Anziani abusati spiritualmente da altri anziani

Può un pastore attivo nelle sue responsabilità essere vittima di abusi spirituali da parte di altri anziani e a volte anche dal sorvegliante di circoscrizione?

Purtroppo si può essere vittima al punto da rinunciare all’incarico di anziano per la gioia di tutti coloro che lo hanno avversato. Succedono fatti del genere nella congregazione che si reputa essere quella di Dio? Anche peggio. Questo non vuol dire che la congregazione non abbia più l’approvazione di Dio. Purtroppo conosciamo anche tanti anziani che sono caduti dentro il buco nero della depressione per colpa di anziani autoritari, orgogliosi e irragionevoli. Come si può uscire da questa situazione e come ci si può difendere dagli attacchi, a volte subdoli, di altri anziani per evitare di “deperire” fuori e non “rinnovarsi” dentro? (2 Corinti 4:16)

Un anziano che è preso di mira dagli altri anziani non si indebolisce dall’oggi al domani. Spesso il vigore spirituale viene meno in maniera impercettibile, perché il suo impegno rimane attivo nell’opera di predicazione e nell’assolvere i suoi compiti. E’ un declino che inizia con la mancanza di zelo e di entusiasmo. Le parole non hanno più l’effetto di una volta. Sembra svuotato. Gli altri percepiscono questa situazione come momentanea dovuta alla stanchezza fisica o agli impegni familiari e secolari. L’anziano vessato, si rende conto di questo logoramento e sa di non poter contare sull’appoggio morale e spirituale del corpo degli anziani, perché lo rimuoverebbero subito o chiederebbero immediatamente le sue dimissioni. E’ conscio che il suo rapporto con Dio non è più come prima e questa consapevolezza lo logora di più. Cosa fare in questi casi? Riprendersi con tutte le proprie forze e combattere ogni sopruso o lasciarsi andare?

Se si accorge che ogni tentativo è vano e che la battaglia è persa in partenza, con il trascorre del tempo, diventa demotivato, formale, incurante, irritabile. Tutte condizioni ideali per prestare il fianco agli abusanti. Il graduale declino di forze mentali e psicologiche, e la continua vessazione degli altri anziani contribuiscono al suo disfacimento spirituale. La sua situazione si acutizza e diventa cronica. Incomincia a mancare alle adunanze, commenta poco e  in predicazione si vede raramente.

Ora non sente più intensamente nemmeno la verità come la sentiva un tempo. Incominciano i primi dubbi e vengono a mancare le certezze della propria fede. Se non si interviene subito, non solo non sarà più idoneo come anziano, ma c’è il pericolo che diventi irregolare e poi inattivo.  Il problema grave è che gli altri anziani si accorgono di questo declino e non muovono un dito per aiutarlo. Alcuni sono così malvagi da aspettare con la bava alla bocca che il fratello cada per non rialzarsi più.

Un fratello che non è più anziano sta male più di ogni altro proclamatore, perché non riesce a vedere le cose con l’occhio del proclamatore. Continuerà a percepire ogni attività in congregazione con l’occhio di un ex anziano.  Ora vede le cose dall’altra sponda ed è peggio, perché si convince di più che il trattamento che ha ricevuto è stato un vero abuso spirituale. E non può far nulla. Se parla, gli altri lo considerano un fratello che sparla degli altri e che si lamenta in continuazione. Se poi parlasse con un sorvegliante, rischierebbe come minimo una “diffida”. Si trova in un vicolo cieco e quasi quasi comincia a pensare a una fuga dalla congregazione. Se qualcosa lo frena è la sua famiglia che nonostante tutto continua a servire Geova.

Dio può intervenire in qualsiasi momento, anche in quello degli abusi. A volte lo fa, altre volte no. Sono i misteri della fede. Non possiamo fare altro che continuare a vivere la nostra vita, senza darci pensiero di come vanno le cose in congregazione. Non sottovalutate lo Spirito Santo. Le pecore di Cristo ascoltano solo la sua voce e non quella degli estranei. I fratelli non seguiranno mai (anche se non apertamente) questo tipo di anziani. Non riconoscono la loro voce perché non è quella di Cristo. Forse, a seguirli saranno gli arrivisti, gli invidiosi, i cadregari. Piuttosto che andare via in maniera definitiva dalla congregazione, è il caso di valutare la possibilità di trasferirsi in un’altra congregazione.

Alcuni anziani oppressi valutano un’altra opzione. Se abbiamo ragione noi e loro torto perché dobbiamo essere noi ad andarcene e non loro? Chi abusa non se ne andrà mai inducendo chi rimane a sostenere una situazione insostenibile con tutte le conseguenze del caso, come una eventuale rimozione dell’intero corpo degli anziani. A cosa serve rimanere in una congregazione dove un tale spirito sta rovinando anche quello dei vostri familiari? Cosa aspettate ad andare in un’altra congregazione? Non immaginate nemmeno in quante congregazioni si respira un’aria sana e salutare. A volte basta poco tempo per rigenerarsi di nuovo e ripartire più spirituali di prima. Queste barche prima o poi naufragheranno. Andate via prima che sia troppo tardi.

Per quanto strano possa apparire, Dio ama la congregazione nel suo insieme. Ecco perché trasferirsi in un’altra congregazione non vuol dire aver cambiato religione o Dio. Sempre nella sua casa siamo. Dio può sanare la sua congregazione quando vuole e come vuole. E’ un compito che Geova non ci ha delegato di fare. Dio ha a cuore queste cose e non lascerà che le ingiustizie continuino per sempre nel suo popolo. Se lo permette, ci saranno delle ragioni che al momento non siamo in grado di comprendere. Almeno, fino al momento. Nel frattempo, non perdiamoci d’animo, Geova non ci farà mancare il suo spirito, che ci permetterà di resistere a ogni genere di abuso.

Abusi spirituali –  quarta parte

Tags: , , , ,

Trackback dal tuo sito.

Lascia un commento

inattivo.info

Inattivo.info è un sito aperto nel 2014 ed è rivolto ai testimoni di Geova non più attivi come un tempo e ai responsabili delle congregazioni.

Built by TANOMA