Congressi 2021: Anche in streaming la fede rende potenti nonostante la pandemia

È strano non sentire il fruscio delle pagine della Bibbia sfogliate dai presenti sugli spalti dello stadio quando l’oratore menziona un verso scritturale.

Un colpo d’occhio originale quando si guarda la folla assiepata in tribuna ascoltare i discorsi in religioso silenzio, prendere appunti, intonare canti biblici ed elevare preghiere al cielo. Arrivano da ogni dove, con pullman, roulotte e centinaia di auto.

Il congresso inizia molto tempo prima, un’organizzazione certosina e centinaia di volontari che ripuliscono l’impianto o lo stadio che li ospita per la kermesse di dibattiti, dimostrazioni, esperienze, drammi in scene e costumi antichi. Si inizia con le pulizie, estirpando erbacce, cancellando le scritte sui muri e accatastando innumerevoli sacchi colmi di rifiuti.

I delegati presenti sono sempre cortesi e disponibili. Molte le famiglie, alcune con un familiare non testimone di Geova, numerosi tra i presenti anche i fratelli inattivi. Molti i giovani in camicia con l’immancabile cravatta e distintivo di riconoscimento. Famiglie con bambini, disabili e anziani affollano gli stand loro riservati. Negli ultimi anni le cose sono cambiate: confort zone dotate di aria condizionata e comodi posti a sedere per tutti. Di tanto in tanto si vedono alcuni poliziotti, a volte annoiati altre volte meravigliati per la compostezza e l’ordine.

E che dire del momento clou dell’assemblea, il battesimo in acqua dei nuovi adepti? L’attesa e il raccoglimento prima del rituale sono palpabili. L’oratore rivolge alcune domande ai battezzandi, i quali, dopo aver risposto con un sonoro Sì, l’uditorio festante li applaude all’unanimità.

Storie e origini diverse che si intrecciano in questi momenti, uomini, donne e giovani uniti dall’emozione del passo più importante della loro vita. Qualcuno sorride orgoglioso. Altri hanno il viso contratto. Uno per volta, uomini e donne in settori separati, entrano nelle piscine, da dove escono completamenti diversi. Sono cose difficili da concepire per chi vive la propria religione in modo diverso. Ma per loro il credo è la vita stessa. Ora sono testimoni di Geova a tutti gli effetti.

I grandi congressi del passato sono un’occasione straordinaria di aggregazione sociale e un mezzo diverso per porsi all’attenzione dell’opinione pubblica e farsi conoscere non soltanto come quelli che suonano i campanelli la domenica mattina. Ripensando a quei tempi, i congressi sembrano un ricordo sbiadito di un passato che fu. Il Covid è riuscito a cancellare dalla memoria pure i ricordi congressuali.

La pandemia ha lasciato dietro di sé morte e sofferenza. «L’organizzazione di Geova – riferisce Mark Sanderson del Corpo direttivo – sta seguendo scrupolosamente le direttive delle autorità sanitarie in tutto il mondo. Ci siamo impegnati tanto come organizzazione per mostrare profondo rispetto per la santità della vita. E abbiamo visto come Geova sta benedicendo i nostri sforzi».

«Infatti le adunanze e il ministero vanno a gonfie vele – continua Sanderson –. Tuttavia nessuno di noi è immune agli effetti di questo brutto virus. Alla data del 15 maggio siamo arrivati a un totale di oltre 17.000 cari fratelli e sorelle che purtroppo hanno perso la vita a causa del COVID-19».

Numeri che fanno riflettere e che toccano la profondità del cuore. Eppure, la campagna vaccinale contro il Covid-19 prosegue spedita e molte delle restrizioni sanitarie sono state tolte dalle autorità governative. Dopo sedici mesi di angoscia e terrore, si comincia a respirare una nuova aria e cresce sempre più il desiderio di lasciarsi tutto alle spalle e di rinascere dalle ceneri del lungo isolamento.

I Testimoni di Geova continuano a riunirsi in remoto e a predicare tramite telefono e lettere. Niente campanelli, niente citofoni e dispositivi mobili. Così è anche per i loro congressi estivi, annullati per il secondo anno consecutivo, nonostante li abbiano tenuti ininterrottamente dal 1897. Il cambiamento coinvolge milioni di fedeli (si calcola tra i 15 e i 20 milioni appartenenti a ben 240 nazioni).

Nel 1925 si tenne a Pinerolo, in provincia di Torino, in pieno periodo fascista, la prima assemblea degli Studenti Biblici in Italia (venivano così chiamati i testimoni di Geova). Fu presente A. Macmillan, della sede mondiale. In quel periodo di restrizioni da parte del regime fascista, il congresso si tenne in un albergo facendolo coincidere con le nozze di Remigio Cuminetti e Albina Protti. I presenti al congresso/matrimonio furono una sessantina e 13 i battezzati. (Paolo Piccioli, Il prezzo della diversità, Jovene Editore, 2010).

Il primo congresso (un giorno) del dopoguerra si tenne a Milano nel 1947 presso il cinema Zara. Vi assisterono 239 persone e i battezzati furono 31. Ne seguirono altri caratterizzati quasi tutti da varie difficoltà create dall’opposizione religiosa. Il primo congresso internazionale tenuto nella penisola, dal tema «Pura Adorazione», si svolse a Roma, all’aperto presso la Fiera Campionaria, nel 1951, dove i presenti sfidarono  forti rovesci di pioggia. Seguirono ogni anno altri congressi nazionali e internazionali.

Come riporta Piccioli in Il prezzo della diversità, sul settimanale L’Eco delle valli valdesi del 2 agosto 1963 un commentatore scrisse: «Sono coraggiosi e li ammiro [i testimoni di Geova]. Hanno portato attraverso tutta Milano, sotto gli sguardi spesso indifferenti, ostili, schernitori, di un popolo ingrassato nel miracolo economico, in mezzo alla schiera dei commessi viaggiatori, dei salumieri e dei soliti commendatori che ‘si son fatti da sé’, trentamila manifesti, ognuno dei quali diceva che Dio sarà re di tutta la terra. Ecco perché ho sentito un rimprovero. In fatto di testimonianza c’è da levarsi il cappello».

«Ottomila persone, un solo messaggio, un’unica religione. Serenità, pace, fratellanza: i concetti rimbalzano da uno spalto all’altro del tempio calcistico torinese diffondendo un’atmosfera di raccoglimento strana per queste tribune abituate a imprecazioni ed urla di tifosi. E’ l’annuale assemblea di distretto dei Testimoni di Geova», scriveva la Gazzetta del Popolo il 10 agosto 1979.

I suddetti commenti sono due dei tanti resoconti di cronaca sui congressi dei testimoni di Geova e che indicano la vasta eco, in genere favorevole, che questi avvenimenti riflettono all’esterno. I Testimoni seguono il modello degli israeliti che dovevano radunarsi a Gerusalemme in occasione delle tre feste periodiche stabilite dalla Legge.

«I congressi dei testimoni di Geova – si legge in Il prezzo della diversità richiamano spesso l’attenzione dei mass media. Non mancano articoli critici o dai toni ironici, che caratterizzano spesso i servizi stampa sulle minoranze e in genere su chi è diverso dalla prassi comune. Molti commentatori, che invece non considerano la diversità come un disvalore, hanno espresso significativi apprezzamenti su alcune caratteristiche dei Testimoni. Sono qui riportati brani soltanto di alcuni dei molti articoli pubblicati sui loro raduni». Ne riportiamo uno fra i tanti:

Il Messaggero di S. Antonio, 9 settembre 1981

«La forza d’animo, l’entusiasmo, la volontà di far di tutto il mondo ‘il Regno di Geova’ sono senz’altro encomiabili. L’episodio della vecchietta che, impedita dall’età e dagli acciacchi ad andare di porta in porta per testimoniare Geova, per due ore al giorno scrive lettere che i fratelli della Congregazione depositeranno nelle cassette postali delle famiglie non viste durante il loro giro quotidiano, è davvero un esempio che fa pensare. Soprattutto noi cristiani dalla fede fragile e incerta».

«La nostra fede continuerà a unirci nel culto – dicono i portavoce locali e nazionali – anche virtualmente, mentre milioni di persone si riuniscono nelle case private di tutto il mondo per godere di un programma spirituale potente e stimolante”. Il tema di quest’anno è “Potenti mediante la fede!”. Durante il programma sarà data la risposta a 3 importanti domande sulla fede: 1) Che cos’è la fede? 2) Cosa possiamo fare grazie alla fede? 3) Come possiamo rafforzare la fede?

I contenuti saranno trasmessi in oltre 500 lingue durante sei fine settimana tra luglio e agosto 2021. Il programma sarà suddiviso in sei parti. Di questa folla che potrà seguire a distanza i lavori congressuali fanno parte anche i 250 mila fedeli presenti in Italia. I congressi sono trasmessi per il pubblico in generale in streaming gratuitamente sul sito ufficiale jw.org.

Come successo tante volte in passato, questi congressi hanno aiutato molti fratelli inattivi a riflettere sulla loro condizione spirituale e ritornare a Geova. Siamo sicuri che anche quest’anno, per alcuni fratelli inattivi presenti al congresso, le cose andranno così.

GUARDA IL VIDEO DEL CONGRESSO 2021

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