Ci devono essere eresie

“Tra voi ci saranno certamente anche delle sette, affinché risulti evidente chi di voi è approvato”. – 1 Corinti 11:19

Paolo, scrivendo ai corinti, riteneva le sette un’opportunità per rendere evidente chi era approvato da Dio. Le informazioni ricevute su di loro contenevano almeno una parte di verità. Ecco perché poté dire: “In parte lo credo” (1 Corinti 11:18). Ne dedusse che fra i corinti dovevano esserci fazioni o sette.

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Non assolutizzare le tue convinzioni

Le convinzioni, spesso, hanno il controllo della nostra vita. Quelle costruttive sono responsabili delle nostre buone abitudini e delle scelte più giuste. Le convinzioni che edificano raramente sono un problema. Al contrario, le convinzioni limitanti portano al fanatismo, al non riconoscere il valore delle opinioni altrui.

Troppe certezze, invece di rafforzare, alla lunga possono indebolire. Comunque, non è sbagliato avere convinzioni profonde. Le certezze morali e intellettuali, soprattutto quelle spirituali hanno la capacità di superare dubbi e ragioni contrastanti.

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La mania delle regole

Ma le regole a cosa servono?

I veri cristiani sono incoraggiati a camminare secondo una “regola di condotta”, che ha relazione con l’esercizio della fede nel sacrificio di Gesù (Galati 6:16). Questa norma dirige in maniera consistente la vita di ogni cristiano ed esercita un’influenza potente nel suo comportamento. Il cristiano è avvertito di non camminare “secondo le cose elementari del mondo”, cioè i principi che regolano la vita di questo mondo umano in contrapposizione alle cose profonde dello Spirito di Dio (Colossesi 2:8, 9). Esistono quindi regole divine e umane.

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Incolparsi a vicenda per disimpegnarsi

Quali meccanismi mentali determinano l’attivazione o lo spegnimento della coscienza quando c’è in atto un disimpegno morale e spirituale di un membro della congregazione?

Di fronte a un allontanamento volontario o coatto dalla congregazione c’è sempre una reazione opposta. Da una parte, la congregazione adotta una misura disciplinare necessaria ai fini del mantenimento della purezza spirituale e morale e dall’altra, invece, un tale provvedimento viene visto come un ostracismo crudele che lede ogni diritto di libertà sociale e familiare. Di fronte a questa situazione, entrambe le parti cercano in tutti i modi di giustificarsi moralmente, con opinioni nettamente opposte fra loro.

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