sono livorosi non possono entrare nei loro siti. Bisogna essere addetti al livore, altrimenti con loro non ci entri e se a malapena ci riesci ti massacrano di livore.

La Bibbia ci avverte: “Non potete partecipare alla ‘tavola di Geova’ e alla tavola dei demoni”. (1 Corinti 10:21). Non si può fare comunella con chi si oppone a Geova e ai suoi Testimoni. La loro propaganda mira a sviare dalla verità.

Ci sono centinaia di siti che promuovono illuminanti teorie e bizzarre proposte di riformismo. Essi non operano per il bene e il miglioramento del TdG e non aiutano a migliorare la propria condizione spirituale.

Il loro cibo è condito di livore: veleno per allocchi. Ciò che scrivono non edifica e sono ossessionati dal desiderio di percuotere i loro ex compagni di fede. Le loro parole travisano i fatti, sono mezze verità e vere menzogne. Ti senti così sicuro che frequentandoli non corri nessun pericolo? Mangia e continua a nutrirti del loro veleno invece di nutrirti alla tavola di Geova. In futuro facci sapere che fine hai fatto.

“Tutti quelli che si separano dalla Società e dalla sua opera, invece di prosperare o di edificare altri nella fede e nelle grazie dello spirito, fanno a quanto pare il contrario: cercano di danneggiare la Causa che un tempo servivano e, con più o meno rumore, sprofondano gradualmente nell’oblio, danneggiando solo se stessi e altri che hanno il medesimo spirito polemico…

Se alcuni pensano di poter mangiare altrettanto bene o meglio ad altre tavole, o di poter produrre altrettanto bene o meglio da soli, facciano pure… Ma mentre noi desideriamo che gli altri vadano dove meglio credono per trovare cibo e luce di loro gradimento, strano a dirsi quelli che diventano nostri oppositori agiscono in modo ben diverso.

Invece di dire con l’atteggiamento virile del mondo: ‘Ho trovato qualcosa che preferisco; me ne vado e tanti saluti!’, costoro manifestano ira, malanimo, odio, ostilità… Alcuni di loro ci percuotono e poi asseriscono che siamo stati noi a colpirli. Sono pronti a dire e a scrivere vergognose falsità…”.

(Stralcio tratto dalla Torre di Guardia inglese del 1° ottobre 1909)

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