Che delusione le attese disattese

Molti discepoli, non solo non avevano colto il senso delle parole di Gesù, addirittura le ritennero offensive. Turbati e arrabbiati lo abbandonarono. Gli apostoli, invece, nonostante le perplessità suscitate dalle parole di Gesù, gli rimasero leali (Giovanni 6:60,66,68).

Questo episodio ci insegna che dobbiamo attenerci lealmente agli insegnamenti di Gesù anche quando non coincidono con le nostre aspettative. La delusione è la prima reazione che si prova quando l’attesa è disattesa.

Concentratevi sulla soluzione e non sulla delusione

In genere, quando si è delusi, la colpa è sempre degli altri, basti pensare alla storia umana, a partire dalla prima coppia fino a tutte le volte che il popolo di Israele ha deluso Dio. Geova non si concentrò mai sul problema, ma sulla soluzione.

Alcuni cristiani, delusi da un loro confratello, invece di prendere l’iniziativa per sistemare le cose in modo pacifico e ragionevole, hanno iniziato a provare risentimento, a esagerare gli aspetti negativi fino ad allontanarsi dalla congregazione.

D’altra parte, ci sono fratelli che quando sbagliano si sentono talmente in colpa da farsi soffocare spiritualmente. Invece di farsi aiutare scelgono l’invisibilità. Non bisogna trascurare un aspetto fondamentale quando si rimane delusi per colpa degli altri o per colpa nostra: Geova si aspetta che lo serviamo in base alle nostre circostanze e non come vorremmo servirlo. C’è una grossa differenza fra ciò che vorremmo fare e ciò che realisticamente possiamo fare.

Come si può notare nell’illustrazione in alto, molti cristiani sono convinti che le aspettative che nutrono seguano una certa linearità. Nella realtà le cose spesso si ingarbugliano. L’importante è arrivare alla meta. Non è raro scoprire che nel collettivo dei TdG molte cose non sono chiare e precise come crediamo, anzi, a volte, la nostra vita cristiana assomiglia più a uno scarabocchio che a una linea retta. La delusione può essere dovuta anche a una visione distorta della realtà, ma questo non è un problema.

La delusione è uno stato d’animo provocato dalla constatazione che le aspettative non hanno riscontro nella realtà. Si tratta di una realtà che non corrisponde alle speranze o ai progetti iniziali. Ad esempio, Dio è rimasto deluso dalle aspettative umane. Ciò che Dio si era prefissato nel suo proposito originale, l’uomo lo ha disatteso. Dio ha provato una delusione “pura” riguardo a eventi non direttamente dipendenti da lui.

Comunque, la delusione di Dio non è rimasta inattiva, ma è stata un’occasione nella quale ha agito immediatamente con lucidità ed equilibrio per trovare una soluzione a lungo termine. Pur non potendo evitare questa delusione, Dio non permise che essa rovinasse i suoi piani.

La delusione non è dannosa di per sé. A volte, è inevitabile. Essa può portare almeno due grandi benefici: una migliore conoscenza di noi stessi e la capacità di rinunciare a un’idea a ragion veduta, senza gettare la spugna. Perciò, vivere in maniera equilibrata la delusione, può farci andare oltre l’attesa disattesa. Ogni esperienza deludente porta con sé un patrimonio utile per crescere.

La delusione diventa un problema quando disillude. La delusione ha valore più soggettivo, e vissuta nella giusta maniera permette di andare oltre. La disillusione ha valore più oggettivo, perché indica la cessazione di illudersi di poter riuscire in qualcosa. La disillusione è la perdita dell’illusione.

L’illusione è un inganno della mente che consiste nell’attesa di un atto o di un fatto destinato a rimanere irrealizzato, nel concepire speranze vane, nel formarsi un’opinione inesatta su persone o cose, nel dar corpo a ciò che non ha consistenza reale. Molti vivono di illusioni e quando esse vengono meno possono sorgere problemi mentali e fisici.

“L’attesa prolungata fa ammalare il cuore”. (Proverbi 13:12a)

L’attesa include, non solo il tempo, ma anche il desiderio e lo stato d’animo con cui si attende. Prolungare implica rendere un’attesa più lunga, di maggior durata. L’attesa riguarda sempre il futuro. In psicologia, l’attesa è contrapposta all’attività. Nell’attività si tende verso l’avvenire, nell’attesa, invece, si vive il tempo in maniera inversa.

Nell’attività sei tu che vai avanti, nell’attesa è lei che ti viene incontro. Per questo motivo si vive l’attesa con ansia, perché il suo arrivo non dipende da noi, a differenza dell’attività che sei tu a gestirla nel tempo. L’attività è presente, l’attesa è un divenire, nel senso che non è ancora presente.

Un’attesa che va oltre le nostre aspettative fa ammalare il cuore. Viene chiamata ansia da attesa, ed è una sospensione delle normali attività, che la possono rendere penosa in quanto imprevedibile.

“Il desiderio che si realizza dà la gioia di vivere” (Proverbi 13:12b PS)

Se le speranze irrealizzate sono destinate a causare delusioni che fanno ammalare il cuore, le speranze solidamente basate sulla Parola di Dio si realizzeranno sicuramente. Questo non vuol dire rimanere con le mani in mano. Essere impegnati nelle attività cristiane rende non solo l’attesa meno lunga, ma ci permette di essere noi ad andare incontro all’attesa e non viceversa. Non è la speranza nel Regno a doverci venire incontro, ma siamo noi che dobbiamo agire per andare incontro al Regno.

Perciò, chiediti: Aspetti che sia il futuro a venirti incontro in modo che diventi presente o sei tu che vai incontro al futuro vivendolo come se già fosse presente?”

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