Attenti a quella COMPRENSIONE che si trasforma in GIUSTIFICAZIONE

La partecipazione al dolore altrui intenerisce e coinvolge i sentimenti. In questa situazione, è facile farsi trascinare schierandosi da una parte per giustificare un comportamento e condannarne un altro.

La comprensione è messa in relazione con la capacità di mostrare benevolenza verso le colpe, gli errori, i difetti altrui. Più spesso, con il comprendere l’animo, i sentimenti, le circostanze e i motivi che spingono una persona a compiere un’azione. La giustificazione riguarda le parole e le ragioni addotte per giustificarsi, spiegarsi e motivarsi.

Generalmente, le responsabilità cadono sull’oppressore e mai sulla vittima, che viene esonerata da ogni colpa. In realtà, la presunta vittima non è completamente innocente, perché è più facile lamentarsi e subire che assumersi il rischio di sistemare direttamente le cose, affrontando con coraggio le conseguenze e le difficoltà che ne deriverebbero.

Se si esaminano attentamente i fatti si scopre che entrambi hanno una percentuale di responsabilità. In molte occasioni si fiuta il male, ma invece di prendere posizione si ricorre a espedienti e stratagemmi per scaricare su altri la responsabilità delle proprie scelte, anche quando si sceglie di non scegliere.

A volte si riesce a farla franca, altre volte un piccolo imprevisto manda tutto all’aria. Certe debolezze non rendono possibile difendersi dovutamente. Non solo, ma se non si presta ascolto a chi cerca di metterci in guardia dal pericolo, si finisce col firmare la propria condanna.

Decisioni prese affrettatamente o motivate da presupposti immaturi, producono effetti negativi. Anche l’illusione di farcela da soli spinge a commettere azioni di cui pentirsi poi. “Posso fare ciò che voglio” non sempre è la cosa giusta da fare. Questo atteggiamento, privo di umiltà e modestia, può portare a stringere un patto con il diavolo accettando ciò che prima si considerava dannoso e rifiutando ciò che è bene.

A furia di cercare un tornaconto segreto, si finisce con accettare il male, tacitando la propria coscienza addestrata secondo le norme morali della Parola di Dio. Nessuno sfugge alle responsabilità della vita, soprattutto quando c’è di mezzo la verità. Nasconderla, silenziarla, evitarla o fare finta di non capire comporta delle serie conseguenze.

La paura di sbagliare implica il non prendere decisioni, la paura paralizza. Alcuni non vogliono nemmeno pensarci sopra e riflettere su quanto gli sta capitando. La capacità intellettuale per muoversi saggiamente costa fatica, ancor di più costa agire in base ai principi cristiani. Anche uscire dalle aspettative altrui comporta dei rischi. Fare ciò che gli altri si aspettano da noi per ricevere elogi e per farci sentire approvati non sempre è vantaggioso.

Il diavolo, che la sa più lunga di noi e molto meno di Dio, ci concede volentieri di ritenerci più intelligenti e più furbi degli altri, proponendoci, spesso indirettamente, di sottoscrivere patti per noi vantaggiosissimi. Il riscatto da pagare prima o poi si rivela altissimo, cedendo quelle cose a noi più care: la nostra identità, la famiglia, il futuro. Accettiamo l’illusione del paradiso per ritrovarci in un inferno.

Recuperare tutto quanto si è perso è ancor più doloroso del vittimismo. Si paga un caro prezzo per riscattare la parte migliore che si è persa. Alla fine si corrono più rischi di quelli che si erano voluti evitare, nel rinunciare a qualcosa che in apparenza era più vantaggioso e sicuro.

Agire o non agire in base a ciò che riteniamo giusto, esprimere o non esprimere il proprio punto di vista può esporre alla disapprovazione, eventualità che si era del tutto cercato di evitare. Esplicitare un giudizio, affrontare le incomprensioni e i conflitti comporta saper gestire le conseguenze della propria presa di posizione. Il nemico ha mille volti e un solo obiettivo: distruggere la nostra spiritualità e la nostra fede in Geova.

Anche quando non esprimiamo liberamente le nostre preoccupazioni, i nostri dubbi, per paura di non essere compresi, diventiamo persone sfuggenti, timorosi di comprometterci, di non mostrarci apertamente. Si preferisce tacere, rendersi invisibili. Non è la mancanza di amore altrui a farci perdere la nostra gioia, ma l’immaturità e i bisogni egoistici. Non esiste nella congregazione il cristiano che piace a tutti, che non conosce rimproveri, obiezioni e contrasti.

La paura di incrinare un rapporto o di essere allontanati, rende accondiscendenti. La difficoltà a cercare un chiarimento, a mettere in discussione il proprio punto di vista è tipico di una persona immatura. Per non soffrire si fa finta e ci si compiace dell’operare altrui. Per piacere ai nemici di Geova alcuni hanno ceduto alle loro lusinghe, scoprendo poi amaramente di non avere nemmeno la stima di quelli per i quali si è lasciata la verità.

La vera mancanza di amore e di libertà che tanti svolazzano ai quattro venti della Rete, è quella di non assumersi più le responsabilità che hanno fatto volontariamente con il battesimo e la dedicazione a Dio. Chi non ama più Geova, il Dio cui si è deciso di fare la sua volontà in maniera incondizionata, è prigioniero delle sue paure e non fa nulla per superarle.

Rivestirsi del ruolo di vittima è sin troppo facile. Essere vittima è diverso dal vittimizzarsi. Si diventa vittime quando si difende la verità, quando si affrontano i rischi della lealtà e dell’integrità, quando si osa schierarsi con Geova a costo di rimetterci, quando si osa faticare per servire Dio liberamente.

Il compatimento e l’autocommiserazione oscurano l’amore per la verità, mettono in ombra le scelte fatte in passato. Se non si accettano le proprie responsabilità non può esserci trasformazione, rinascita, salvezza. Che fine ha fatto il talento che Cristo ti ha assegnato quando tu, volontariamente e consapevolmente lo hai accettato per farlo fruttare? Attenti a giustificarsi o a giustificare chi ha deciso di seguire Cristo se poi lo tradisce.

_____

APPROFONDIMENTO:

Tags: , , , , ,

Trackback dal tuo sito.

Lascia un commento

Devi essere loggato per postare un commento.

inattivo.info

Inattivo.info è un sito aperto nel 2014 ed è rivolto ai testimoni di Geova non più attivi come un tempo e ai responsabili delle congregazioni.

Built by TANOMA