Apologia che roba è?

L’apologia è una difesa da certe accuse. Noi di Inattivo.info non abbiamo nulla da difendere. Le accuse non ci riguardano e non ci interessano. Non abbiamo nemmeno la presunzione di difendere Dio e il suo popolo. Il problema, semmai, è di chi accusa e non di chi difende.

Il termine “apologia” in chiave moderna sa di stantio. Difendere i Testimoni di Geova? Non hanno bisogno di noi per difendersi. Le accuse che ricevono non li scalfiscono nemmeno più di tanto. Essi, per rispondere alle accuse, confidano nella salvaguardia di Geova che li considera “pupilla del suo occhio” (Zaccaria 2:8).

I presuntuosi che accusano Geova, se hanno umiltà e modestia vadano a rileggersi Giobbe capitolo 38. Il resto è fuffa. Indignarsi per l’operato dei Testimoni di Geova? E perché? Non sono mica una comunità di fedeli perfetti, né hanno mai preteso di esserlo. Nemmeno i primi cristiani si consideravano tali, nonostante diffondessero le verità di Geova e di Cristo.

Né apologia né accuse.

Si impara a essere Testimoni di Geova con l’educazione alla Bibbia e ai suoi valori. Questa cosa si chiama “patrimonio di Geova” ed è la lingua del vero cristianesimo e il respiro dei cristiani. Le nostalgie e le indignazioni sono controproducenti, servono responsabilità e crescita. Servono idee per stare al passo coi tempi e per essere approvati da Dio. (Ecclesiaste 1:14)

Quelli che vivono in attesa di nuovi profeti e nuove verità sono simili a quel grido: “Sentinella, quanto resta della notte?” La sentinella dice: “Viene il mattino, e anche la notte. Se volete domandare, domandate pure. Tornate!” (Isaia 21:11,12). Quel popolo che si domandava, attende ancora da due millenni la risposta. Il patrimonio di Geova ha valore solo se chi si domanda cambia mentalità dopo aver ricevuto le risposte dalla Bibbia.

Serve un modo che riprenda lo spirito della Parola di Dio e non quello da guerrafondaio. Oggi c’è bisogno di uno sguardo pieno di fiducia e di amore, di una progettualità carica di pace e non di parole simili a spade.

Il patrimonio di Geova non è un’entità amministrativa, anche se amministrare un bene è una delega fiduciaria. Per chi gestisce i beni di Geova è una seria responsabilità. È ciò che si definisce una famiglia universale, una comunità basata sull’amore, malgrado le imperfezioni.

Chi incita a non fidarsi dell’organizzazione di Geova in chi confida? Vi invitano a fare da soli o a riunirvi attorno a un sito di cui non si conosce nemmeno l’identità di chi lo amministra e di quelli che vi partecipano?

Chi rappresenta la verità di Geova esiste già a tutela del patrimonio spirituale. L’impegno preso con la dedicazione e il battesimo è prezioso e mai come ora c’è bisogno di assumersi quelle responsabilità per tutelare l’inestimabile patrimonio di Dio.

Nel web l’intera scena religiosa è caratterizzata da un unico estremismo: quello anti Geova. La verità va difesa in quanto bene comune. Siamo una proprietà collettiva di Geova non negoziabile. Chi non conosce non apprezza. Chi ama le opere d’arte va a conoscerle di persona nel museo dove sono esposte, non basta credere a quello che altri scrivono di esse.

Il patrimonio di Geova è progressivo e porta frutto. Chi ne fa parte non può regredire, né restare immobile. ( Matteo 25:14-30) Portare frutto significa rendere accessibile a chiunque la verità. Chi ostacola la sua fruizione e si riempie la bocca di essa mira soltanto a combatterla.

Non basta difendere la verità è altrettanto importante diffonderla. La conoscenza comporta diritti e doveri. Chi viene meno è un esempio da seguire? Non ha senso criticare la congregazione e farne parte. Se i dubbi si intensificano invece di diminuire forse è una scusa per sottrarsi ai propri doveri. La verità ha più doveri che diritti. Conosciamo la verità per gentile concessione e immeritata benignità di Dio. Abbiamo poco da reclamare.

Bisogna educare ai valori della Bibbia, rimettendo in moto il cervello, diseducare è come spegnerlo. Il patrimonio di Geova è una via verso il vero, che accresce e sviluppa il nostro essere uomini spirituali. La verità, quella con la V maiuscola riguarda la nostra vita e l’amore verso Geova. Chi critica la verità critica Dio, il possessore della verità che la dispensa a chi vuole e a chi ritiene degno di riceverla.

Il “la qualunque” va bene sui social non agli occhi di Geova. Nonostante la pletora di scontenti che spopolano nel web e dei tanti degenerati spirituali, la verità si alimenta di ricerche accurate e affidabili. La tutela del patrimonio di Dio non è affidata esclusivamente a un élite ma a tutti i membri che ne fanno parte, perché di quel patrimonio ogni singolo Testimone ne è parte integrante.

Picasso dipinse il monumentale quadro di Guernica rappresentando con il suo stile la distruzione nazista di quel centro abitato. Quando un ufficiale nazista chiese a Picasso se fosse lui l’autore di Guernica, egli rispose: “No, l’avete fatta voi”.

Quel quadro condanna per sempre i nazisti. La verità spesso viene fuori a causa della menzogna. Non ha bisogno di essere svelata. Sono gli stessi oppositori a farla venire fuori da sola, è sufficiente l’apologia della menzogna per tirare fuori la verità.

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