Aspettando Godot

Che fine ha fatto l’opuscolo «Ritorna a Geova»?

Sono trascorsi quattro mesi dalla presentazione dell’opuscolo Ritorna a Geova ai congressi di zona in Italia. Questa pubblicazione è rivolta ai Testimoni di Geova diventati inattivi per quanto riguarda la predicazione. Gli inattivi presenti ai congressi hanno potuto beneficiare di questa pubblicazione ritirandola personalmente quando è stata distribuita. E le centinaia di migliaia di fratelli inattivi che non erano presenti ai congressi? Non tutti gli inattivi sono informati di questa pubblicazione. Se devono essere aiutati a tornare a Geova, come possono farlo se nessuno li avvisa o consegna loro quest’opuscolo?

cover-opuscoloNon ci risulta che siano state prese iniziative per contattare gli inattivi del territorio. Ci farebbe piacere sapere dagli inattivi che leggono i nostri articoli se qualcuno di loro è stato contattato oppure no dagli anziani locali o da qualcuno della congregazione e se gli hanno lasciato l’opuscolo da leggere, incoraggiandolo a tornare nell’organizzazione.

A  Inattivo.info questa iniziativa sembra – al momento – caduta nel nulla. Ci auguriamo che i vertici si sveglino e organizzino accuratamente un programma di ricerca, altrimenti non si capisce l’utilità di quest’opuscolo. Lo avranno letto (ammesso che lo abbiano fatto, dubitiamo di questo) i fratelli attivi, ma se non si attivano per consegnarne una copia ai fratelli inattivi a cosa è servito ritirarne una o più copie durante i congressi?

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Aspettando Godot è un’opera teatrale che evidenzia l’inutilità dell’attesa, metafora di tutte le attese vane. L’umorismo della trama è tragico. Il protagonista principale, Godot, è assente e non compare mai nella scena. Gli altri protagonisti, due mendicanti che vivono per strada, sono l’allegoria della precarietà e della sua inutile attesa di qualcosa che dia un senso alla loro esistenza. Sullo sfondo della scena c’è un albero stecchito, unica forma di vita nel vuoto e nella desolazione che circonda i personaggi; ma neppure l’albero può rivelarsi un simbolo di speranza, perché fa nascere in uno dei due vagabondi l’idea di impiccarsi. I due che aspettano danno l’idea dell’inattività. Vorrebbero muoversi, fare qualcosa, ma rimangono fermi lì dove si trovano. Sono lì perché un certo Godot ha dato loro appuntamento. Il luogo e l’orario dell’appuntamento sono vaghi, non definiti. I due non sanno neanche esattamente chi sia questo Godot, ma credono che quando arriverà li porterà a casa sua, gli darà qualcosa di caldo da mangiare e li farà dormire all’asciutto. Durante la scena compare fugacemente un personaggio che li rassicura riguardo all’arrivo di Godot. In realtà, Godot, che non si capisce chi sia, e anche lui dà l’idea di uno che promette, ma che non mantiene le sue promesse – forse affetto da inattività – non arriverà mai.

Nel frattempo, aspettiamo la presenza del Godot dei predicatori assenti. Ancora, ancora e ancora.

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Commenti (1)

  • iabi sid

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    L’ opuscolo me l’ha dato un mio familiare. Gli anziani sono anni che non si vedono. Per trovarli bisogna andare a “Chi l’ha visto?” di RAITRE

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