Adesso basta

AdessoBasta_copertina

E’ giunto il momento di scalare marcia, rallentare e cambiare vita. Non vogliamo cambiare le regole dell’Organizzazione. Noi speriamo che Geova cambi la gestione della sua Organizzazione.

Premessa: Non mostrerò tatto. Non serve con i caproni che guidano le congregazioni e con i pecoroni che li seguono. Se avete la coscienza bigotta, il cervello indottrinato e non leggete quasi mai la Bibbia, cliccate con il mouse un altro sito che soddisfi le vostre voglie. E tante grazie per non leggermi. Non m’interessate. Giusto per far chiarezza da subito.

Nel rispetto dei lettori e di Inattivo.info, che mi concede degli spazi per scrivere, ho cercato nei precedenti articoli di non urtare in maniera evidente la sensibilità di quanti ci leggono. Non sono per natura un “buonista” né sono stato un “giustizialista” quando ho servito per anni nei vertici alti della teocrazia. Non avrei mai immaginato che un giorno, dopo mille attività sarei diventato così “impegnato” a difendere gli inattivi.

Dagli impegni attivi a quelli inattivi: paradossi della vita cristiana. Oggi, a sentire la parola “impegno”, divento di giorno “incirconciso di labbra” e di notte avverto, intensa nel mio stomaco, un’ulcera peptica. Molte cose sono pesanti da mandare giù.

Ci sono anziani, che somigliano ai manichini dei grandi magazzini.

Vestiti in modo elegante di fuori, di plastica dentro. In realtà non sono per niente immobili, si muovono in modo automatizzato, come se ciascuno avesse un microchip programmato all’ubbidienza e alla sottomissione di altri robot più sofisticati.

Mi piace leggere molto, anche in Rete. Leggo dei soprusi nelle congregazioni da parte di questi anziani (non di età ma di mente). Urlacchio e scrivo di botto. Inattivo.info, come il mio vecchio maestro di scuola, mi bacchetta, raccomandandomi di non alzare troppo il tono di voce. Il rumore delle parole, soprattutto di quelle taglienti, fa male. E m’invita a sedermi in ultima fila, dove cerco di estraniarmi dal caos teocratico, dalle polemiche e dalle discussioni.

Rimango in compagnia dei miei appunti. Per giorni ci rimugino sopra, fin quando non scrivo l’articolo. Dopo averlo inviato a Inattivo.info, che puntualmente taglia, smussa (a volte me lo fa riscrivere) e poi lo pubblica. Stavolta, no! Voglio carta bianca, gli angoli aguzzi e il titolo lo decido io. Concesso. Con riserva e con le dovute distanze da alcune mie affermazioni.

Vorrei discutere per ore su quello che penso. Blobbare di tutto. Sta di fatto, che quelli Inattivo.info, blobbano me con mille raccomandazioni sui toni e sui contenuti. Mi è venuto un dubbio. Non so se temere di più la mia penna urticante o gli strali dei maltrattatori di pecore.

Preferisco ignorare ed essere coerente con i miei pensieri. Evviva la mediocrità e la vacuità dei discorsi che si sentono nelle congregazioni. Certe opinioni mi fanno venire l’orticaria. Incirconciso di labbra, ulcera peptica e orticaria: mi hanno conciato proprio bene.

Vorrei trasformare Inattivo.info in un campo di battaglia. Fammi travolgere dai commenti, inveire contro i prepotenti, polemizzare, contestare. Non si può. A proposito, inattivi e pastori vi fate sentire poco. Che cosa aspettate a farlo? Non per aggiungere bla bla nei commenti, ma per arricchire il blog con i vostri suggerimenti e le vostre esperienze.

Conosco inattivi che se potessero sbranerebbero gli anziani dal pelo di lupo.

Altro che pecore rammollite e prive di forza. Leoni in gabbia, feriti e imbestialiti. Provate a fare una visita pastorale in casa loro. Ci vuole coraggio per farlo e a voi manca, perché siete codardi di spirito. Vi mettono paura, non è vero? Voi siete forti con le pecore deboli, non con chi ve le canta di santa ragione.

Fratelli, se sentite gli ululati di questi pecorai, non deprimetevi, non zittitevi. Recuperate le forze e attendete il momento opportuno per affrontarli. Tenete la rabbia in corpo e trasformatela in energia positiva.

Lo so, siete rimasti scottati dai Mullah, quando avete cercato di difendere un pensiero o chiesto spiegazioni su certi modi di fare e di intendere la verità. Vi hanno definito blasfemi e avete lasciato stare. Avete fatto bene? Sì e no. Le parole sono fatte apposta, anche per essere capite male. Il rischio di essere bollati come apostati c’é.

Purtroppo, la realtà è che molti sono divenuti inattivi per come sono stati trattati. E’ ora di finirla di incolpare sempre chi subisce e non chi abusa. Non se ne può più di queste guide cieche. Non mi fa paura la caccia alle streghe. Siete voi gli stregoni da cacciare.

Sono terribilmente incavolato con questi portatori sani di sventure. E anche di voi, lacchè e spioni. Poveracci, cui piace scialacquare in acque torbide pur di avere un seggiolino tra riviste e microfoni o una comparsa a un’assemblea.

L’informazione senza censure è un bene per la teocrazia. E la sua circolazione in Rete, è possibile grazie ai siti che hanno gli attributi per denunciarne le malefatte. Curia americana: fatti (pochi) rumors (molti). Ogni volta che ci sono di mezzo i vertici della teocrazia mondiale o locale, le cose non sono mai chiare.

Mi viene in mente, l’ex Unione Sovietica, dove nessuno parlava e tutti sapevano. In Italia, tutti parlano e nessuno sa. Negli Stati Uniti nessuno parla e pochi sanno (e comandano). Il vero Testimone non si piega a chi serve Geova in modo discutibile e antiscritturale. Se possiede le qualità spirituali così come descritte nella Bibbia, chi deve temere? Nessuno può conoscere meglio di lui ciò che gli è più confacente. Non lasciate che siano altri a decidere per voi.

Vedere questi mercenari trattare in malo modo le pecore di Cristo fa bollire il sangue. Che senso ha portare la Bibbia nella borsa del servizio o in quella delle adunanze se non è consultata e amata nel proprio cuore? E’ un libro morto. Gli scrittori della Bibbia? Morti anche loro. Dio? Morto anche lui. Voi? Tutti morti! “Avete reso la Parola di Dio senza valore”.

Tutte queste cose portano inevitabilmente alla disperazione e non al rafforzamento della speranza. E’ la speranza che ci aiuta a vivere, senza di essa, la vita sarebbe un cimitero. E voi, cecchini della fede, avete ucciso la speranza di molti fratelli che sono diventati inattivi. Gesù è venuto sulla terra per ravvivare la fede dei suoi discepoli nel Padre, non per uccidere la speranza riposta in lui. Gesù non è venuto per raccontarci frottole e frivolezze. Ci ha lasciato parole di vita che pulsano e animano. Chi segue Cristo ha coraggio e non teme i lupi mannari.

Non è l’anima cattiva, il peggio di un pecoraio licantropo, ma è l’anima banale, mediocre, superficiale, quella indifferente ai bisogni dei fratelli. Per cambiare l’attuale andazzo nelle congregazioni non serve uno tsunami, ma piccole onde leggere che col tempo corrodono la riva e modificano la conformazione geografica della costa.

Per vivere la verità in maniera genuina non servono grossi investimenti immobiliari o grandi rivoluzioni tecnologiche. Bastano nuovi modelli organizzativi che sappiano promuovere un cambiamento spirituale interiore. Lo volete capire che se non si è forti interiormente non si va da nessuna parte. Basta con i dubbi non tollerati quando sorgono domande “scomode”.

Basta con una direttiva datata, ermetica, chiusa a ogni cambiamento. Basta osteggiare chi chiede spiegazioni scritturali su comportamenti dubbi. Vogliamo spiegazioni dalla Bibbia. Non crediamo più alle parole dell’uomo che non hanno un fondamento biblico. Basta con le purghe di triste memoria. Dio vuole che le pecore ferite siano sanate con il “balsamo di Galaad” non con “l’olio di ricino”. Curia americana, siamo stanchi di come vanno le cose in congregazione. Troppa esteriorità e poca misericordia. “Voglio misericordia e non sacrifici” (Matteo 9:13).

Questi fatti non provengono dai fuoriusciti, né vengono raccolti per amplificarli. Non abbiamo bisogno di giustificare alcunché. Non è nostra intenzione screditare i nostri fratelli. Non creiamo nessuna storia di “atrocità”, né vogliamo rinnegare il nostro Dio e il suo popolo. Non vogliamo sensazionalizzare esperienze vere e che realmente accadono nelle congregazioni. Non siamo ex, ma Testimoni di Geova a tutti gli effetti.

Non siamo membri ostili, siamo afflitti e sdegnati per quello che vediamo con i nostri occhi nelle comunità. Non vogliamo far vedere solo quello che vogliamo. Queste non sono critiche quantitative che lasciano il tempo che trovano. Non si tratta di punti di vista diversi. Qui sono implicate le vite di milioni di aderenti. Siamo stanchi di questa gestione. E’ ora di cambiare. E’ ora di dire basta!

Tags: , , ,

Trackback dal tuo sito.

Commenti (4)

  • Ludevegina

    |

    Bene, condivido appieno, ma come fare a dire basta senza essere buttati fuori?
    Come spiegare che ci vuole misericordia quando ti dicono che sei disubbidiente?
    E ancora, come trovare l’equilibrio quando hai il cuore che brucia tra questo articolo che ti fa sentire un marsigliese, allons enfants, e quello successivo che te fa sentre un romano: stai calmo e aspè???

    Ad ogni modo sempre articoli fatti bene che smuovono ed accendono tutta la gamma dei sentimenti e delle emozioni e dei desideri, e dei proponimenti, e delle speranze, e delle……………………………………………………….e della
    GRATITUDINE ! GRAZIE

    Reply

    • inattivopuntoinfo

      |

      Ogni famiglia è formata da diverse anime. La diversità fa parte della nostra natura e può arricchire la famiglia. Si può essere diversi ma uniti, nel rispetto della propria e altrui diversità. (i.i)

      Reply

      • Bezalel

        |

        Ciao Lude, grazie per i complimenti. Dai sentimenti che esprimi non penso che ti manchi il coraggio (e l’ironia) per dire le cose in congregazione senza farti buttare fuori. Penso che ci vorranno braccia pesanti per farlo, se mai ci riusciranno. I due articoli che hai menzionato, per quanto divergenti sui modi, si propongono di raggiungere lo stesso obiettivo. Questo permette alle diverse anime, anche di pensiero, di potersi esprimere liberamente, mantenendo la linea che inattivo.info si è data dall’inizio: sensibilizzare i pastori ad aver cura delle anime degli inattivi. Colgo l’occasione per ringraziare i visitatori di ieri, che in un solo giorno hanno visualizzato oltre 3mila pagine. Un record assoluto per inattivo.info. Con affetto fraterno a tutti voi, Bezalel.

        Reply

        • author article

          |

          Inattivo.info non ha particolari interessi geografici per Marsiglia o Roma. Gli unici interessi che ha a cuore sono quelli degli inattivi.

          Reply

Lascia un commento

Devi essere loggato per postare un commento.

inattivo.info

Inattivo.info è un sito aperto nel 2014 ed è rivolto ai testimoni di Geova non più attivi come un tempo e ai responsabili delle congregazioni.

Built by TANOMA