Anche il sole ha le sue macchie, anche l’oro diventa scuro

                  “Ah! come si è annerito l’oro, come si è alterato l’oro brillante”. – Lamentazioni 4:1.

Il Sole è l’immagine delle grandi attività, dell’energia in movimento. Quando si scoprì che il sole presentava delle macchie scure, gli astronomi rischiarono la censura per aver messo in dubbio il concetto cristiano, secondo il quale il sole era il simbolo della perfezione. Per alcuni secoli queste macchie rimasero un mistero. Oggi sono considerate dalla scienza come aree oscure, effetti di un’invisibile forza interna del sole.

Si tratta di potenti campi magnetici che viaggiano come un forte vento, sferzando furiosamente sulla Terra particelle molto energetiche, che causano i brillamenti (tempeste geomagnetiche). Anche se l’avvenire sarà prodigo di spiegazioni, l’uomo continua a considerare il sole con grande stupore. Adorato nell’antichità come sorgente di vita, oggi l’uomo si crogiola al suo calore.

In senso figurato una macchia è sinonimo di onta, colpa, vergogna, ma anche di difetti. A prescindere da come altri considerano le nostre colpe e i nostri difetti, possiamo imparare molto, in senso figurato, dalle macchie solari. Queste zone oscure del Sole sono anche fonti di straordinaria energia invisibile.

Nell’oscurità della nostra anima esistono forze energetiche sconosciute, tali da produrre luce abbagliante anche nei momenti più bui della nostra vita. Il loro esplodere in un modo o nell’altro dipende da come le consideriamo: macchie solari come colpe oppure un potente brillamento? Nessuno è perfetto.

Non si tratta di mancanza di sottomissione all’autorità quando ci viene fatto notare uno sbaglio, anzi è saggio ammetterlo, altrimenti si può ostacolare la crescita cristiana. Nascondere i propri errori, quando si è in alto, non rende più autorevoli. Qualcuno in passato ha detto: “Il peccato entrò nel mondo degli uomini per colpa di Adamo e siccome la morte è il risultato del peccato, essa si estese a tutti quanti”. C’è qualcuno nella Congregazione mondiale che è alieno al peccato e alla morte?

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Il capitolo 4 delle Lamentazioni fa un contrasto tra la Gerusalemme nuda e misera del suo tempo e quella preziosa prima della distruzione, i cui abitanti erano stimati come l’oro fino. L’oro di solito non si annerisce né si altera. In molti pensavano che Gerusalemme mai avrebbe perso la sua preziosità. Eppure la perse. Chiunque può perdere ciò che considera più prezioso nella vita. Qualsiasi cosa può “annerire” nel corso del tempo, dipende da come la usiamo. Come sono le nostre cose preziose di un tempo? Sono rimaste lucide o si sono annerite?

Caro inattivo, “i tuoi occhi si sono consumati e scendono acque, il tuo fegato è stato versato alla terra, poiché il tuo confortatore si è allontanato e non c’è nessuno che possa ristorare la tua anima” – Lamentazioni 1:16; 2:11. Stai piangendo come Geremia e fai lamento sulla tua vita, sospirando amareggiato? “Geova non continuerà a respingerti a tempo indefinito.

Poiché se hai causato dolore o ti hanno ferito, certamente mostrerà misericordia abbondante, perché Dio non di suo proprio cuore addolora i figli degli uomini. Anche se Geova si è avvolto di nubi per ostruire l’accesso alle tue preghiere, anche se un tempo eri puro e bianco come i nazirei e in seguito il tuo aspetto è diventato più scuro della nerezza, i tuoi occhi non continueranno a consumarsi invano, perché un giorno il tuo cuore esulterà, il lutto si cambierà in danza e i tuoi occhi brilleranno, perché Geova ti farà tornare a lui, tu prontamente tornerai e avrai giorni nuovi come molto tempo fa”. – Lamentazioni 3:31-33, 44; 4:7,8,17; 5:15-17, 21.

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