Che palla al piede!

I negativi in congregazione e nei social.

Sono le persone che più rallentano la crescita emotiva e spirituale. Quando aprono bocca, nella migliore delle ipotesi ti senti la testa ruotare e la prostata scoppiare. Sono prevenuti su qualsiasi argomento si parli. E lo fanno pure con tanta energia che ti chiedi dove possano prenderla. Non aiutano i fratelli a fare progresso. Distruggono la voglia di fare in congregazione. Li chiamano “falsi positivi”.

Un falso positivo potrebbe essere ritenuto una “persona buona che ha incontrato persone sbagliate nella sua vita”. In questo caso potreste provare compassione per tale persona. Un falso positivo potrebbe insistere nel parlare con voi e offendersi se rifiutate di farlo. A volte può essere uno dei nostri cari. In questi casi si fa molta fatica ad ammettere che una persona negativa sia uno della nostra famiglia. Non per questo il loro affetto viene meno. Il problema è che incasinano tutto quando cercano di manifestarlo. Perciò mettete da parte i sensi di colpa e non fatevi trascinare in una trappola emotiva difficile da liberarsene.

Queste persone possono essere molto fragili. Hanno un bisogno costante di attenzioni e tendono a circondarsi di persone che hanno problemi o che potrebbero diventare le loro stampelle. Nel caso in cui provate a discutere con loro, non solo non cambieranno idea, ma sono spesso motivo di frustrazione. Odiano i cambiamenti perché vivono costantemente in una situazione di stallo. Fra di loro ci sono anche quelli che si lamentano più o meno velatamente. Con i loro lamenti attirano l’attenzione su di sé anziché su Geova. Lo fanno nella speranza di raccogliere consensi.

Essi si credono migliori degli altri e hanno la tendenza a criticare. Ignorate i loro commenti. Queste persone sono negative anche con sé stessi. Se volete aiutarli lodate una loro qualità, si sentiranno meglio. Il problema del tdG negativo è il suo atteggiamento. L’atteggiamento può determinare se un evento tirerà fuori il meglio o il peggio di lui. In molti casi, il negativo non fa mai nulla per chi non ha niente da offrirgli. Il cristiano positivo è di un’altra dimensione. Vive secondo la regola aurea e tratta le persone come vorrebbe che trattassero lui. Il negativo è più facile che si scoraggi nelle avversità, perché prosciuga le energie solo a pensare negativamente. (Proverbi 24:10) “Tutti i giorni sono brutti per l’afflitto, ma per il cuore contento è sempre allegria” (Proverbi 15:15, NVR). Il positivo cerca le opportunità per rendersi utile al prossimo. Molte volte non c’è bisogno nemmeno di chiedere.

Per quanto riguarda i social, alcuni tdG hanno cominciato a manifestare un’attitudine negativa quando hanno iniziato a frequentare con assiduità certi forum. Alcuni che scrivono sui social nascondono di proposito la loro reale abilità di condizionare le menti di chi li legge. Chi osserva gli altri da “bordo campo” può sentirsi anche peggio. Alcuni di questi sono diventati depressi. I fratelli non condannano a priori i social, ma desiderano che questi siano luoghi dove interagire in modo significativo, migliorando le relazioni sia on line che off line. Rispondere a commenti inappropriati o peggio insulti fa stare molto peggio, come sanno bene i tanti personaggi pubblici che con i social hanno chiuso ogni rapporto pena la propria salute mentale.

Ogni congregazione o gruppo social manifesta un certo spirito o atteggiamento prevalente. Dallo spirito con il quale si esprimono si riconoscono se Gesù è con loro. (Filippesi 4:23) Si accettano le critiche, ma che abbiano uno spirito positivo. Ogni congregazione e ogni comunità digitale dovrebbe promuovere un senso positivo alle cose che si discutono. I miei commenti sono significativi?

Si deve comunque riconoscere che ci sono alcuni fedeli servitori di Dio che lottano con pensieri negativi, convinti di non valere nulla. Simili sentimenti possono essere dovuti a cause importanti e che forse vanno al di là delle loro possibilità. Geova non è negativo quando guarda i suoi adoratori e non li esamina per condannarli, ma per individuare le loro buone qualità e per aiutarli. Un atteggiamento negativo può indurci a fare valutazioni sbagliate. Ciò che importa davvero è come ci vede Geova. Egli tiene in gran conto la nostra devozione e la nostra fedeltà, e non ci giudica in base ai risultati che conseguiamo o al rapporto che consegniamo. Inoltre, è possibile che tu abbia fatto per lui più di quanto pensi. Probabilmente ci sono componenti della congregazione su cui hai avuto un’influenza positiva, e persone che sono venute a contatto con la verità grazie ai tuoi sforzi. Bastano i pesi della vita ad aggravarci, non è necessario dunque che ci leghiamo anche una palla al piede.

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